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NORMATIVA

Detrazione 55%: a rischio le agevolazioni sulle spese del 2008

di Rossella Calabrese
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Le imprese: duro colpo per le aziende del settore, Italia controcorrente rispetto alla politica energetica della UE

Vedi Aggiornamento del 18/12/2008
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ULTIM'ORA DEL 3 DICEMBRE - Il Parlamento eliminerà la retroattività dell’art. 29 del decreto legge 185/2008 che modifica la procedura per la detrazione del 55% per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici. Lo ha detto il Ministro dell’Economia Giulio Tremonti nel corso di un’audizione alla Camera (leggi tutto).

02/12/2008 - Tutti pronti davanti al computer alla mezzanotte del 15 gennaio 2009 per prenotare online sul sito dell'Agenzia delle Entrate la detrazione fiscale del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici.
 
È questo lo scenario prefigurato dal decreto legge 185/2008 , che modifica la procedura per usufruire dell’agevolazione fiscale riservata a chi effettua interventi che migliorino le prestazioni energetiche degli edifici nel 2009 e 2010, ma anche per chi li ha già effettuati nel 2008.
 
Dopo l’abolizione dell’obbligo di allegare l’attestato di certificazione energetico alle compravendite di immobili ( leggi tutto ), il Governo interviene nuovamente sul settore dell’edilizia modificando la procedura per la detrazione previste dall’articolo 1, commi da 344 a 347, della Finanziaria 2007 (legge 296/2006) come prorogate dall’articolo 1, comma 20, della Finanziaria 2008 (legge 244/2007).
 
La norma infatti ha effetto retroattivo e impone a chi intenda usufruire della detrazione del 55% delle spese già effettuate nel 2008, l’obbligo di prenotare il beneficio fiscale inoltrando una richiesta , esclusivamente per via telematica (anche attraverso gli intermediari abilitati), all’Agenzia delle Entrate tra il 15 gennaio e il 27 febbraio 2009 . Occorrerà poi attendere la risposta dell’Agenzia la quale – dopo aver esaminato le istanze secondo l’ordine cronologico di invio - dovrà comunicare, entro 30 giorni, al richiedente del beneficio se la sua istanza è stata accolta; in caso di silenzio, l’istanza dovrà ritenersi respinta ( silenzio-rifiuto ).
 
Per le spese sostenute nel 2009 e nel 2010, l’istanza dovrà essere presentata dal 1° giugno e fino al 31 dicembre di ciascun anno. Ciò significa che, se la domanda da inviare alle Entrate dovrà essere a consuntivo dei lavori, questi ultimi dovranno essere completati entro maggio. In ogni caso, chi deciderà di effettuare lavori non avrà la certezza di detrarre il 55% delle spese sostenute. Il DL introduce, infatti, un limite di spesa per le detrazioni: 82,7 milioni di euro per il 2008, 185,9 milioni per il 2009 e 314,8 milioni per il 2010 . Gli 82,7 milioni stanziati per il 2008 dovranno bastare per tutti coloro che stanno effettuando quest’anno gli interventi e che – fino a due giorni fa – erano certi di detrarre il 55% delle spese; ora dovranno invece sperare che la domanda venga accolta dall’Agenzia delle Entrate prima che i fondi siano esauriti.
 
L’Agenzia delle Entrate comunicherà attraverso il proprio sito, l’esaurimento dei fondi disponibili. Le persone fisiche che hanno effettuato interventi nel 2008 e che non faranno in tempo a prenotare la detrazione del 55%, dovranno accontentarsi della detrazione del 36%, che prevede un tetto di spesa di 48 mila euro. Nulla è previsto invece per i soggetti Ires che hanno effettuato interventi nel 2008 e che, se vedranno sfumare il 55%, non potranno neppure richiedere le agevolazioni del 36%.
 
LE REAZIONI DEGLI OPERATORI
Secondo il presidente di Assolterm, Sergio D’Alessandris , “il pacchetto anticrisi avrà l’effetto contrario e aprirà una grossa crisi per le aziende italiane del solare termico”. D’Alessandris sottolinea inoltre la contraddizione insita nel piano del governo che va controcorrente rispetto a tutti i piani d’azione ambientali/energetici promossi dalla UE, primo fra tutti l’obbiettivo 20-20-20. Assolterm confida in un’apertura da parte della politica, per sciogliere le ambiguità presenti nel decreto.
Assolterm e Legambiente convocano per il prossimo 11 Dicembre alle 11,00 davanti a Palazzo Chigi una mobilitazione per “chiedere di ritirare un provvedimento devastante per il settore delle rinnovabili e del risparmio energetico, che danneggia le famiglie e condanna al fallimento la lotta ai cambiamenti climatici”. ( leggi tutto )
 
