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NORMATIVA

Bonus 55%: le modifiche non saranno retroattive

di Rossella Calabrese

Tremonti: il Parlamento correggerà il decreto. Emendamento della Prestigiacomo per cancellare l'art. 29

Vedi Aggiornamento del 18/12/2008
03/12/2008 - ULTIM'ORA - Il Parlamento eliminerà la retroattività dell’art. 29 del decreto legge 185/2008 che modifica la procedura per la detrazione del 55% per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici. Lo ha detto poco fa il Ministro dell’Economia Giulio Tremonti nel corso di un’audizione alla Camera.
 
“La retroattività è un errore del quale dobbiamo farci carico. Il provvedimento è molto complesso ed è stato sviluppato con grande velocità. La retroattività non ci può essere e il Parlamento la correggerà - ha detto Tremonti - ma voglio sul futuro ribadire un criterio: il crediti di imposta non sono e non possono essere un bancomat. Troppe volte sono stati utilizzati come bancomat”.
 
Tremonti ha definito “incivile” l'introduzione di crediti di imposta non sufficientemente coperti: “questo non accadrà con il nostro governo”.

A farsi promotrice della modifica potrebbe essere il Ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo , che presenterà un emendamento governativo per cancellare l’art. 29 del DL 185/2008.

“Giusto cancellare la norma che modifica la detraibilità fiscale degli interventi di riqualificazione energetica: Bene ha fatto il ministro Prestigiacomo ad annunciare una proposta salva-incentivi che oltre a far bene all’ambiente conviene a tutto il settore industriale più avanzato, dedicato alle rinnovabili e all’efficienza energetica”.

Così Legambiente, per bocca del suo presidente Vittorio Cogliati Dezza commenta la notizia della proposta del ministro dell’ambiente per salvare gli incentivi alle rinnovabili presentata oggi dal suo dicastero.

“E’ una buona notizia – continua Cogliati Dezza – alla quale però debbono seguire i fatti. Quella modifica colpisce le tasche dei cittadini e delle imprese che hanno voluto investire in tecnologie pulite; colpisce duramente un settore in grado di garantire numerosi posti di lavoro e sviluppo pulito; condanna alla disfatta la battaglia per contrastare i mutamenti climatici e raggiungere gli obiettivi vincolati del protocollo di Kyoto. Il ministro dell’Ambiente deve quindi sostenere la sua cancellazione senza cedimenti, schierandosi a fianco delle associazioni e dei cittadini che l’11 dicembre saranno in piazza, di fronte Palazzo Chigi a Roma, per sostenere le ragioni del clima e i diritti di quanti vogliono vivere in un paese più moderno e sostenibile scegliendo l’efficienza e le fonti rinnovabili”.

Il Governo sembra cosi accogliere seppur parzialmente le voci di protesta che si sono immediatamente sollevate da moltissimi cittadini ed imprese. Proteste testimoniate anche dalla enorme quantità di commenti negativi inviati alla redazione Edilportale (oltre 300 in poche ore).

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Della protesta di queste ore si è accorto il Partito Democratico: “Una civile e silenziosa sollevazione popolare sta attraversando il paese. È quella di tanti cittadini e imprese che hanno scelto di investire in efficienza e risparmio energetico e si ritrovano truffati dal Governo Berlusconi” ha affermato Ermete Realacci, Ministro dell’Ambiente del Governo Ombra del PD commentando il taglio delle agevolazioni fiscali per l’efficienza energetica previsto dal Governo.

“Sappiamo che a Palazzo Chigi, in queste ultime ore, sono arrivate migliaia di lettere e telefonate di cittadini e imprenditori colpiti dal taglio dei contributi per gli investimenti in risparmio energetico e fonti rinnovabili presente nel pacchetto anticrisi. Non stento a crederlo, se è stata intasata la mia casella di posta, posso immaginare quella del Presidente del Consiglio. Questo provvedimento è una scellerata idea per il futuro, una frode per il passato” ha proseguito Realacci.

“Ci troviamo di fronte ad un provvedimento che contiene non pochi elementi di incostituzionalità, in violazione del principio di ragionevolezza delle norme, della tutela dell’ambiente e della capacità contributiva dei cittadini. Ci auguriamo – ha concluso Realacci – che il Governo faccia subito un dietro front e confermi una misura che tiene assieme, come anche in altri paesi del mondo, la sfida ambientale e il rilancio dell’economia e dell’occupazione”.

LE PRIME REAZIONI DEGLI OPERATORI
Assolterm considera il ripensamento del Governo sulla retroattività dei tagli alle detrazioni fiscali del 55% previsti dal decreto anti-crisi, un inizio per avviare un dialogo sereno e costruttivo tra parti interessate e il Governo. Rimaniamo però fermamente convinti che l'articolo 29 vada completamente rivisto sia per quanto riguarda i tetti annuali previsti che riteniamo del tutto inadeguati (si pensi che il fondo disponibile per il 2008 non basta nemmeno per tutte le domande di detrazione fatte nel solo Alto Adige), sia per quanto riguarda l'irrigidimento e l'appesantimento dell'iter burocratico che prevede addirittura il "silenzio-rifiuto" entro 30 giorni, senza collegarlo al reale esaurimento dei fondi.

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