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Rincari dei materiali da costruzione, come richiedere le compensazioni
LAVORI PUBBLICI Rincari dei materiali da costruzione, come richiedere le compensazioni
NORMATIVA

Ici obbligatoria anche a vincolo di esproprio scaduto

di Paola Mammarella

Chiarita dalla Cassazione la tassabilità delle aree fabbricabili non ancora edificate allo scadere del termine

Vedi Aggiornamento del 30/03/2011
31/10/2008 – Novità sull’Ici in arrivo dalla Corte di Cassazione. Con la sentenza 25676 del 24 ottobre 2008 l’imposta comunale sugli immobili diventa obbligatoria e piena anche se cade il vincolo di esproprio, imposto per la realizzazione di opere pubbliche, a causa della scadenza del termine quinquennale senza che il progetto sia stato realizzato dal Comune.
 
L’orientamento della Suprema Corte fa chiarezza dopo il contenzioso sollevato dal Comune de L’Aquila contro la Commissione Tributaria regionale. La Commissione aveva esentato dal pagamento dell’imposta il proprietario di un fondo agricolo su cui non erano più state edificate le realizzazioni tecniche previste dal Prg.
 
Secondo il proprietario il terreno sarebbe stato esente dall’Ici per la scadenza del vincolo senza l’avviamento dei piani attuativi e della lottizzazione e per le dimensioni del fondo, inferiori a quelle del lotto minimo. A tal proposito la Cassazione ha operato una distinzione tra lo ius edificandi e lo ius valutandi, basato uno sul perfezionamento delle procedure, l’altro sul loro avvio. Secondo la Corte poi, nonostante la scadenza del termine, il terreno non viene retrocesso ad agricolo perché per la potestà pianificatoria si possono rinnovare illimitatamente i vincoli sui beni individuati.
 
Il ricorso, presentato dal Comune nel 2005,verteva sull’omessa dichiarazione di area fabbricabile ai fini Ici e omesso versamento dell’imposta. Opinioni fondate sul Decreto Legislativo 504/1992 per cui il presupposto per il pagamento dell’Ici è il possesso di aree fabbricabili a qualsiasi uso adibite e il fulcro della questione risiede nella destinazione d’uso, non nell’edificabilità. Le dimensioni del lotto vengono poi considerate rilevanti solo per la rilevazione della base imponibile.
 
Al contrario il contribuente sosteneva che la possibilità di edificare deve sussustere al momento dell’imposizione fiscale, senza essere potenziale, e che l’Ici è dovuta solo sulle aree effettivamente edificabili, mentre il Comune aveva confermato la non edificabilità nel 2005. Il Comune a sua volta, richiamando il Dpr 633/1972, secondo il quale non si possono operare distinzioni in base alle fasi di lavorazione, riteneva l’area fabbricabile in base allo strumento urbanistico, indipendentemente dall’approvazione da parte della Regione o dell’adozione di strumenti attuativi.
 
La Cassazione, come già affermato, ha stabilito che appartiene alla potestà pianificatoria la possibilità di rinnovare illimitatamente i vincoli su beni individuati, a patto che esistano motivazioni inerenti alle esigenze urbanistiche e il termine non sia protratto a tempo indeterminato senza prevedere un indennizzo.
 
Il terreno, anche dopo la scadenza dei termini, mantiene la sua natura di edificabilità in base alla quale è conteggiata l’Ici.

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