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NORMATIVA

Casa, urbanistica e ambiente all’esame della Camera

di Rossella Calabrese
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Conversione del DL sugli sfratti, audizione del Ministro dell’ambiente ed esame dei ddl sul governo del territorio

Vedi Aggiornamento del 09/03/2009
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27/10/2008 – Politiche abitative, ambiente e governo del territorio saranno al centro dell’attività della Commissione Ambiente della Camera di questa settimana.
 
La giornata di domani 28 ottobre sarà dedicata alla casa: nel pomeriggio sono infatti previste interrogazioni a risposta immediata su questioni relative alle politiche per la casa e agli interventi in materia edilizia e abitativa. Seguirà l’esame del decreto legge 158/2008 “Misure urgenti per contenere il disagio abitativo di particolari categorie sociali”, che ha prorogato al 30 giugno 2009 gli sfratti per le famiglie a basso reddito.
 
Ricordiamo che il 21 ottobre scorso è scaduto il termine per l’emanazione del DPCM che definirà le modalità operative del Piano Casa. La bozza di DPCM diffusa nelle scorse settimane prevede un finanziamento statale fino al 30% per gli alloggi da affittare a canone sostenibile, anche trasformabile in riscatto; un contributo extra di 10.000 euro se gli alloggi conseguono un fabbisogno energetico inferiore del 50% rispetto a quello richiesto dal Dlgs 192/2005; l’obbligo di locazione per almeno 25 anni ad un canone non superiore al 70% del canone concordato ( leggi tutto ).
 
 
Mercoledì 29 il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, Stefania Prestigiacomo , illustrerà alla Commissione le linee di azione del Governo in tema di politiche ambientali, cambiamenti climatici e riordino delle strutture di ricerca e protezione ambientale.
 
Ricordiamo, a questo proposito, che il Ministro Prestigiacomo è stata protagonista, nelle scorse settimane, del braccio di ferro tra il Governo italiano e la Commissione europea sul pacchetto “20-20-20” , la strategia UE che prevede, entro il 2020, la riduzione delle emissioni di gas serra del 20%, la produzione del 20% dell’energia da fonti rinnovabili e la riduzione del 20% dei consumi energetici. Il Governo aveva chiesto di rivedere gli obiettivi assegnati all’Italia, sostenendo che, con la crisi finanziaria in atto, i costi del pacchetto sarebbero diventati insostenibili per le imprese.
 
Dopo una polemica sulle cifre tra il Ministro Prestigiacomo e il commissario all’Ambiente europeo Stavros Dimas, il Governo italiano aveva chiesto di congelare per un anno la discussione sul pacchetto Ue per approfondire le analisi dei costi, e di inserire una “clausola di revisione” che preveda l’aggiustamento delle misure in relazione ai risultati dell’analisi costi-efficacia da effettuare nel corso del 2009. La questione si è per il momento risolta con l’accoglimento da parte del commissario Ue Dimas, della proposta del Ministro Prestigiacomo di istituire un “tavolo tecnico” per verificare insieme a esperti del governo italiano le stime dei costi e dei benefici del pacchetto ( leggi tutto ). Il tavolo tecnico si è aperto venerdì a Bruxelles.
 
 
La giornata di giovedì della Commissione Ambiente della Camera sarà invece dedicata al governo del territorio : è infatti in calendario l’esame dei disegni di legge C. 329 Mariani , C. 438 Lupi , presentati all’inizio della legislatura, e C. 1794 Mantini , presentato pochi giorni fa.
 
Il ddl Mantini parte da alcune considerazioni: l’urbanistica di espansione si è arrestata, crescono le esigenze di recupero e di riqualificazione delle città esistenti (si pensi alle aree industriali dismesse), aumenta l’esigenza di governare le trasformazioni con strumenti flessibili e non tramite rigide e  impraticabili pianificazioni. Anche alla luce del nuovo titolo V della parte seconda della Costituzione sussiste la competenza statale per una legge di soli principi che stabilisca contenuti generali e strumenti del governo pubblico del territorio. L’Italia deve individuare nella ricchezza e nelle peculiarità del proprio territorio, nelle bellezze naturali, nei giacimenti culturali gli elementi centrali per il proprio sviluppo. Deve inoltre concentrare politiche, azioni e risorse in una grande opera di riqualificazione dell’esistente (dai centri storici alle aree industriali dismesse), frenando il consumo di nuovo territorio e perseguendo i fini primari della realizzazione delle grandi reti dei trasporti e della mobilità e delle nuove esigenze abitative.
 
Sempre giovedì proseguirà l’esame di quattro ddl per la riqualificazione e il recupero dei centri storici , che si propongono di tutelare la propensione, tipicamente italiana, a vivere in centri piccoli e medi e ad uno stile di vita diverso da quello delle grandi metropoli; salvaguardare il grande patrimonio storico, artistico, paesaggistico e delle produzioni tipiche dei piccoli comuni; rafforzare il ruolo, decisivo per la crescita e la competitività dei sistemi nazionali, delle azioni per il recupero e la valorizzazione dei centri storici e per l'innovazione e l'attrattività delle reti urbane.
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