Carrello 0
AZIENDE

Borealis e Uponor applicano la “water footprint” all’industria plastica

di

Una ricerca all’avanguardia per aumentare la sostenibilità ambientale, nata nell’ambito della World Water Week di Stoccolma

02/09/2008 - Borealis , fornitore leader nel creare soluzioni plastiche innovative, e Uponor , produttore leader nei sistemi idrotermosanitari, hanno annunciato durante la Settimana Mondiale dell’Acqua di Stoccolma , tenutasi dal 17 al 23 di Agosto, un’iniziativa congiunta per applicare per la prima volta il concetto di “water footprint” alla fabbricazione delle applicazioni plastiche.
 
Il concetto di “ water footprint ” (o impronta acquea) è stato introdotto nel 2002 da Arjen Hoekstra , per avere un indicatore dell’uso dell’acqua in relazione con il suo consumo. L’impronta acquea di un individuo, un’azienda o una nazione è definita come la quantità totale di acqua dolce che è usata per produrre beni e servizi consumati da quell’individuo, azienda o nazione.
 
John Anthony Allan ha ricevuto quest’anno il Premio dell’Acqua di Stoccolma (SWP) per il suo lavoro sulla water footprint e sull’acqua virtuale (concetto da lui stesso introdotto nel 1990 e che si riferisce all’acqua che serve per produrre un bene o un servizio). Borealis e Uponor, tra i co-fondatori del premio, hanno applicato questo concetto per valutare il volume di acqua necessario per rifornire una tipica casa un moderno impianto di adduzione idrica e di riscaldamento a pavimento.
L’impronta acquea è l’avanguardia per tutti i maggiori ricercatori e organizzazioni governative ambientali, e progetti pilota stanno partendo con le industrie alimentari. I risultati delle ricerche di Borealis e Uponor saranno condivise con gli altri ricercatori per allineare gli approcci e rendere accessibili ad altre linee di prodotti delle metodologie validate.
 
L’iniziativa indagherà sugli usi dell’acqua nell’intera catena dell’industria della plastica, dall’estrazione dei materiali grezzi fino ad arrivare ad un sistema installato e funzionante in un’unità abitativa. I risultati iniziali mostrano che un tipico impianto di riscaldamento a pavimento e di adduzione idrica per un appartamento di 100 mq usando 500 metri di tubo PEX richiede circa 29 metri cubi d’acqua dalla sorgente alla casa. La produzione dei materiali plastici e delle tubazioni richiedono un terzo della totale impronta acquea, una volta installato il sistema.
 
Nel suo discorso alla World Water Week di Stoccolma, il Vice Presidente di Borealis Lorenzo Delorenzi ha detto: “Questa iniziativa è parte dell’impegno di Borealis e Bouruge Water per contribuire a fare la differenza nella sfida globale. Crediamo che una collaborazione così pioneristica possa veramente far aumentare la sostenibilità nel nostro settore”.
 
Tarmo Anttila , Vice Presidente alle Comunicazioni Uponor ha aggiunto: "Come parte del nostro approccio ambientale, Uponor sviluppa costantemente prodotti e processi che aiutano le persone e l’industria a preservare le risorse. L’impronta acquea è un modo eccellente per trasformazione in azione il nostro lungo sostegno al Premio dell’Acqua di Stoccolma. Capire quale sia la grandezza della nostra impronta può essere uno strumento chiave per guidare ulteriormente lo sviluppo di prodotti che preservino l’acqua”.
 
 

 
Per maggiori informazioni:
 
© Riproduzione riservata

Partecipa alla discussione ( commenti) Utilizza il mio account Facebook Non hai un account Facebook? Clicca qui

x Sondaggi Edilportale
BIM: professionisti italiani, siete pronti? Leggi i risultati