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LAVORI PUBBLICI

Veneto, meno crisi con l’edilizia semplificata

di Paola Mammarella
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Consiglio al lavoro per la regionalizzazione degli appalti minori

Vedi Aggiornamento del 04/02/2009
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03/11/2008 – Il Veneto semplifica le procedure di appalto per l’esecuzione delle opere pubbliche minori. Lo ha affermato l’Assessore Regionale ai Lavori Pubblici Massimo Giorgetti, che si è detto soddisfatto per la volontà del Ministro Giulio Tremonti di prendere in considerazione le scelte strategiche regionali.
 
Le procedure di semplificazione erano già state adottate per le grandi opere, consentendo il superamento di numerosi vincoli burocratici e pratiche amministrative. Il Veneto è stata la prima regione a proporre una norma per la regionalizzazione degli appalti con importi al di sotto della soglia europea. La legge, bloccata in estate dalla Corte Costituzionale e difesa dai suoi sostenitori come un esempio di moderato federalismo, è stata poi adottata dalla Commissione Europea in forma simile.
 
Per l’assessore la decisione di Giulio Tremonti di snellire i processi  per gli appalti delle opere pubbliche minori servirà a rendere più veloci i tempi di aggiudicazione dei lavori e di realizzazione, incidendo positivamente anche su un settore, quale quello dell’edilizia, che sta soffrendo l’attuale congiuntura economica.
 
Secondo quanto riportato da Giorgetti il Consiglio Regionale si farà promotore di una legge nazionale che agevoli e faciliti le procedure di affidamento dei cantieri minori, altrettanto preziosi per la collettività come lo sono quelli più grandi, e che introduca meccanismi di controllo a tutela della trasparenza e della qualità delle opere.
 
In base a un esempio citato dall’Assessore, ci vorranno tempi diversi per la realizzazione del passante di Mestre o del ponte sullo stretto di Messina rispetto a quelli necessari per la costruzione di una scuola o una caserma.
 
A detta di Giorgetti la chiave per vincere la crisi economica è riscontrabile nel settore edilizio e attuabile grazie a una azione sinergica tra settore pubblico e privato. Per l’Assessore ai Lavori Pubblici, infine, gli enti pubblici virtuosi dovrebbero essere esclusi dal patto di stabilità, che attualmente impedisce loro di investire sul territorio le risorse disponibili nei bilanci.
 
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