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XXI Premio Compasso d'Oro ADI
RISULTATI

XXI Premio Compasso d'Oro ADI

di Cecilia Di Marzo

10 premi Compasso d'Oro, 6 Premi alla carriera e 2 Premi internazionali

01/07/2008 - 10 premi Compasso d'Oro, 6 Premi alla carriera e 2 Premi internazionali. Oltre 80 i prodotti selezionati. Questi i riconoscimenti assegnati dalla giuria internazionale del XXI premio Compasso d'Oro e dall' ADI nella cerimonia che si è svolta il 26 giugno alla Reggia torinese della Venaria Reale.
La giuria, composta dall’arch. Mario Bellini (Presidente), dal tecnologo Chew Moh-Jin,da Lieven Daenens, direttore Design Museum Gent (Belgio), Carla Di Francesco (direttore PARC – Roma), Carlo Forcolini (past-president ADI e designer), Norbert Linke, designer, Emanuele Pirella e Richard R. Whitaker, ha assegnato i seguenti premi:
 
BIG, libreria, Marc Sadler, Caimi Brevetti
Libreria modulare ispirata alla componentistica architettonica, con montanti di alluminio con sezione a T, forniti di cremagliera a fori, e ripiani di lamiera con sagoma brevettata, caratterizzata dal bordo frontale alto e dal taglio vivo degli spigoli. La nitida soluzione formale è coniugata con il preciso studio dei dettagli, che agevolano le operazioni di fissaggio e montaggio.
 
CITTÀ DI TORINO, LOOK OF THE CITY OLIMPIADI INVERNALI 2006, allestimento, Italo Lupi, Ico Migliore, Mara Servetto, Città di Torino (Direzione Comunicazione Promozione Turismo)
Primo esempio di immagine indipendente, ma integrata rispetto a quella ufficiale per i Giochi Olimpici invernali del 2006, Look of the City ha costruito un’interfaccia visuale che coinvolge l’intera città. Distribuito su ben 130 chilometri quadrati del tessuto urbano, il progetto è stato declinato in una varietà di iconografie, installazioni fisse e dinamiche, stampati di immagine coordinata, tutto caratterizzato dalla scelta del colore rosso cinabro.
 
MT3, poltrona a dondolo, Ron Arad Associates, Driade
Un lungo studio condotto sulla tecnologia produttiva ha consentito di realizzare lo stampaggio rotazionale di elementi d’arredo in materiale bicolore. L’immissione in due fasi del polietilene in polvere colorato in massa diversifica la superficie esterna, goffrata, da quella interna, liscia, che si rivela con il taglio finale dei fianchi eseguito con macchina a controllo numerico a cinque assi.
 
STAND HORM, allestimento, Toyo Ito, Horm
L’allestimento definisce un ambiente che reinterpreta la funzione ostensiva degli stand fieristici. Oltre ai prodotti presentati, la stessa orditura portante – in legno e con profili curvati in alluminio estruso da una matrice progettata ad hoc – testimonia e comunica l’azienda.
 
NEOS, orologio da polso, Culdesac, Lorenz
La cassa di acciaio, in sei pezzi, è costruita con un procedimento innovativo che conferisce all’orologio un effetto scavato, rivelando lateralmente l’anello perimetrale in resina colorata. Il montaggio di quest’ultimo è reso possibile dalla configurazione a tunnel degli attacchi per il bracciale, fissati alla parte superiore della cassa, e della placca con pulsanti e proteggi-corona.
 
MIX, apparecchio di illuminazione, Alberto Meda e Paolo Rizzatto, Luceplan
Lampada da lettura, con corpo filiforme flessibile e testa piatta, trasferisce nell’ambito domestico i vantaggi della tecnologia Led Chip on Board: costituito da diversi gruppi di diodi multicolore, l’illuminatore genera una luce più calda rispetto a quella usualmente emessa dai Led e offre una lunga durata contribuendo al risparmio energetico. Un filtro di colore ambra, orientabile mediante una piccola leva, permette inoltre di correggere la resa cromatica della luce rendendola simile a quella delle sorgenti alogene.
 
TRIOLI, sedia per bambini, Eero Aarnio, Magis
All’interno della collezione “Me-Too”, dedicata ai bambini, è una sedia-giocattolo multifunzionale che consente tre differenti usi a seconda della posizione: alta, bassa e come cavallo a dondolo. Il maniglione è un elemento di sicurezza e agevola il trasporto.
 
NIDO, concept car, Pininfarina, Pininfarina
Riflettendo sul tema della sicurezza e della mobilità urbana, il team progettuale si è concentrato sui veicoli di piccole dimensioni e ha sviluppato questa vettura a due posti. Come suggerisce il nome, Nido accoglie e protegge il guidatore attraverso tre elementi principali: un telaio composto da una parte anteriore deformabile e da una cellula rigida attorno agli occupanti; un guscio che ospita conducente e passeggero e si comporta come una slitta in grado di scorrere orizzontalmente su una guida centrale; due assorbitori che agiscono come dissipatori di energia. In caso di urto frontale, la vettura assorbe parte dell’energia tramite la zona anteriore deformabile del telaio: la rimanente determina invece il movimento della slitta nella direzione dell’urto e permette una decelerazione graduale e controllata sugli occupanti. Anche le scelte cromatiche enfatizzano gli elementi legati alla sicurezza.
 
R606 UNO, sedia, Bartoli Design e Fauciglietti Engineering, Segis
Prima applicazione del nuovo polimero brevettato R606, ne sperimenta le possibilità funzionali in una seduta la cui rigorosa configurazione è contrapposta dalla materia soffice, applicata in stampo unico al supporto interno.
 
