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LAVORI PUBBLICI

'Buon Esito' indispensabile per l’attestazione Soa

di Paola Mammarella

L’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici sul certificato di esecuzione

Vedi Aggiornamento del 27/07/2010
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22/12/2008 – In arrivo chiarimenti sulla dichiarazione di “Buon esito” da parte dell’Autorità di Vigilanza sui Contrati Pubblici, che ha emanato la Determinazione 6/2008 . La dichiarazione, che in base al Dpr 34/2000 deve essere inserita all’interno del certificato di esecuzione dei lavori, ha suscitato diverse problematiche.
 
Secondo il decreto presidenziale i lavori da valutare sono quelli eseguiti regolarmente e con buon esisto, una condizione che deve essere dichiarata dai committenti nel certificato di esecuzione dei lavori. Inoltre ai fini della qualificazione per i lavori sui beni soggetti alle disposizioni in materia di beni culturali e ambientali e per gli scavi archeologici, la norma prevede che la certificazione contenga l’attestato dell’autorità preposta alla tutela del bene oggetto dei lavori, riguardo al buon esito degli interventi eseguiti.
 
Ne consegue che è indispensabile riportare nei certificati di esecuzione dei lavori la dichiarazione di buon esito, affinché le SOA possano disporre di documenti dai quali desumere con assoluta certezza gli elementi utilizzabili per il rilascio dell’attestato di qualificazione.
 
Secondo quanto precisato dall’Authority, la dichiarazione di buon esito si riferisce all’aspetto prettamente tecnico dell’esecuzione a regola d’arte delle lavorazioni previste, estendendosi anche alla correttezza che l’esecutore deve garantire nei confronti del committente. Nella dichiarazione si esprime infatti un giudizio sull’operato complessivo dell’impresa.
 
Il committente ha la facoltà di non apporre sul certificato di esecuzione dei lavori la dichiarazione di buon esito. Nel caso in cui decida invece di avvalersene, deve adottare una serie di misure consequenziali definite dalla normativa vigente per individuare gli inadempimenti contrattuali da parte dell’impresa che possono compromettere la buona riuscita dei lavori.
 
Per i lavori eseguiti sui beni soggetti alle disposizioni in materia di beni culturali e ambientali e per gli scavi archeologici, i relativi certificati rilasciati da committenti diversi dall`Autorità preposta alla loro tutela dovranno contenere due distinte dichiarazioni di buon esito.
 
La prima, resa dal committente, riguarda l’aspetto tecnico e le modalità contrattuali, mentre nella seconda, resa dall’Autorità per la tutela del bene, si fa riferimento all’idoneità dell’impresa ad utilizzare i certificati di esecuzione dei lavori per acquisire la qualificazione nelle categorie che descrivono gli interventi sui beni immobili tutelati e per partecipare a successive ed analoghe procedure di appalto.
 
Se committente e autorità coincidono sarà sufficiente una sola dichiarazione di buon esito. Nel caso in cui l’Autorità intervenga in un procedimento d’appalto gestito da altro committente, il suo attestato di buon esito costituisce una sorta di “nulla osta” per la qualificazione e non implica a proprio carico nessuna responsabilità.

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