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“Città dell’acqua e del benessere”: vince Teching
RISULTATI

“Città dell’acqua e del benessere”: vince Teching

di Cecilia Di Marzo

La ‘goccia’ sorgerà sull’area dell’ex Velodromo Olimpico

05/09/2008 – È giunto al termine il concorso di progettazione, bandito lo scorso anno da EUR S.p.A., per la “Città dell’acqua e del Benessere” nell’area dell’ex Velodromo Olimpico di Roma oggetto di 40 anni di travagliate vicende.
Il Velodromo fu, infatti, costruito dal CONI (ente gestore del complesso) in occasione delle Olimpiadi del 1960 su progetto vincitore del concorso di Cesare Ligini, Dagoberto Ortensi e Silvano Ricci. Il 21 aprile del 1960 la Commissione di Collaudo accertò la presenza di lesioni e fessurazioni dovute ai cedimenti strutturali dell’impianto che, anche a seguito dei lavori effettuati nel 1967 per rendere agibile la struttura in vista dei mondiali di ciclismo del 1968, risultarono ormai inarrestabili. Nel 1997 il Coni, valutato il degrado della struttura, dispose la chiusura totale e definitiva dell’impianto di cui entrò in possesso, nel 2002, l’EUR S.p.A.
Nel 2003 EUR S.p.A. avviò le procedure per la sottoscrizione di un Accordo di Programma per la trasformazione delle aree dell' ex Velodromo Olimpico da centro monofunzionale a centro polifunzionale a carattere sportivo e ricreativo che sono divenute oggetto del concorso di progettazione bandito l’8 agosto 2007. Il 26 luglio scorso ha avuto luogo la demolizione della struttura tramite implosione controllata disposta dal Prefetto della città di Roma per ragioni di sicurezza e ordine pubblico.
 
La commissione giudicatrice del concorso di progettazione, presieduta dall’ing. Giorgio Grimaldi (dirigente di EUR S.p.A.) e composta dal prof. Marcello Ciampoli (Facoltà di Ingegneria strutturale e geotecnica, Università di Roma La Sapienza), arch. Federica Galloni (Soprintendendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Roma), prof.ssa Laura Ricci (Facoltà di Architettura Valle Giulia e consultente Ass. Urbanistica al Comune di Roma), arch. Amedeo Schiattarella (Presidente dell’Ordine degli Architetti di Roma e Provincia) e arch. Solange Signorini (EUR S.p.A.), lo scorso 14 luglio 2008 ha dichiarato vincitrice del concorso la ATI con capogruppo mandataria la società Teching S.r.l.
 
L’intervento previsto dal bando è diviso in due comparti che vengono denominati comparto A e comparto B in cui l'Accordo di Programma prescrive funzioni attinenti prevalentemente attività sportive, ricreative, di fitness-benessere e pubbliche nel comparto A e attività a prevalente destinazione "non-residenziale" con funzione a "servizi privati" nel B.
Il progetto preliminare presentato da Teching S.r.l. interviene, anche, nell’area dell’ex velodromo Olimpico. Il tentativo espresso è quello di coniugare la conservazione dell’immagine d’insieme del complesso, con la fruizione pubblica e con la migliore messa a reddito delle opere progettate. In aderenza al concept presentato il progetto ha conservato il segno dell’invaso, l’andamento curvilineo dell’ex gradinata, il percorso anulare di coronamento con la gradinata, l’involucro del fabbricato della tribuna principale ed il segno del corsello. La fruizione pubblica è ottenuta dalla realizzazione di più accessi permettendo ai cittadini di “entrare dentro” al complesso e non di “girare attorno”; dalla presenza di servizi al quartiere quali scuole, ludoteca, centro anziani, spazi per il municipio e parcheggi. Il segno caratterizzante il progetto presentato è la copertura a forma di goccia che cadendo dal cielo si trasforma in piscine, fontane e ruscellando collega idealmente la zona dell’ex velodromo con il comparto B.
 
La goccia , la cui sagoma richiama le attività acquatiche in essa contenute, diviene l’icona del progetto: rende il complesso e la sua destinazione prevalente facilmente riconoscibili nell’immaginario dei futuri fruitori. Parte di questa copertura è mobile, per ottimizzarne la fruizione estiva e invernale. Si è ipotizzato un sistema di cavi d’acciaio, tesi fra la copertura fissa e la piazza, dove far scorrere una sorta di velario, composto da elementi lineari in tessuto sintetico, eventualmente rimovibili d’estate. Al di sotto della goccia, l’area delle piscine dell’Aquatic Center è separato dallo spazio per le attività all’aperto, tramite una parete vetrata, parzialmente apribile in estate, garantendo la possibilità di sfruttare gli spazi per attività in comune. Allo stesso modo, si accede ai suddetti spazi aperti anche dal prospiciente Centro benessere, in diretta continuità funzionale. Il centro è organizzato attorno alla goccia mediante moduli funzionali ortogonali, parzialmente intercomunicanti, distribuiti secondo le seguenti macroaree: area accoglienza e ristoro, blocco spogliatoi e servizi, area fitness/palestre, area trattamenti benessere/beauty, area relax, saune, area benessere legata all’acqua. Da viale Oceano Pacifico si oltrepassa una fascia verde di filtro, a salvaguardia del triplo filare di pini esistente, e il vialetto carrabile di servizio, per giungere a una piazza leggermente inclinata antistante l’edificio in linea su pilotis. Sulla sommità dell’edificio è stata riproposta una pensilina, come nel progetto originario, di forma identica - secondo le prescrizioni delle “Linee guida” – cui è stato dato il compito di alloggiare dispositivi per la captazione dell’energia solare,nonché di limitare il soleggiamento degli spazi commerciali a doppia altezza che affacciano sull’invaso centrale. Le aree esterne al Velodromo, come pure la piazza interna di cui si è parlato, oltre a essere dedicate al verde pubblico, sono strutturate come spazio polifunzionale legato alle attività sportive. Sono attraversate da percorsi benessere, lungo i quali è possibile svolgere attività fitness all’aperto. Vi sono inoltre aree di sosta attrezzate e uno spazio per il gioco dei bambini, opportunamente collocato in prossimità del centro civico e della ludoteca, quale testata del vialetto pedonale che, costeggiando il velodromo, serve tutti gli edifici pubblici.
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