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URBANISTICA

Gli architetti chiedono nuove norme sulla VAS

di Rossella Calabrese

Il documento finale della Conferenza degli Ordini svoltasi a La Spezia

Vedi Aggiornamento del 03/12/2009
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31/10/2008 - Si è svolta a La Spezia, il 24 ed il 25 ottobre scorsi, la Conferenza Nazionale degli Ordini degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori.
 
Ampio spazio è stato dedicato alle tematiche connesse alla sostenibilità delle trasformazioni territoriali e alle relative norme nazionali e regionali, con particolare riferimento alle procedure di valutazione ambientale strategica (VAS) e governo del territorio.
 
Dal confronto è scaturito un Documento che costituisce il punto di partenza per una serie di riflessioni ed approfondimenti tematici che la Conferenza degli Ordini, alla quale partecipano i rappresentanti dei 103 ordini provinciali, dedicherà alle principali tematiche professionali.
 
Nella Risoluzione viene ricordato il Documento finale del Congresso tenutosi a Palermo nel febbraio scorso, nel quale gli architetti hanno chiesto con forza alle Istituzioni di compiere “il percorso riformatore del quadro legislativo in materia di governo del territorio a livello nazionale e regionale” ( leggi tutto ).
 
Il recepimento della Direttiva europea 2001/42/CE concernente la valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sull'ambiente – ricordano gli architetti – è stata recepita in Italia con il Dlgs 152/2006 (Codice dell’ambiente), poi modificato dal Dlgs 4/2008, che ha introdotto elementi e procedure, seppur in attuazione degli obiettivi e principi fissati dalla direttiva, non previsti nella normativa europea. Inoltre molte Regioni hanno definito un quadro legislativo in materia, ma le procedure di valutazione di piani e programmi sono disomogenee fra Regione e Regione.
 
Gli architetti propongono quindi al Governo e al Parlamento una serie di modifiche da apportare alla vigente legislazione nazionale, tra cui:
- strutturare la VAS quale processo interno all’elaborazione dei piani, capace di indirizzarne, valutarne e garantirne la sostenibilità, in una logica di capacità di autogoverno delle risorse territoriali, ambientali, economiche e sociali da parte delle comunità locali, da ricercarsi attraverso processi concertati, consapevoli, partecipati;
- prevedere l’adeguamento delle normative regionali a tale strutturazione;
- presentare al Governo, al Parlamento e all’opinione pubblica in occasione di un apposito convegno da organizzare di concerto tra CNAPPC e Conferenza degli Ordini entro gennaio 2009, proposte di emendamento al Dlgs 152/2006 coerenti con gli obiettivi elencati ai punti precedenti;
- chiedere con forza al Governo ed al Parlamento di procedere al più presto alle modifiche necessarie al Dlgs 152/2006 e all’emanazione di una nuova legge di principi sul Governo del Territorio, coordinate fra loro ed in applicazione dei principi di sostenibilità, sussidiarietà, adeguatezza, autonomia, efficacia, efficienza, concertazione, copianificazione, semplificazione.

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