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NORMATIVA

Infrastrutture: ok del Cipe al piano per il 2009-2013

di Rossella Calabrese

È di 14 miliardi di euro il fabbisogno finanziario per le opere della Legge Obiettivo per i prossimi tre anni

Vedi Aggiornamento del 16/07/2009
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11/09/2008 - Parere positivo è stato espresso dal CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica), sull’Allegato Infrastrutture al DPEF 2009-2013, messo a punto dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
 
L’Allegato – spiega il Cipe nella Delibera del 4 luglio 2008 – tratteggia le linee della politica infrastrutturale, inserendo le tematiche relative al Programma delle infrastrutture strategiche in un contesto organico in modo da evidenziare la coerenza delle proposte formulate, anche in termini di priorità, con gli indirizzi generali e con gli orientamenti comunitari in tema di reti trasportistiche.
 
Il documento, inoltre, riporta lo stato di attuazione del Programma suddividendo le opere di cui sopra in 6 categorie a seconda del diverso livello di avanzamento al 31 dicembre 2007 (60% - 40% - 20%) ed alla cantierizzazione al 30 giugno 2006, al 30 giugno 2007 ed alla citata data del 31 dicembre 2007, mentre altra tabella individua le opere parzialmente finanziate da avviare entro il 2013.
 
Viene proposta l’apertura accelerata dei cantieri rimasti “bloccati” o non ancora avviati nella scorsa legislatura: il Ponte sullo Stretto di Messina, gli assi ferroviari Torino-Lione, Milano-Genova 3° Valico dei Giovi, Milano-Verona e Milano-Padova, gli assi autostradali Brescia-Bergamo-Milano, Cecina-Civitavecchia e Roma-Formia, opere il cui costo è quantificato in 32,860 miliardi di euro complessivi
 
Il valore delle opere da cantierare nel prossimo triennio ammonta a 46,293 miliardi di euro, mentre il fabbisogno finanziario da imputare ai fondi della “legge obiettivo” per tale triennio viene quantificato in 14 miliardi di euro.
 
Le necessità finanziare residue dell’intero Programma sono quantificate in circa 124 miliardi (da reperire nell’arco quinquennale) di cui 40 dovrebbero far capo allo Stato, 60 a privati e 24 a fondi comunitari e di Amministrazioni locali. Date le criticità riscontrate nell’attuazione del programma, il documento propone lo sblocco dei cantieri e quantifica il fabbisogno finanziario a carico della legge obiettivo, prospettando anche possibili forme di finanziamento alternative all’accollo alla finanza pubblica.
 
Il Cipe ha, infine, chiesto al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti di trasmettere alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e al Ministero dell’economia e delle finanze, anche in vista della predisposizione del disegno di legge finanziaria 2009, un prospetto in cui vengano dettagliati gli interventi da attivare nel prossimo triennio e la quota da imputare alle risorse destinate all’attuazione del Programma.
 
Resta ferma l’opportunità di individuare, anche con il supporto tecnico della Banca Europea degli Investimenti, nuove forme di finanziamento delle grandi opere nel rispetto dei parametri del Patto di stabilità e crescita dell’Unione europea e che eventualmente travalichino anche il triennio di riferimento della legge finanziaria.
 
Viene confermata anche la possibilità di individuare – con il supporto dell’Unità Tecnica Finanza di Progetto – un primo gruppo di infrastrutture strategiche da finanziare, anche in linea con i più recenti indirizzi comunitari, con il ricorso a forme di Partenariato Pubblico-Privato (PPP).

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