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LAVORI PUBBLICI

Appalti pubblici: cosa cambia dopo il terzo correttivo

di Rossella Calabrese

Un’analisi delle nuove norme sul criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa

Vedi Aggiornamento del 16/07/2014
29/10/2008 - Il decreto legislativo n. 152 dell’11 settembre 2008 , terzo decreto correttivo del Codice degli appalti, è stato il tema di un convegno organizzato dall’Istituto Grandi Infrastrutture (IGI) lo scorso 14 ottobre.
 
Uno degli interventi – quello di Roberto Caponigro, Consigliere del T.A.R. Lazio – è stato dedicato alla scelta del contraente negli appalti pubblici aggiudicati con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.
 
Un contratto di appalto stipulato da una amministrazione pubblica – ha spiegato Caponigro – si distingue da un analogo contratto stipulato tra soggetti privati sia per la rilevanza giuridica assunta dai motivi che spingono la parte pubblica a contrarre, sia e soprattutto per le modalità di scelta del contraente. La procedura ad evidenza pubblica è finalizzata alla individuazione del “giusto” contraente dell’amministrazione, vale a dire del contraente che offra le migliori garanzie al prezzo più conveniente per la corretta esecuzione dell’opera pubblica. A tale esigenza di tutela degli interessi pubblici si è aggiunta, sotto la spinta dei principi e delle direttive comunitarie, l’esigenza di tutela della libertà di concorrenza e di non discriminazione tra le imprese.
 
L’interesse delle imprese e del mercato è ora tutelato al pari dell’interesse pubblico che l’amministrazione è chiamata ontologicamente a perseguire e, anzi, è divenuto anch’esso un valore collettivo da realizzare. Infatti l’art. 2 del Codice degli appalti ( Dlgs 163/2006 ), oltre ad indicare che l’affidamento e l’esecuzione di opere e lavori pubblici, servizi e forniture deve garantire la qualità delle prestazioni e svolgersi nel rispetto dei principi di economicità, efficacia, tempestività e correttezza (principi ispirati alla tutela della pubblica amministrazione per il controllo ed il miglior utilizzo delle finanze pubbliche), specifica che l’affidamento deve altresì rispettare i principi di libera concorrenza, parità di trattamento, non discriminazione, trasparenza, proporzionalità e pubblicità (principi ispirati alla tutela delle imprese concorrenti e del corretto funzionamento del mercato).
 
L’offerta migliore può essere selezionata con il criterio del prezzo più basso o con quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Il criterio del prezzo più basso prende in considerazione esclusivamente la convenienza economica dell’offerta, mentre il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa è più complesso in quanto l’offerta è composta non solo dall’elemento prezzo ma anche da altri elementi afferenti ai profili qualitativi della prestazione ed a ciascuno di tali elementi è attribuito un punteggio. Le stazioni appaltanti scelgono tra i due criteri quello più adeguato in relazione alle caratteristiche dell’oggetto del contratto.
 
L’art. 83, comma 1, del Dlgs 163/2006 prevede che, quando il contratto è affidato con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, il bando di gara stabilisce i criteri di valutazione dell’offerta, pertinenti alla natura, all’oggetto e alle caratteristiche del contratto; il bando di gara, o in caso di dialogo competitivo, il bando o il documento descrittivo, elencano i criteri di valutazione e precisano la ponderazione relativa attribuita a ciascuno di essi, anche mediante una soglia, espressa con un valore numerico determinato, in cui lo scarto tra il punteggio della soglia e quello massimo relativo all’elemento cui si riferisce la soglia deve essere appropriato (comma 2). Per ciascun criterio di valutazione il bando prevede, ove necessario, i subcriteri e i sub-pesi o i sub-punteggi. La commissione giudicatrice, prima dell’apertura delle buste contenenti le offerte, fissa in via generale i criteri motivazionali cui si atterrà per attribuire a ciascun criterio e subcriterio di valutazione il punteggio tra il minimo ed il massimo stabiliti dal bando (comma 4).
 
Il Dlgs 152/2008 , c.d. terzo correttivo, ha soppresso l’ultimo periodo del comma 4 dell’art. 83, vale a dire il potere-dovere della commissione giudicatrice di fissare i criteri motivazionali per l’attribuzione dei punteggi. La modifica legislativa, che tiene conto della procedura di infrazione n. 2007/2309 e della nota di costituzione in mora inviata dalla Commissione delle Comunità europee il 1° febbraio 2008 ( leggi tutto ), è molto significativa e determina l’esigenza di rimeditare la questione della motivazione della scelta del contraente negli appalti aggiudicati con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.
 
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