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NORMATIVA

Emilia Romagna, funzioni sismiche ai comuni

di Paola Mammarella

Definiti in Giunta Regionale gli standard per competenze e rimborsi

Vedi Aggiornamento del 12/02/2010
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18/11/2008 – Maggiore attenzione al rischio sismico e competenze più definite in Emilia Romagna. Con la Legge Regionale 19/2008 , pubblicata sul Bollettino Ufficiale n. 184 dello scorso 30 ottobre, la Giunta ha approvato nuove disposizioni che, nel rispetto del Dpr 380/2001, hanno aperto nuovi scenari per la pianificazione territoriale, la vigilanza sulle costruzioni, la tutela dell’incolumità pubblica e l’applicazione delle sanzioni in caso di non osservanza delle norme.
 
Novità per i Comuni, che possono esercitare le competenze sismiche autonomamente o avvalendosi delle strutture tecniche regionali. Nel primo caso devono presentare una comunicazione alla Regione entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge. Con la Delibera di Giunta Regionale 1804 del 3 novembre 2008 sono stati approvati gli standard minimi per l’esercizio delle funzioni sismiche, determinate in base alle dimensioni demografiche e alle strutture tecniche esistenti.
 
La Delibera, che rappresenta un primo adempimento attuativo della Legge Regionale 19/2008, fissa a 100 mila abitanti la soglia per l’esercizio non frammentato e omogeneo delle competenze in materia sismica. Sono invece 300 le pratiche annue che consentono una valutazione puntuale dei rischi da parte di un team composto da un ingegnere civile e un componente amministrativo.
 
I rimborsi per le spese istruttorie, versati alle strutture tecniche da parte dei richiedenti, sono calcolati in modo differenziato in base agli interventi edilizi da realizzare. È previsto un aumento del 30% per le pratiche di elevato impegno istruttorio.
 
La Regione monitora l’attuazione dei provvedimenti in base agli impegni presi e solo in caso di inerzia può sostituirsi agli enti locali. Svolge anche funzione di indirizzo, consulenza e formazione del personale specializzato e promuove la valutazione del rischio sismico per cui può stipulare collaborazioni con università, Cnr.
 
La nuova legge istituisce anche un comitato regionale per la riduzione del rischio sismico, che si avvale della collaborazione tra pubblico e privato e ha funzione consultive. Sono previsti anche ruoli per le Province, che possono pronunciarsi sui Psc, piani strutturali comunali, Poc, piani operativi comunali, Pua, piani urbanistici attuativi, e in via transitoria anche sui Prg, piani regolatori generali.
 
Le previsioni contenute nei piani territoriali e urbanistici che attuano la legge 19 prevalgono sugli atti di pianificazione contenuti nelle normative di settore. Con i Ptcp, piani territoriali di coordinamento provinciale, sono individuate le aree di maggiore rischio e fissati i parametri cui i piani comunali devono attenersi nella definizione delle dimensioni delle nuove costruzioni.
 
Le disposizioni valgono per le nuove costruzioni, i lavori di sopraelevazione e il recupero del patrimonio edilizio. Senza l’autorizzazione sismica, rilasciata dallo sportello unico per l’edilizia del Comune competente, non possono essere iniziati i lavori, pena la comunicazione alla struttura tecnica preposta e l’avvio delle procedure sanzionatorie.

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