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RISPARMIO ENERGETICO Superbonus, in arrivo deroghe alle distanze e varianti semplificate
LAVORI PUBBLICI

Lavori pubblici, ammesse le Spa miste

di Paola Mammarella

Con l’innovativa sentenza del CdS non più solo appalti e leasing

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20/10/2008 – Novità in arrivo per i lavori pubblici. Con la sentenza 4603/2008 il Consiglio di Stato rende possibile l’affidamento dei lavori pubblici anche alle Spa miste. Non più solo appalto e leasing quindi, ma a patto che ci sia chiarezza nella definizione a monte dei lavori da affidare.
 
Il partner privato deve essere scelto attraverso una procedura di gara diretta a selezionare un socio operativo per lo svolgimento dei lavori indicati nel bando. Se invece l’oggetto dei lavori è indeterminato l’affidamento a una Spa mista deve essere considerato illegittimo.
 
Questo tipo di orientamento è derivato dal contenzioso sollevato da un operatore che, non avendo partecipato alla gara indetta per la manutenzione, gestione ed estensione del servizio idrico integrato su più comuni, ha considerato illegittimo l’affidamento dei lavori a una società mista costituita dopo la selezione del partner privato. L’ente committente, una società a integrale capitale pubblico, aveva infatti avviato una procedura per la creazione di una società ad hoc per la realizzazione dei lavori secondo termini prestabiliti, che prevedevano un costo totale non superiore ai 30 milioni di euro e una durata non superiore ai 5 anni.
 
Dopo la scelta del partner privato secondo l’offerta economicamente più vantaggiosa, l’operatore che non aveva preso parte alla gara ha presentato un reclamo alla Commissione europea, che però lo ha archiviato in quanto non difforme dal modello di partenariato pubblico – privato. Di parere opposto il Tar Lombardia, che ha accolto il ricorso dichiarando illegittimo l’affidamento dei lavori.
 
Il Consiglio di Stato si è pronunciato in senso contrario, aprendo la strada all’uso della società mista per i lavori pubblici nonostante l’esistenza di norme nazionali, come il Decreto Legislativo 163/2006 che non si allinea alle sue posizioni. L’orientamento si rifà al diritto comunitario, che prevale sulla legislazione degli stati membri. In particolare l’affidamento in esame è stato considerato illegittimo perché carente dei requisiti necessari e non in linea di principio.
 
L’affidamento a società mista può essere inquadrato negli affidamenti a evidenza pubblica, differenziandosi così dagli affidamenti diretti, in cui società committente e affidataria si identificano. Il privato deve essere un soggetto operativo e mantiene lo status di socio solo per un periodo predeterminato, dopo il superamento di una gara. Deve essere inoltre portatore di un know-how specifico e i suoi compiti devono essere determinati con certezza. La società mista può così operare nel settore dei lavori pubblici e non più solo in quello dei servizi pubblici locali.

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