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SICUREZZA

Infortuni sul lavoro in calo nel 2007

Presentato il Rapporto Annuale INAIL: bilancio infortunistico migliorato rispetto all’anno precedente

Vedi Aggiornamento del 30/04/2009
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18/08/2008 - È stato presentato il 15 luglio scorso, presso il Ministero del Lavoro a Roma, il Rapporto Annuale 2007 dell’INAIL.
 
Il documento evidenzia, a livello generale, un bilancio infortunistico statisticamente più favorevole rispetto a quello dell’anno precedente. Sono 912.615, infatti, le denunce di infortuni registrate nel 2007: circa 15.500 casi in meno (pari ad una flessione dell'1,7 per cento, a ulteriore conferma del calo dell'1,3% registrato già nel 2006).
 
Pubblichiamo una sintesi dalla relazione del Presidente dell’Inail, Vincenzo Mungari:
 
Le iniziative istituzionali: più lotta al lavoro nero
Sul fronte delle iniziative istituzionali il Rapporto evidenzia lo sforzo compiuto particolarmente sul potenziamento della rete informativa della prevenzione, mirando all’integrazione del sistema informativo e al rafforzamento graduale del ruolo delle Strutture Territoriali dell’Istituto. Altro target prioritario è stato quello del finanziamento dei progetti di miglioramento dei livelli di sicurezza e salute sul lavoro e/o l’abbattimento delle barriere architettoniche negli istituti di istruzione secondaria di 1° e 2° grado.
 
Sul piano delle prestazioni – nell’ambito di strategia generale di razionalizzazione che ha toccato ambiti diversificati tra cui l’accertamento dell’origine professionale delle malattie denunciate, l’istruttoria delle denunce, l’istituzione di tavoli di lavoro a livello di Direzioni Regionali per il riesame delle domande non accolte di malattia professionale – l’attività dell’INAIL ha visto il potenziamento della funzione riabilitativa attraverso l’ampliamento e il miglioramento dell’offerta dell’assistenza protesica: l’approvazione del nuovo Regolamento è finalizzata a rafforzare il processo di presa in carico dell’infortunato, con particolare attenzione alle tecnologie che possono facilitare il reinserimento nel campo sociale e lavorativo e all’ampliamento degli ausilii domotici.
 
Importante anche il capitolo relativo alla lotta all’evasione e all’elusione contributiva, al lavoro irregolare e al lavoro nero, sostenuta da un potenziamento della funzione ispettiva attraverso l’incremento della dotazione organica di 50 nuovi ispettori già avviati a un articolato progetto formativo. È stato istituito, inoltre, un Ufficio di Vigilanza Assicurativa presso la Direzione Centrale Rischi, con compiti di business intelligence, gestione dei rapporti con le strutture di primo livello degli altri Enti, predisposizione di piani analitici per un’ottimizzazione delle Risorse impiegate. Parallelamente, per gli aspetti comunicativi, è stata realizzata, in collaborazione con Ministero del Lavoro e INPS, la campagna “Esci dal Nero” che si è articolata su una serie di iniziative territoriali che hanno visto il coinvolgimento capillare delle Parti Sociali.
 
Il Testo Unico sulla sicurezza: un’occasione mancata
Riguardo il Testo Unico sulla sicurezza, pur riconoscendo alla riforma l’introduzione di elementi di razionalizzazione e di organicità in un quadro normativo precedentemente troppo disperso, il Rapporto evidenzia il perdurare di alcuni aspetti particolarmente critici.
In merito all’apparato sanzionatorio che il Testo Unico prevede sottolinea il fatto che risulta a volte eccessivo e non sempre coerente con l’esigenza di contemperare le ragioni primarie della sicurezza sul lavoro con i diritti e le esigenze delle imprese, sicché vi è da chiedersi se l’obiettivo sacrosanto che il legislatore si è proposto possa essere raggiunto con gli strumenti che lo stesso legislatore ha finito con l’adottare”. Molte volte infatti comportamenti ininfluenti sul piano della sicurezza sono colpiti con la sanzione penale, mentre numerosi sono gli adempimenti formali, come comunicazioni, trasmissioni di documenti, etc., che nulla hanno a che fare con la sicurezza.
 
