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URBANISTICA

Friuli Venezia Giulia: avviata la riforma urbanistica

Il nuovo strumento urbanistico sarà dinamico, flessibile e federalista

Vedi Aggiornamento del 12/11/2008
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23/09/2008 - Nella logica della semplificazione, sburocratizzazione e contenimento della spesa, la Regione Friuli Venezia Giulia ha avviato il percorso di riforma delle norme sull’urbanistica. Nel corso di una prima riunione congiunta il tema è stato affrontato, come da indicazione del presidente Renzo Tondo, dagli assessori Federica Seganti, Vanni Lenna e Riccardo Riccardi e dal presidente della Commissione urbanistica del Consiglio regionale, Alessandro Colautti.
 
Diverse le ragioni per cui l'esecutivo del Friuli Venezia Giulia ha deciso di voltare pagina. In primo luogo l’attuale norma urbanistica prevede, in tutti i settori strategici di interesse regionale, modalità decisionali complesse e, dunque, inevitabilmente lunghe. Di fatto, volendo coinvolgere tutti i soggetti interessati, non attribuisce il potere decisionale a nessuno, e si presta al rischio di veti incrociati.
 
Eccessivo appesantimento vi è poi anche nelle norme edilizie, che obbligano alla stesura e presentazione di una dichiarazione di inizio attività anche in presenza di interventi di portata estremamente limitata. Vincoli e pratiche burocratiche che portano troppo spesso ad un rallentamento delle attività.

 
La terza considerazione da cui la Giunta è partita per definire l'urgenza di una modifica delle attuali norme riguarda il Piano Territoriale regionale, documento adottato ma non definitivamente approvato dalla Giunta precedente, e che si intende rivedere nella sostanza, in quanto ritenuto troppo invasivo: entra infatti nei minimi dettagli, non lascia la possibilità di gestione ai Comuni secondo i bisogni e le necessità della popolazione e del territorio, non permette ad altri soggetti, anche economici, di poter sviluppare le proprie attività e le proprie progettualità.

 
Secondo la Giunta Tondo lo strumento urbanistico di pianificazione di questa regione non può nemmeno essere una sorta di "piano dei piani", nel senso di ricomprendere al proprio interno tanti piani di settore fatti dalla stessa Regione (viabilità, trasporti, infrastrutture, commercio, e così via). Deve al contrario essere strumento di pianificazione snello e dinamico, capace di favorire, e non condizionare e rallentare, lo sviluppo dell'economia e della società. Il nuovo strumento urbanistico sarà dunque, prima di tutto, flessibile, capace di cogliere novità e cambiamenti, e non di censurare all'origine proposte diverse da quanto rigidamente stabilito. E capace di superare una vecchia concezione centralista, andando in una direzione più federalista.

 
Entro la fine di settembre saranno portate all'attenzione del Consiglio regionale le norme transitorie per congelare l'attuale piano territoriale e l'attuale legge urbanistica, in modo da dare sicurezza e certezza normativa a tutti gli operatori del settore, in primis alle Amministrazioni comunali, e poter quindi avviare il percorso di riforma. Percorso che poi si completerà in due fasi successive: entro fine anno si prevede di dar vita al "Codice regionale dell'edilizia"; le norme sull'urbanistica e il nuovo piano regolatore saranno invece predisposti nel corso del 2009.
 
 

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