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NORMATIVA

Ance: la Finanziaria 2009 taglia le infrastrutture

Nel disegno di legge riduzione del 14,2% delle risorse rispetto allo scorso anno

Vedi Aggiornamento del 03/06/2009
30/10/2008 - Dall’analisi del Disegno di Legge Finanziaria 2009 emerge una riduzione delle risorse destinate a nuove infrastrutture nel 2009 del 14,2% in termini reali rispetto all’anno precedente, dato che conferma le previsioni formulate dall’Ance a luglio. Il risultato negativo per il 2009 può essere attribuito, per la parte più rilevante, alle forti riduzioni ai trasferimenti per i principali soggetti attuatori.
 
Rispetto ai grandi programmi di spesa appare preoccupante, oltre alla contrazione rispetto al 2008, la pesante riduzione che emerge dal confronto con le dotazioni finanziarie previste originariamente per il 2009 dalla manovra finanziaria dello scorso anno. Per l’Anas è prevista una riduzione del 23% delle risorse previste per il 2009, mentre per le Ferrovie dello Stato addirittura del 33%. Ad essere a rischio non è solo la capacità di realizzare opere necessarie al Paese, ma la stessa solvibilità per contratti in corso.
 
Ancora più critiche le previsioni per la Legge Obiettivo. Il Disegno di Legge Finanziaria 2009 disattende completamente le richieste avanzate dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per il Programma (4 miliardi di euro nel 2009 e 5 miliardi per ciascuno degli anni 2010 e 2011, per un totale di14 miliardi nel triennio 2009-2011) ( leggi tutto ), non prevedendo nessuno stanziamento aggiuntivo per il Fondo opere strategiche. Con questa interruzione nei finanziamenti viene a mancare quella continuità di stanziamenti necessaria per dare attuazione a molti grandi progetti, ormai maturi dal punto di vista progettuale e politico che richiedono un’adeguata provvista finanziaria.
 
Il Governo sembra voler trovare strade alternative per compensare l’assenza di stanziamenti pubblici per il Programma. È il caso dell’Accordo firmato, firmato l’8 ottobre 2008, tra la Banca Europea degli Investimenti e il Ministero delle infrastrutture e trasporti che secondo il Governo consentirebbe di finanziare il Programma per 15 miliardi di euro in cinque anni ( leggi tutto ). Non si tratta, però, di un accordo di finanziamento ma di un’intesa finalizzata ad una più tempestiva valutazione dei progetti da parte della banca.
 
Nella stessa direzione sembra orientato il riassetto delle risorse del Fondo Aree Sottoutilizzate , disposto dalla manovra d’estate, che ha previsto l’istituzione di un fondo per il finanziamento di grandi interventi strategici, alimentato dalle risorse FAS non ancora programmate (14,3 miliardi di euro). Con questa disposizione, infatti, il Governo sembra voler sopperire al mancato finanziamento della Legge Obiettivo con le risorse del FAS che, però, perderebbero la loro finalità primaria, quella del riequilibrio territoriale mediante l’apporto di risorse aggiuntive.
 
Non è solo il taglio delle risorse a destare preoccupazione per il futuro del settore delle costruzioni. Sempre più spesso le imprese lamentano situazioni di blocchi nei trasferimenti da parte della pubblica amministrazione a fronte di lavori eseguiti. Uno dei motivi principali è rappresentato dal Patto di stabilità interno, ovvero il limite all’indebitamento di Enti Locali e Regioni. Il meccanismo di calcolo alla base del Patto di stabilità interno per il 2008 ha aggravato le tensioni tipiche della chiusura dell’esercizio finanziario, per aver considerato i pagamenti per spese in conto capitale come componente negativa della manovra. Il Governo è chiamato ad un atto di responsabilità, ovvero di sospendere per l’anno in corso l’applicazione del Patto per i pagamenti dovuti alle imprese per i lavori in corso.
 
 
Fonte: Ance
© Riproduzione riservata

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