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URBANISTICA

VAS: protocollo europeo per i piani transfrontalieri

di Rossella Calabrese
Commenti 3867

Partecipazione del pubblico alla fase iniziale della Valutazione ambientale e collaborazione tra gli Stati membri

Vedi Aggiornamento del 15/12/2009
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26/11/2008 - È stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale Europea L 308 del 19 novembre scorso la Decisione n. 871 del 20 ottobre 2008 che approva il protocollo sulla valutazione ambientale strategica (protocollo VAS).
 
Il protocollo, che applica la convenzione ONU/CEE in un contesto transfrontaliero firmata a Espoo nel 1991, contribuisce alla tutela dell’ambiente istituendo una serie di disposizioni per la valutazione dei probabili effetti significativi sull’ambiente e sulla salute di piani e programmi e cercando di assicurare che le questioni ambientali e sanitarie siano considerate e integrate, nella misura opportuna, nell’elaborazione delle proposte relative alle politiche e alla legislazione.
 
La Comunità Europea ha già adottato strumenti giuridici relativi agli aspetti disciplinati dal protocollo VAS, tra i quali la Direttiva 2001/42/CE concernente la valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sull’ambiente.
 
Obiettivo del protocollo è di ottenere un livello elevato di tutela dell’ambiente e della salute garantendo che nella preparazione di piani e programmi si tenga conto pienamente delle considerazioni ambientali e sanitarie; contribuendo alla considerazione delle questioni ambientali e sanitarie nell’elaborazione programmatica e legislativa; istituendo procedure trasparenti ed efficaci per la VAS; prevedendo la partecipazione del pubblico; integrando le questioni ambientali e sanitarie nelle misure e negli strumenti a favore dello sviluppo sostenibile.
 
Secondo il Protocollo, la VAS deve essere svolta su piani e programmi elaborati per i settori agricolo, forestale, della pesca, energetico, industriale (comprese le industrie estrattive), dei trasporti, dello sviluppo regionale, della gestione dei rifiuti e delle acque, delle telecomunicazioni, turistico, della pianificazione territoriale e della destinazione dei suoli. Tali piani e programmi costituiscono il quadro di riferimento per la successiva autorizzazione dei progetti elencati nell’allegato I al Protocollo, e per qualsiasi altro progetto elencato nell’allegato II che necessiti di una valutazione di impatto ambientale ai sensi della legislazione nazionale.
 
Per gli altri piani e programmi, e i piani e i programmi che riguardano piccole aree a livello locale, viene svolta una valutazione ambientale strategica se una delle parti ne ravvisa l’opportunità.
 
Per i piani e i programmi soggetti alla VAS, deve essere elaborato un rapporto ambientale che individui, descriva e valuti i probabili effetti ambientali e sanitari derivanti dall’applicazione del piano o del programma e le alternative ragionevoli esistenti. Deve inoltre essere assicurata al pubblico la possibilità di partecipare alla fase iniziale della valutazione ambientale strategica, cioè quando tutte le alternative sono ancora praticabili, rendendo pubblico in tempo utile il progetto e il rapporto ambientale.
 
Qualora uno Stato membro ritenga che l’attuazione di un piano o di un programma possa avere effetti transfrontalieri significativi sull’ambiente o sulla salute, o qualora ne faccia richiesta una parte che possa essere significativamente interessata da tali effetti, la parte di origine è tenuta a notificarlo senza indugio alla parte colpita, prima dell’adozione del piano o del programma.
 
La parte colpita può avviare consultazioni, previe all’adozione del piano o del programma, sui probabili effetti transfrontalieri ambientali e sanitari dell’attuazione e sulle misure prospettabili per prevenire, ridurre o attenuare le conseguenze negative.
 
Se tali consultazioni hanno luogo, le parti interessate concordano specifiche modalità affinché il pubblico interessato e le autorità competenti della parte colpita siano informati e possano esprimere il loro parere sul progetto e sul rapporto ambientale.
 
Il Protocollo entra in vigore il novantesimo giorno successivo al deposito del sedicesimo strumento di ratifica, di accettazione, di approvazione o di adesione da parte degli Stati membri e si applica a piani, programmi, programmazione e legislazione il cui primo atto preliminare formale è successivo alla data di entrata in vigore del protocollo stesso.
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