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URBANISTICA

Difesa del territorio, proposte innovative dai Comuni

di Paola Mammarella
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Presentate alla Camera dei Deputati le proposte su protezione civile, rischio idrogeologico e incendi

Vedi Aggiornamento del 06/11/2009
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01/11/2008 – Difesa del territorio, rischio idrogeologico e incendi boschivi. È stato il tema proposto dall’Anci durante l’audizione del 30 ottobre 2008 presso la VIII Commissione della Camera dei Deputati. La delegazione, guidata da Enrico Ciardi, coordinatore dell’Anci Toscana e della Consulta per la Protezione Civile, ha posto varie questioni raccolte in un documento consegnato al presidente della Commissione Ambiente e Territorio della Camera, l’onorevole Angelo Alessandri.
 
Secondo l’Anci è essenziale rendere i Comuni un elemento fondamentale nel sistema di protezione civile, tenendo presenti le differenze di potenziale che intercorrono tra le città metropolitane e i piccoli centri, che spesso si aggregano in unioni di comuni. Alluvioni e incendi provocano ingenti danni economici oltre alla perdita di vite umane e ai comuni, senza molte risorse perché considerati l’ultimo anello nella catena delle responsabilità, viene spesso attribuita la percentuale maggiore di negligenza.
 
La collaborazione tra Anci e Protezione Civile dovrebbe basarsi sulla programmazione a tutti i livelli di governo nazionale e locale, sulla preparazione alla gestione dell’emergenza, la prevenzione e la partecipazione orizzontale di tutti i livelli coinvolti. È considerata auspicabile anche la creazione di una conferenza permanente che porti alla graduale modifica della Legge 225/1992, istitutiva della Protezione Civile. Nella visione dell’Anci al Sindaco dovrebbe essere riconosciuta la funzione di autorità di protezione civile.
 
Finora ai primi cittadini è stato invece riservato un ruolo debole nelole attività strategiche di prevenzione, pianificazione e mitigazione dei rischi. Il che comporta anche la scarsa attribuzione di fondi. In questo sistema le attività di prevenzione si limitano all’informazione dei cittadini e ai piani di emergenza comunali, che essendo predisposti dalle regioni, non tengono in considerazione le specificità territoriali.
 
L’Anci ha lamentato l’assenza di prevenzione strutturale, obiettivo che presuppone l’autonomia del sindaco. Per raggiungere questo proposito dovrebbero essere sviluppate strategie di resistenza passiva e attiva basate sul coordinamento delle opere pubbliche con i piani di emergenza. Denunciata anche la mancata applicazione della Legge 353/2000, che prevede il trasferimento di fondi e competenze agli enti locali per gli incendi boschivi, e l’assenza di criteri per l’utilizzazione del fondo di protezione civile, istituito dalla Legge 388/2000.
 
A parere dell’Anci è necessario non solo inserire le opere di protezione civile nella pianificazione urbanistica primaria e secondaria, ma anche tenere i fondi per la prevenzione al di fuori del patto di stabilità, esigenza sentita soprattutto dai piccoli centri. Trattazione coordinata, armonizzazione delle risorse, individuazione di competenze specifiche e sussidiarietà sono le soluzioni proposte alla Camera.
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