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Emergenza abitativa, il social housing visto da Epic

di Paola Mammarella

Ecocompatibilità e intervento privato per l’edilizia di domani

Vedi Aggiornamento del 14/07/2009
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02/10/2008 – Emergenza abitativa e situazione del mercato residenziale. Sono gli argomenti trattati da Epic, conferenza italiana del mercato immobiliare europeo, tenutasi a Roma lo scorso 25 e 26 settembre nel panel “Quo vadis social housing”, realizzato in collaborazione con Assomobiliare, Pirelli RE, Aaeron Italia, Fimit, Acer e Casa.Flex. Una analisi che oltre all’aspetto sociale ha affrontato la carenza di alloggi dal punto di vista imprenditoriale.
 
In Italia, ha ricordato il presidente di Assoimmobiliare Gualtiero Tamburini, il 20% dei cittadini vive in affitto, ma l’aumento dei canoni porta a destinare una quota sempre maggiore di reddito e risorse familiari alle locazioni. Il disagio sociale che ne deriva è aggravato dal fatto che solo il 5% delle strutture residenziali sono pubbliche, contro il 30% della Germania. Per il resto i prezzi sono determinati dai privati in regime di libero mercato.
 
Secondo Massimo Campello, amministratore delegato di Aaeron Italia, per colmare questa carenza dovrebbero essere costruiti 1 milione di alloggi. Impresa impossibile con le risorse pubbliche. Sarebbero necessari gli investitori istituzionali, che dispongono dei fondi immobiliari e dei SIIQ, ancora in fase di regolamentazione. La creazione di condizioni di ritorno economico si renderebbe indispensabile e attuabile con un quadro normativo certo, in grado di tutelare la proprietà, e con la riduzione dei costi delle aree a standard, quelle destinate a progetti di finalità sociale. L’alleggerimento della pressione fiscale, il coinvolgimento dei privati e il consolidamento dei rapporti tra piccole imprese e mondo finanziario completerebbero il quadro di un panorama di “Social Housing” caratterizzato da minore aggressività.  
 
La decima edizione di Epic, chiamata “Good Time for a Change”, ha destinato grande attenzione anche al risparmio energetico, che oltre al valore etico assume sempre più i caratteri di scelta economicamente vantaggiosa. È l’orientamento di Pirelli Re, che dal Green Business già trae un abbassamento dei costi di gestione. Il risparmio stimato è del 50% sulla spesa energetica, accompagnato da detrazioni Irpef fino al 55% e tempi di ritorno dell’investimento di 5 o 6 anni. Senza contare il guadagno in termini di rivalutazione dell’immobile e maggiore salubrità determinati dagli spazi verdi previsti. Efficienza energetica, materiali ecocompatibili, fonti rinnovabili e comfort abitativo le direttrici su cui si svilupperà il miglioramento.
 
Variegata la situazione italiana, che vede incrementare gli investimenti per gli immobili turistico ricettivi, settore con grandi potenzialità di crescita. La quota maggiore di spesa si concentra al Nord, con una crescita del 38% nel Nord Est. Rimane aperta la sfida delle aree dismesse, che nel processo di rigenerazione rispondono alla domanda di spazio, frenando lo spreco della risorsa territorio.

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