SHAKA, barca a vela, Wally, Lazzarini Pickering Architetti e Farr Yacht Design, Wally
Realizzata con materiali leggeri, la barca a vela per crociere e regate è caratterizzata da un lucernaio continuo in plexiglas che segna la bassa tuga e illumina gli ambienti sotto coperta. Il ponte in teak, con gli oblò quadrati, è liberato da ogni ingombro mentre nel pozzetto divani e tavolo sono amovibili. Gli interni si segnalano per l’uso dominante della fibra di carbonio, la flessibilità di configurazione degli spazi, l’attenzione cromatica e i dettagli progettuali come il bordo anti-caduta dei piani e gli armadi risolti con custodie di pelle disegnate ad hoc.
 
Il Premio Compasso d'Oro alla Carriera è stato assegnato a:
LUIGI CACCIA DOMINIONI
Tra i più importanti architetti italiani del secondo dopoguerra appartiene al ristretto gruppo dei maestri precursori e fondatori del design italiano. La sua opera di designer è caratterizzata da una rara sintesi di rigore espressivo, di padronanza del linguaggio formale e di sapere tecnologico. Un contributo oggettivo alla definizione stessa di cosa sia il design italiano e dell’originalità dei suoi contenuti. Un riconoscimento tardivo per un grande maestro che ha sempre lavorato al di sopra degli ideologismi.
 
RENATO DE FUSCO
Il suo lavoro di oltre quarant’anni come docente, critico, storico e teorico del design ha offerto a più di una generazione di studenti e addetti ai lavori strumenti di studio e di riflessione di grande utilità e valore. Con op. cit., la rivista da lui fondata che ancora dirige, ha seguito e analizzato il percorso del design italiano dagli anni sessanta ad oggi alla luce della parallela evoluzione dell’Arte e dell’Architettura. I suoi libri hanno notevolmente contributo alla definizione disciplinare del design.
 
TITO D’EMILIO
Autodidatta metodico e rigoroso, animato dalla passione per il bello e affascinato dall’innovazione, sin dalla fine degli anni sessanta ha saputo fare del suo negozio di Catania un punto di riferimento per il mercato italiano del design. Il suo lavoro caparbio di mercante coraggioso e di divulgatore, portato avanti in condizioni geograficamente sfavorevoli, ha contribuito a far conoscere e apprezzare le migliori aziende e i migliori prodotti italiani e stranieri, assai prima che addivenissero alla notorietà.
 
DINO GAVINA
Nei primi anni del dopoguerra, quando la parola design non faceva ancora parte del lessico allora in uso, Gavina comincia la sua eccezionale avventura di inesausto creatore e operatore maieutico, sempre curioso, sempre fuori o ai margini degli schemi preesistenti, sempre al servizio dell’innovazione, sempre a cavallo tra arte e design, tra etica ed estetica, tra impresa produttiva e azienda editoriale. Una avventura umana terminata nel 2007 che ha disegnato un itinerario culturale destinato a continuare nel tempo.
 
MICHELE PROVINCIALI
L’itinerario di tutta la sua opera lo colloca tra i maestri del progetto grafico contemporaneo. La sua grande cultura, l’attenzione continua per le suggestioni delle avanguardie artistiche e il suo profondo umanesimo sono un’indicazione di libertà, altra, che gli ha consentito il superamento degli schemi disciplinari e delle mode. Una lezione, la sua, eccezionalmente utile per l’educazione delle nuove sensibilità che operano nel mondo della comunicazione.
 
TOBIA SCARPA
Architetto nell’accezione più colta del termine ma anche precoce designer ha progettato, nel lungo sodalizio con Afra Bianchin, alcune delle icone più rappresentative del design italiano. La sua attenzione ai processi produttivi, all’innovazione tecnologica e formale e, soprattutto, la sua continua e appassionata ricerca volta a reinventare l’uso dei materiali, sono divenute parte significativa della riconoscibilità del design italiano. Nel suo lavoro tradizione e innovazione si saldano in una delle lezioni più alte e coerenti di metodo e libertà creativa.
 
Il Premio Compasso d'Oro Internazionale è stato conferito a:
 
TERENCE CONRAN
La sua energica azione come designer, imprenditore e mercante ha scosso sin dai primi anni sessanta il tradizionalista mercato inglese per esplodere nell’amata Francia con la catena di negozi Habitat, innovativi tanto per il design dei prodotti e quanto per le tecniche di vendita. Perduto in Borsa il controllo della sua azienda ritrova il successo con una nuova collezione di prodotti e una nuova catena di negozi a suo nome. Grazie al suo eccezionale talento è divenuto baronetto d’Inghilterra, il primo Sir del design.
 
MIGUEL MILÁ
Dietro l’apparente rinuncia alla tecnologia, che rappresenta un elemento distintivo del suo lavoro, si cela invece una costante ricerca della tecnologia adeguata, quella giusta, senza nulla di più e nulla di meno. Il design di Milá nasce da una riflessione sui problemi concreti, liberata da pregiudizi e postulazioni teoriche. Per lui, che confessa di non essersi mai troppo interessato all’elaborazione di una definizione di design, «il miglior design è quello che si realizza con il minimo di elementi».
 
La mostra dei prodotti premiati e di quelli segnalati resta aperta presso la Corte d'Onore della Reggia di Venaria Reale fino al 31 agosto, accanto alla mostra storica del premio, L’oro del design italiano , allestita con 400 pezzi premiati e segnalati in un cinquantennio di vita del premio.

 
Fonte: Comunicato ALAM per comunicare
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