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NORMATIVA

Piano Casa: entro due mesi le modalità operative

di Rossella Calabrese

Un documento dell’Ance analizza i contenuti e le novità del Piano per l’edilizia abitativa varato dal Governo

Vedi Aggiornamento del 19/11/2008
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28/08/2008 - La legge n. 133 del 6 agosto 2008 di conversione del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 , all’art. 11 disciplina il Piano Casa che il Governo intende attuare per incrementare il patrimonio immobiliare a uso abitativo attraverso l’offerta di abitazioni di edilizia residenziale.
 
Le modalità operative saranno definite in un Dpcm da approvarsi entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione (22 agosto 2008), previa delibera del Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) e d'intesa con la Conferenza unificata su proposta del ministro delle Infrastrutture e dei trasporti.
 
Tra le novità vi è il riferimento all’alloggio sociale ( leggi tutto ), l’introduzione dei criteri di efficienza energetica e di riduzione delle emissioni inquinanti e il coinvolgimento di operatori pubblici e privati per la realizzazione di nuovi edifici e il recupero di quelli esistenti. Gli alloggi saranno destinati a famiglie, giovani coppie e anziani a basso reddito, studenti fuori sede, soggetti sotto sfratto e immigrati regolari a basso reddito residenti in Italia da almeno dieci anni o da almeno cinque anni nella stessa regione.
 
Il Piano prevede la costituzione di fondi immobiliari destinati alla valorizzazione e all’incremento dell’offerta abitativa, o alla promozione di strumenti finanziari immobiliari innovativi e con la partecipazione di altri soggetti pubblici o privati, articolati anche in un sistema integrato nazionale e locale, per l'acquisizione e la realizzazione di immobili per l'edilizia residenziale. L’incremento del patrimonio abitativo di edilizia sarà attuato anche attraverso la vendita di alloggi pubblici in favore degli occupanti. Sono previste agevolazioni in favore di cooperative edilizie. Saranno realizzati programmi integrati di promozione di edilizia residenziale anche sociale.
 
Il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti potrà stipulare accordi di programma per concentrare gli interventi sulla effettiva richiesta abitativa nei singoli contesti, attraverso la realizzazione di programmi integrati di promozione di edilizia residenziale e di riqualificazione urbana, promuovendo la partecipazione di soggetti pubblici e privati.
 
In alternativa il Piano potrà essere realizzato ai sensi della parte II, titolo III del Capo IV (infrastrutture strategiche e insediamenti produttivi) del Dlgs 163/2006 .
 
Inoltre, gli immobili demaniali non più utilizzati potranno essere destinati al Piano Casa, sulla base di accordi tra l’Agenzia del Demanio, il Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, il Ministero della Difesa in caso di aree ed edifici non più utilizzati a fini militari, le Regioni e gli enti locali.
 
Gli interventi potranno essere incentivati da trasferimenti di diritti edificatori in favore dei promotori, incrementi premiali di diritti edificatori finalizzati alla dotazione di servizi, spazi pubblici e di miglioramento della qualità urbana, sconti fiscali o riduzione degli oneri di costruzione, costituzione di fondi immobiliari in cui far confluire i canoni di locazione, cessione dei diritti edificatori a fronte della realizzazione di alloggi pubblici da destinare alla locazione a canone agevolato o alla vendita in favore delle categorie svantaggiate.
 
 
L’Ance (Associazione nazionale costruttori edili) ha redatto un documento (allegato sotto) in cui analizza il Piano Casa contenuto nella legge 133/2008, riservandosi di valutarne in maniera più approfondita gli effetti sul settore delle costruzioni e delle trasformazioni urbane solo dopo l’emanazione del Dpcm di attuazione dell’art. 11.
 
Il Piano casa – evidenzia l’Ance – se da un lato prevede, per il momento, un finanziamento pubblico tra 650 e 800 milioni di euro, cifra decisamente insufficiente a garantire un’efficace azione per le politiche abitative, dall'altro in più parti richiama espressamente l’intervento e l’apporto dei privati anche attraverso il ricorso a strumenti finanziari innovativi o esistenti (fondi immobiliari).
 
Le risorse a disposizione – sottolinea l’Ance – sono quelle indicate nell’art. 41 del decreto legge 159/2007 (convertito nella Legge 222/2007), pari a 100 milioni di euro, e nell’art. 1 comma 1154 della legge 296/2006 (Finanziaria 2007) pari a 60 milioni. Su queste ultime graverebbe un vincolo di destinazione per l’edilizia sovvenzionata previsto per legge. A queste si aggiungono quelle dell’art. 21 del decreto legge 159/2007 pari a 550 milioni (già ripartite tra le regioni e assegnate alle proposte di intervento indicate nei piani regionali con il DM 28 dicembre 2007 che viene di fatto revocato). Infine i fondi dell’art. 21 bis del DL 159/2007 di difficile individuazione poiché richiamano i fondi non ancora impegnati alla data del 31 dicembre 2007 destinati alla realizzazione dei programmi per la realizzazione di alloggi per i dipendenti pubblici impegnati nella lotta alla criminalità (art. 18 della legge 203/1991).
 
Il comma 3, infine, indica per il finanziamento del Piano casa anche le risorse derivanti dai programmi di alienazione degli immobili residenziali pubblici.

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