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Incarichi di progettazione: impossibile affidarli come consulenze

Incarichi di progettazione: impossibile affidarli come consulenze

Tar Veneto: un’attività di progettazione deve essere sempre affidata attraverso una gara pubblica

Vedi Aggiornamento del 29/01/2009
di Rossella Calabrese
28/11/2008 - Un’attività di progettazione che comprende la redazione di elaborati grafici non può essere assegnata come una consulenza professionale ma deve seguire un procedimento concorsuale. Lo afferma il Tar del Veneto con la sentenza n. 3620 del 21 novembre 2008 .
 
Il caso è stato sottoposto al Tar da un gruppo di architetti che ha vinto un concorso per l’elaborazione di uno studio di fattibilità per la progettazione di Piazza Barche a Mestre (Ve), indetto dal Comune di Venezia il quale si riservava “di affidare al vincitore del concorso l’incarico di redigere la progettazione preliminare dell’opera pubblica”.
 
Dopo la conclusione del procedimento di scelta del proprio elaborato - spiegano i ricorrenti - l’Amministrazione Comunale non si sarebbe attivata al fine di realizzare quanto proposto, facendo sapere, dietro esplicita richiesta, di non aver approvato alcun “Masterplan” relativo alla piazza oggetto del concorso, nè di aver affidato incarichi a professionisti esterni.
 
Viceversa, i ricorrenti hanno appreso da un articolo di stampa dell’esistenza di “contatti” tra l’Amministrazione Comunale e un noto architetto spagnolo, finalizzati a conferire a quest'ultimo il ruolo di "art director" del progetto. Altrettanto casualmente i ricorrenti hanno saputo che il Comune aveva conferito al suddetto architetto un incarico professionale inerente la risistemazione della Piazza; di conseguenza hanno chiesto l’annullamento dell’affidamento e del relativo compenso per l’espletamento dell’incarico (di € 98.000,00).
 
Nel provvedimento del Comune - osservano i giudici - si afferma “che il concorso indetto per la progettazione di Piazza Barche non ha avuto seguito, essendosi modificata la situazione urbanistica e delle previsioni di linee di trasporto” e che “conseguentemente … gli Uffici della Direzione Sviluppo del Territorio ed Edilizia hanno elaborato nuovi indirizzi progettuali sull’assetto futuro di Piazza Barche; … tali indirizzi si dovranno concretizzare in un progetto; … per la sua complessità e per i costi, la realizzazione della nuova piazza non potrà avvenire con l’attuazione di un unico progetto, ma con la progettazione per stralci funzionali che dovranno essere tra loro coordinati”.
 
Quindi, gli elementi di cambiamento delle prospettive progettuali dell’area hanno indotto l’Amministrazione ad abbandonare le soluzioni proposte dai professionisti vincitori del concorso e a decidere di rendere “discontinua” la nuova progettazione con l’esito del concorso precedentemente svolto.
 
Secondo il Comune, l’incarico di “consulenza per il coordinamento progettuale degli interventi relativi alla qualificazione di Piazza Barche” è stato conferito all’architetto spagnolo ai sensi dell’art. 7, comma 6, del Dlgs 165/2001 , che prevede che “per esigenze cui non possono far fronte con personale in servizio, le amministrazioni pubbliche possono conferire incarichi individuali ad esperti di provata competenza, determinando preventivamente durata, luogo, oggetto e compenso della collaborazione”.
 
Dalla lettura del disciplinare di incarico - osservano i giudici - si evince che i compiti affidati allo studio e non, quindi, alla persona fisica dell’architetto, consistono nella “definizione dell’assetto complessivo dell’area con particolare riferimento agli aspetti morfologici, architettonici e paesaggistici”, nella “definizione dei principali elementi, anche di arredo urbano, che dovranno caratterizzare l’area” nonché negli “elementi guida per la progettazione dei diversi elementi finalizzati a riqualificare l’area, a partire dall’inserimento della linea e della struttura tranviaria”. Inoltre, l’“incarico di consulenza” è espressamente “finalizzato alla concretizzazione di un progetto che definisca una nuova piazza come parco urbano a carattere prevalentemente pedonale e … (che) dovrà essere espletato tenendo conto degli indirizzi progettuali forniti dalla Direzione Sviluppo del Territorio e dell’Edilizia”.
 
“Delle due l’una” affermano i giudici:
- o l’incaricato è stato chiamato per adempiere ad un processo del tutto inutile, cioè l’elaborazione di “elementi guida”, ossia linee di indirizzo della progettazione, sulla base di “indirizzi progettuali” già determinati dall’Amministrazione Comunale; in tal caso “non si vede davvero - osserva il Tar - quale apporto creativo si dovrebbe chiedere a persona (o a uno studio diretto da tale persona?) che è stata prescelta proprio in relazione alla sua indiscutibilmente elevata capacità professionale”;
- oppure all’incaricato è stata in realtà affidata un’attività riconducibile ad una vera e propria attività di progettazione preliminare, in quanto ne reca gli elementi fondamentali, compresa la redazione di elaborati grafici.
 
Se è così, si è di fronte alla violazione degli artt. 57, 90 e 91 del Dlgs 163/2006 (Codice degli appalti) relativi alle procedure di affidamento delle attività di progettazione. Nel caso in esame, infatti, è stata attuata una procedura negoziata senza bando di gara e, in particolare, senza che il pur riconosciuto prestigio dell’architetto spagnolo sia talmente “esclusivo e infungibile” da sottrarlo al confronto con altri professionisti. Va aggiunto che, ove la prestazione richiesta al professionista non sia riconducibile ad una progettazione preliminare ma ad un mero “apporto di idee”, la regola della concorsualità non può essere violata, dal momento che la nozione di “affidamento”, e la conseguente necessità dell’evidenza pubblica comprendono espressamente anche i “concorsi di idee”.
 
Ciò significa che, non solo le Pubbliche Amministrazioni non possono affidare senza procedimento concorsuale alcun tipo di progettazione, ma che anche la preliminare acquisizione di idee finalizzate alla progettazione deve comunque essere acquisita e remunerata solo attraverso un procedimento ad evidenza pubblica.
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