Più delicato ancora il problema del ruolo assegnato all’INAIL nella strategia della sicurezza che il legislatore ha voluto adottare. Molte delle competenze oggi attribuite erano già state riconosciute all’Istituto dalla precedente legislazione: basti pensare alle attività di informazione, consulenza e assistenza, oppure alla competenza relativa alle statistiche degli infortuni; in definitiva il legislatore del Testo Unico non ha arricchito in maniera sostanziale le competenze dell’Istituto, perdendo una rilevante occasione per utilizzare riserve di conoscenza e finanziarie, che sarebbe stato possibile utilizzare in maniera più sostanziale nella invocata prospettiva della prevenzione piuttosto che in quella della repressione.
 
La situazione economica e patrimoniale: luci e ombre
Per quanto riguarda lo stato di salute dell’INAIL, l’analisi che fa il Rapporto è all’insegna delle luci e delle ombre. Il quadro generale dell’Istituto al 31 dicembre scorso, dal punto di vista economico e patrimoniale, presenta risultati decisamente positivi (…). Nell’anno 2007, l’avanzo economico è stato pari a 1.592,81 milioni di euro con un incremento del 100,14% rispetto al 2006 (795,83 milioni).
Tale situazione è principalmente frutto del perdurante buon andamento dei flussi finanziari di natura corrente che presentano un saldo positivo di 2.616,21 milioni, con un aumento del 17,29% rispetto al 2006 (2.230,49 milioni di euro) ascrivibile alla crescita (+3,71%) delle entrate contributive. A detta dinamica non si contrappone analoga crescita delle spese correnti, che anzi diminuiscono dello 0,72%, comprese quelle istituzionali (-1,12%).
In linea con le previsioni, il disavanzo patrimoniale, che nel 2000 ammontava a ben 9.570,46 milioni di euro, è stato completamente azzerato: dal confronto tra le attività (29.441 milioni) e passività (28.594 milioni di euro) emerge ora, infatti, un avanzo patrimoniale di 847 milioni di euro, a suggello del risanamento dell’INAIL, avvenuto nel ristretto lasso di sette anni.
 
Se gli investimenti mobiliari dell’istituto scendono a 428 milioni (-36,78%) - a fronte di un patrimonio di immobili che ammonta a 6.874 milioni (+4,96% rispetto al 2006) – le disponibilità liquide giacenti presso la Tesoreria Centrale dello Stato, pari a 12.334 milioni di euro (+17,41%) al 31 dicembre 2007, vengono stimate raggiungere quota 13.200 milioni di euro circa alla fine di quest’anno. Tale consistenza, oltre che dal buon andamento della gestione, deriva da imperativi vincoli statali che, imposti dall’obiettivo di restringere il deficit della P.A., hanno necessariamente intaccato l’autonomia finanziaria dell’Istituto, impedendogli di mantenere e rinnovare gli investimenti immobiliari e mobiliari funzionali alla preservazione e, auspicabilmente nel tempo, all’accrescimento del livello di capitalizzazione dell’Istituto a migliore garanzia delle rendite future per infortuni e malattie professionali. Da ciò è derivata la cartolarizzazione degli immobili, la notevole diminuzione degli investimenti mobiliari e l’impossibilità concreta di effettuare investimenti immobiliari secondo le potenzialità finanziarie dell’Istituto.
 
Il congelamento delle risorse finanziarie dell’Istituto, attuato nell’ultimo quinquennio nel quadro delle politiche di riduzione del deficit del settore pubblico, ha ridotto gli investimenti redditizi che, secondo il sistema finanziario di capitalizzazione, dovrebbero essere posti a copertura del valore attuale delle rendite. Le riserve tecniche iscritte nel consuntivo 2007 ammontano, infatti, a 19.201 milioni di euro e, nel 2008, esse subiranno un notevole incremento a seguito della variazione del tasso tecnico dal 4,50% al 2,50%.
 
La privatizzazione dell’INAIL: un falso mito del mercato
La Relazione in chiusura sottolinea la necessità di non procedere – come peraltro invocato recentemente in sede ANIA – in direzione di una “privatizzazione” dell’INAIL.
Ricordato che già la Corte di Giustizia europea, con sua sentenza del 22 gennaio del 2002, ha riconosciuto la legittimità del sistema italiano a carattere solidaristico, pronunciandosi sulla piena compatibilità con la normativa comunitaria a tutela della concorrenza del mercato, vorremmo sottolineare la validità dell’attuale modello proprio nell’ottica dell’efficienza, e cioè dei risultati garantiti dal sistema esistente; l’INAIL infatti esercita da sempre la gestione dell’assicurazione antinfortunistica senza aver mai gravato sul bilancio dello Stato, anzi chiudendo in attivo - ciò che è avvenuto sistematicamente negli ultimi anni - il proprio bilancio.
 
 
Fonte: www.inail.it

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