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Emergenza abitativa, le proposte dei Comuni

di Paola Mammarella

Attuazione del piano casa e tempi certi tra le richieste degli enti locali

Vedi Aggiornamento del 20/10/2009
15/10/2008 - Social housing come strumento aggiuntivo e non sostitutivo dei programmi già esistenti. È la richiesta avanzata durante la Conferenza Nazionale dell’Anci (Associazione nazionale comuni italiani) tenutasi a Milano il 9 e 10 ottobre sul tema dell’emergenza abitativa italiana.
 
Ricorrendo alla partecipazione di soggetti privati ed enti no profit e quindi andando al di là della tradizionale edilizia pubblica, il social housing si basa su quattro pilastri: la realizzazione di una funzione di interesse generale per promuovere la coesione sul territorio, l’intervento in aree di disagio sociale, il coinvolgimento della sussidiarietà orizzontale e l’integrazione tra politica della casa e politiche sociali.
 
Nel corso della conferenza nazionale i Comuni si sono dichiarati disponibili alla stipula di nuovi patti con lo Stato e le Regioni, a condizione che venga garantito il rispetto di quelli precedenti. Sono infatti in attesa dal 2004 di 99 milioni di euro da destinare alle locazioni a canone calmierato, previste da numerosi programmi comunali. I fondi necessari per far fronte al problema sono a disposizione del Ministero, ma si attende l’autorizzazione del Tesoro per il loro trasferimento agli enti locali.
 
Nella situazione attuale, in cui i canoni di affitto assorbono circa la metà del reddito, i Comuni chiedono poteri maggiori ai sindaci e tempi certi per l’attuazione del Piano nazionale sulla casa, che il Governo si appresta a varare entro pochi giorni (Leggi tutto).
 
Le cifre appaiono preoccupanti. Secondo quanto affermato dall’Assessore del Comune di Napoli Ferdinando di Mezza, in base ai fondi disponibili e a fronte di un programma che prevedeva la costruzione di 16 mila alloggi, solo un migliaio saranno quelli che potrenno essere realizzati. A Genova invece la domanda di alloggi a canone sostenibile è aumentata del 40%. Solo il 10% si riferisce a nuovi cittadini, la parte restante è dovuta agli abitanti che si trovano al di sotto della soglia di povertà.
 
Grande attenzione è stata riservata dall’Assessore del Comune di Venezia Mara Ramiz alla continuità dei progetti, priorità da garantire a prescindere dal colore politico delle giunte. Perchè il ruolo dei Comuni nella predisposizione di progetti integrati può essere fondamentale.

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