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NORMATIVA

Beni culturali, il Piemonte cambia legge

di Paola Mammarella

Approvata in Consiglio la norma conforme al Codice del paesaggio

Vedi Aggiornamento del 19/12/2008
28/11/2008 - Il Piemonte prosegue il suo iter verso l'aggiornamento delle norme regionali precedentemente in contrasto con il Decreto Legislativo 24/2008, Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio.

Dopo l’approvazione del disegno di legge da parte della Giunta Regionale, avvenuta il 23 settembre scorso, è stata la volta del Consiglio Regionale. L’Assessore Politiche Territoriali, Sergio Conti si è detto soddisfatto del cambiamento posto in essere.
 
Con l’entrata in vigore della seconda modifica al Codice del Paesaggio lo Stato ha scelto di rivendicare la sua esclusiva competenza sulla tutela del paesaggio e ha introdotto nell’ordinamento disposizioni con le quali molta legislazione regionale è in aperto contrasto. La decisione ha seguito l’orientamento della Corte di Cassazione, che con la sentenza 180/2008 aveva dichiarato illegittima la Legge Regionale 3/2007 per alterazione degli ordini gerarchici.
 
Il Piemonte ha dovuto incidere in particolare sulla delicata materia che regola la sub-delega ai Comuni del potere di rilasciare autorizzazioni paesaggistiche. Il mancato adeguamento della normativa da parte regionale provocherebbe non solo ritardi nel rilascio delle autorizzazioni, ma anche rischi per i cittadini che dovessero utilizzare autorizzazioni rilasciate con procedure non corrette. La materia, infatti, è oggetto di sanzioni penali.

 
Le nuove disposizioni per consentire alle Amministrazioni comunali il rilascio delle autorizzazioni paesaggistiche impongono verifiche preventive eseguite con modalità e da Commissioni diverse da quelle previste dalla legislazione regionale, che invece si limita a far esaminare le richieste da una Commissione Edilizia integrata da un esperto, con specifica e comprovata competenza nella tutela dei valori ambientali.
La nuova legislazione regionale deve essere operante dal 1° gennaio 2009. Dopo tale data si configura il rischio di non poter assentire le autorizzazioni se non mediante procedure defatiganti che creeranno ulteriori ritardi.
© Riproduzione riservata

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