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NORMATIVA

Veneto: norme per eliminazione barriere architettoniche

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Approvate disposizioni applicative per gli enti e per i progettisti

Vedi Aggiornamento del 14/05/2009
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02/09/2008 - La Giunta veneta, su proposta dell’Assessore regionale alle politiche sociali Stefano Valdegamberi, ha approvato le disposizioni applicative riguardanti l’eliminazione della barriere architettoniche previste dalla legge regionale n. 16 del 2007. Il provvedimento è stato assunto di concerto con il collega ai lavori pubblici Massimo Giorgetti.
 
“L’attuazione della legge sull’eliminazione delle barriere architettoniche – ha dichiarato Valdegamberi – richiede una forte sinergia tra Regione, Province e Comuni per raggiungere in modo efficace gli obiettivi di accessibilità delle persone con disabilità negli spazi e negli ambienti pubblici e privati. Le disposizioni applicative della legge definiscono gli aspetti amministrativi e gestionali della normativa, gli adempimenti dei Comuni e della Province, le modalità per l’espletamento delle istruttorie, e l’approvazione dei modelli di domanda da utilizzare da parte dei cittadini e degli enti. Il documento con le disposizioni applicative verrà trasmesso a tutti i Comuni e le Province del Veneto a sostituzione della precedente circolare risalente al 1994”.
 
La legge regionale, secondo l’Assessore veneto, “è una legge di civiltà e la Regione Veneto è stata tra le prime in Italia ad aver costruito un modello di riferimento per strutturare i PEBA - piani per l’eliminazione delle barriere architettoniche - puntando a una progettazione accessibile di luoghi, ambienti ed edifici pubblici e privati. Essa ha attuato una svolta culturale non di poco conto, affermando il concetto che il superamento delle barriere, in pratica, ci riguarda tutti. Tutta la popolazione che, come dimostrano i dati, vede aumentare costantemente l’aspettativa di non autosufficienza perché grazie ai progressi della medicina si vive di più. Chiunque di noi – sottolinea Valdegamberi .- nel corso della vita, può subire periodi di inabilità temporanea, diventare disabile. E quindi questa legge di civiltà interessa tutti noi e deve diventare pratica comune nelle amministrazioni pubbliche, da parte di chi detta le norme e da parte di chi progetta le opere”.
 
 
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