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NORMATIVA

Bonus 55%: no alla retroattività ma il limite di spesa resta

di Rossella Calabrese

La legge di conversione del DL anticrisi inizia l’esame presso le competenti Commissioni della Camera

Vedi Aggiornamento del 19/11/2009
11/12/2008 - È iniziato martedì alla Camera l’esame della legge di conversione del DL 185/2008 , il decreto anticrisi che modifica la procedura per la detrazione del 55% per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici.
 
In Commissione Ambiente, nel corso dell’illustrazione del provvedimento, il relatore Mauro Pili (PdL) ha ricordato che “benché la disposizione abbia effetto retroattivo, il Governo ha già annunciato una iniziativa volta a correggere la retroattività della norma.”
 
Ermete Realacci (PD), ha chiesto alla Commissione di “chiarire una volta per tutte se intenda davvero fare proprio l’obiettivo politico della reintroduzione della misura in questione”. Ricorda che la detrazione ha avuto un grande successo in termini di numero dei cittadini che ne hanno beneficiato, e di fatturato delle imprese che hanno investito nel settore strategico dell’innovazione tecnologica nel settore delle costruzioni. Realacci ha quindi invitato la maggioranza a battersi per la reintroduzione della detrazione del 55%, anche in considerazione del fatto che, da un lato, il Ministro dell’Ambiente ha annunciato l’intenzione di presentare un emendamento volto a reintrodurre la misura in questione ( leggi tutto ), dall’altro, che il Ministro dell’Economia sembra voler fare marcia indietro sulla retroattività delle disposizioni ( leggi tutto ).
 
È d’accordo con Realacci il deputato Roberto Tortoli (PdL), che ha però invitato la Commissione “ad una serena e seria valutazione sui costi di una misura come quella in questione, che erano stati enormemente sottostimati dal precedente Governo, con obbiettivi riflessi finanziari negativi.” Tortoli si è detto disponibile a valutare insieme all’opposizione e al Ministero dell’Ambiente i margini per dare un segnale chiaro della volontà politica della Commissione di incidere sulle politiche complessive del Governo e di dare una risposta positiva alle esigenze delle PMI interessate.
 
Renato Walter Togni (LNP) ha invece espresso la forte determinazione del suo partito per il ripristino della misura delle agevolazioni tributarie per le spese per l’efficienza e il risparmio energetico, e ha annunciato che la Lega intende proporre l’estensione delle agevolazioni in questione anche ad altri settori.
 
Il termine per la presentazione degli emendamenti è stato fissato alle ore 14 di lunedì 15 dicembre.
 
La scheda di lettura predisposta dal Servizio Studi della Camera ricorda che, per usufruire della detrazione di imposta lorda, il contribuente provvedeva ad indicare nella dichiarazione dei redditi l’importo annuale, nel limite massimo consentito per ciascuna tipologia di spesa ammessa in detrazione, senza necessità di preventiva approvazione da parte dell’ENEA o dell’Agenzia delle entrate.
 
Il comma 6 dell’articolo 29 del DL 185/2008 – spiega il Servizio Studi – provvede a “confermare” le detrazioni previste dai commi da 344 a 347 della legge 296/2006 (Finanziaria 2007), come prorogate dall’art. 1, comma 20, della legge 244/2007 (Finanziaria 2008) che, tuttavia, vengono ora assoggettate alla disciplina contenuta nell’articolo 29 stesso.
 
Il comma 7 dell’articolo 29, invece, innova la procedura, prevedendo che per le spese sostenute nei tre periodi d’imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2007 (quindi 1° gennaio 2008-31 dicembre 2010 per i soggetti con periodo di imposta coincidente con l’anno solare), i contribuenti inviano all’Agenzia delle entrate, esclusivamente in via telematica, anche mediante i soggetti abilitati (commercialisti, ragionieri, CAF, ecc), apposita istanza per consentire il monitoraggio della spesa e la verifica del rispetto dei limiti di spesa complessivi. La disposizione ha, pertanto, carattere retroattivo in quanto si applica a decorrere dal 1° gennaio 2008. Conseguentemente – conclude il Servizio Studi – i soggetti che intendono beneficiare della agevolazione del 55% per le spese sostenute nel 2008 dovranno presentare istanza all’Agenzia delle Entrate nel termine indicato dal comma 9.
 
