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NORMATIVA

Ici, attribuiti ruoli diversi alle risultanze catastali

di Paola Mammarella

Il problema del rapporto tra dati dell’Agenzia del Territorio e tributo locale interpretato dalla Cassazione

Vedi Aggiornamento del 20/01/2009
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07/11/2008 – Le risultanze catastali influenzano il prelievo locale sugli immobili. È l’orientamento della Corte di Cassazione, emerso con la sentenza 25902/2008, depositata il 29 ottobre 2008. Secondo la suprema corte le agevolazioni Ici inerenti all’abitazione principale si applicano anche in presenza di più unità immobiliari, anche se accatastate autonomamente, ma solo se dalle dichiarazioni del contribuente risulta che ciascun immobile è destinato ad abitazione principale.
 
Il problema del rapporto tra tributo locale e risultanze catastali si è riproposto nel caso di due fabbricati situati su due piani dello stesso edificio in comproprietà tra marito e moglie, per i quali sussisteva la destinazione promiscua a dimora abituale. Secondo il Comune l’aliquota Ici ridotta sarebbe spettata solo per uno degli immobili, a meno che non si fosse proceduto ad un unico accatastamento unitario dei due beni. Per il giudice di legittimità non è invece rilevante il numero dei fabbricati, ma la destinazione d’uso ad abitazione principale.
 
L’orientmento della Cassazione si colloca nelle logiche affermate dalle diverse pronunce della suprema corte. Con la sentenza 21332/2008, relativa a un immobile adibito e accatastato come albergo, parzialmente destinato ad abitazione privata dei proprietari, la Cassazione ha accolto l’istanza del Comune, stabilendo che per fruire dell’agevolazione il proprietario avrebbe dovuto denunciare al Catasto la variazione di destinazione d’uso permanente. In questo caso sarebbe stato possibile richiedere l’accatastamento unitario, non per la concessione dell’agevolazione, ma per la corretta determinazione del tributo.
 
La somma delle rendite catastali delle unità adibite ad abitazione principale non sempre corrisponde alla rendita attribuita a un immobile costituito dopo l’accorpamento di due fabbricati. I Comuni in questo caso hanno a disposizione la Legge 311/2004 che rende possibile l’imposizione dell’aggiornamento delle risultanze catastali relative agli immobili non dichiarati correttamente e l’assegnazione di una nuova rendita. Secondo la legge l’errato accatastamento non pregiudica l’ottenimento delle agevolazioni, ma ha valore per il puntuale assolvimento dell’obbligo tributario. Da quest’anno però, con l’entrata in vigore dell’esenzione dall’Ici, le risulòtanze catastali dovrebbero perdere significato.
 
La sentenza 24924/2008 invece mostra un forte riferimento al valore dei dati catastali. La Suprema Corte ha infatti stabilito che i fabbricati dichiarati al Catasto sono assoggettati all’imposta comunale sigli immobili anche se non ancora ultimati. In base alla sentenza 15321/2008 poi, la Cassazione ha stabilito che i dati catastali sono da considerare come un fatto oggettivo, quindi non contestabili né dal Comune, né dal contribuente. Rimane salva la possibilità di impugnare l’accatastamento o di richiedere la sua modifica agli uffici territoriali in modalità di autotutela.

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