 
Questa mattina, in occasione dell'iniziativa di mobilitazione promossa da Legambiente e Assolterm contro l’art. 29 del DL 185/2008 ( leggi tutto ), sarà portato all’attenzione della Camera e del Senato il documento “Una rivoluzione energetica anche in Italia” sottoscritto da 14 associazioni ambientaliste e industriali (Aiel, Anab, Anev, Aper, Assolterm, Assosolare, Federpern, Fiper, Gifi, Greenpeace Italia, Gses, Ises Italia, Itabia, Kyoto Club, Legambiente e Wwf Italia).


E un secco no all'articolo 29 del dl 185/2008, che comporta un sostanziale depotenziamento dell'incentivo del 55% per la riqualificazione energetica, è stato espresso anche da ANCE, ANIE, ANIMA, ASSISTAL, FEDERBETON, FEDERCHIMICA, FEDERLEGNO-ARREDO, FINCO E OICE. Con un comunicato congiunto le Associazioni giudicano incomprensibile la decisione del governo di eliminare di fatto gli incentivi per il risparmio energetico, rispetto sia all’urgenza di sostenere l’economia reale del Paese, che agli obiettivi di contenimento dei consumi di energia fissati dal protocollo di Kyoto.
 
Se il Governo non stralcerà l’articolo 29 dal testo del provvedimento – avvertono le Associazioni –, le conseguenze per l’economia complessiva del Paese saranno pesantissime. La norma infatti colpirà duramente non solo l’ampio tessuto imprenditoriale che opera in questo comparto, con gravi conseguenze anche a livello occupazionale, ma anche le tantissime famiglie che hanno in programma di realizzare, o hanno già realizzato, interventi di riqualificazione energetica della loro abitazione contando sui benefici previsti.
 
Né possono bastare – prosegue il comunicato – le ultime, seppur positive, dichiarazioni del ministro Tremonti, che ha annunciato l’intenzione di eliminare la retroattività al 2008 delle nuove norme, dal momento che si tratta di un atto dovuto nei confronti dei contribuenti, che non possono vedersi cambiare le regole in corsa. La sostanza del provvedimento, semplicemente rimandata di un anno, non cambia. E questo significa che il governo sta decidendo di fatto di annullare un incentivo che in due anni di operatività ha permesso più di 200.000 interventi (138.000 nel solo 2008 per una spesa di circa 1.950 milioni di euro) e che invece, già a partire dal 2009, per effetto dei limiti di spesa imposti dall’articolo 29, non darebbe vita a più di 35.000 interventi.
 
Un provvedimento anticrisi che voglia concretamente arginare gli effetti della grave situazione economica – conclude la nota –, dovrebbe al contrario promuovere investimenti proprio nel settore, quello appunto delle costruzioni, che rappresenta da sempre un forte traino per il motore economico del Paese e il 20% del PIL nazionale. Una politica peraltro pubblicamente condivisa e più volte annunciata dallo stesso Presidente del Consiglio.


Sulla riduzione degli incentivi fiscali a favore delle opere volte al contenimento dei consumi energetici, interviene nuovamente il Consiglio nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori .
 
Dopo una prima nota del 5 dicembre scorso ( leggi tutto ), il Presidente del CNAPPC, Raffaele Sirica, afferma che “un provvedimento come quello adottato dal Governo non va nella direzione di favorire il superamento della crisi economica, anche perché riduce l'attività delle aziende del settore della riqualificazione energetica, ma soprattutto non è coerente con alcuna politica di tutela dell'ambiente che può certamente trovare un significativo beneficio proprio attraverso il risparmio energetico”.
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