Profonda delusione è la reazione dell’ ANIT (Associazione Nazionale per l'Isolamento Termico e acustico) al pacchetto anticrisi. “Non condividiamo né comprendiamo – si legge in una nota dell’Associazione – questo tipo di provvedimento che, a soli 2 anni dalla sua entrata in vigore, aveva permesso a più di 200mila, tra aziende e privati, di fare qualcosa nel concreto per risparmiare energia e rispettare gli impegni presi con il Protocollo di Kyoto. Ci uniamo al coro di dissenso di Associazioni ed Enti contro un provvedimento che proprio non ci voleva! ANIT si impegna a chiedere al governo spiegazioni e l’immediata cancellazione dell'art. 29 inerente gli sgravi.
Invitiamo i nostri sostenitori – conclude l’ANIT – ad inviare una richiesta di spiegazioni sul decreto compilando l’apposito modulo dal sito del Governo Italiano.”
 
Durissimo attacco alle detrazioni del 55%. Così l’ Uncsaal (Unione Nazionale Costruttori Serramenti Alluminio Acciaio Leghe) definisce il provvedimento del Governo. Secondo i produttori di infissi “per finanziare i provvedimenti anticrisi sono state colpite le industrie dei componenti dell’edilizia e affossata nei fatti qualsiasi politica per il risparmio energetico”. Questo provvedimento – avverte l’Uncsaal – affossa quanto di buono il 55% aveva rappresentato nel 2007 e nel 2008 per le industrie, per i consumatori, per la riqualificazione del patrimonio immobiliare e conseguentemente per l’ambiente. Il rischio reale è la crisi per un intero settore industriale e un colpo fortissimo alle tasche dei consumatori che hanno realizzato interventi nel 2008 e che rischiano di rimetterci fino a 15.000 euro ciascuno. Con una lettera inviata a Presidenza del Consiglio, Ministeri, Senatori e Deputati, Uncsaal chiede lo stralcio integrale dell’art. 29 dal DL 185/2008, mentre in queste ore, attraverso il proprio sito web, ha avviato una campagna di sensibilizzazione di tutti i soggetti coinvolti prima che il DL 185/2008 sia convertito in legge.

L’ ACE, Associazione Certificatori Energetici , ha promosso una raccolta di firme per attuare una Class Action contro il governo in caso di non ritiro dell’art. 29. “Il decreto – si legge nella lettera indirizzata al Governo - introduce un elemento di aleatorietà che ridurrà in modo significativo la propensione all'acquisto di privati ed imprese, e soprattutto la retroattività della norma stessa determinerà una situazione di incertezza”. “I professionisti e le aziende che rappresentiamo – continua l’ACE – impegnano quotidianamente le proprie risorse intellettuali ed economiche per combattere la crisi. Chiedono certezze e continuità delle regole per poter pianificare i propri investimenti a vantaggio dell'intera comunità.”

 “Un provvedimento incomprensibile – commenta Fabrizio Marchi, Presidente dell’ Aniem ( Associazione Nazionale delle pmi edili della Confai ) - perché annullerà notevoli benefici economici, occupazionali ed ambientali, come dimostrano ampiamente gli oltre 230.000 interventi realizzati tra il 2007 ed il 2008: è veramente paradossale che in un momento nel quale si tende a favorire i consumi, un decreto legge varato per fronteggiare la grave crisi economica preveda disposizioni che ostacolano il sistema produttivo (basti pensare alle aziende produttrici di infissi, già penalizzate dalla contrazione dell’edilizia), disincentivano al consumo e rallentano il processo di adeguamento del nostro Paese nella politica ambientale.” (leggi tutto)
 
 
I COMMENTI
“C’è un settore nel quale l’appello di Berlusconi a non ridurre gli acquisti rimarrà disatteso” – commenta il direttore del Kyotoclub, Gianni Silvestrini . Si tratta delle tecnologie per il risparmio energetico che beneficiano della detrazione fiscale del 55% introdotta dall’ex ministro Pierluigi Bersani, una norma “che stava ottenendo un buon successo, come dimostrano i 230.000 interventi realizzati tra il 2007 e il 2008”. “Si possono stimare in 0,5 miliardi di euro le maggiori entrate derivanti dall’emersione del lavoro sommerso e dall’incremento dell’Iva” – calcola Silvestrini – e “anche dal punto di vista strettamente economico, il provvedimento comporta un impatto minimo sulle casse dello Stato, oltre a garantire minori importazioni di combustibili e un taglio delle emissioni”. Il DL 185/2008 complica l’accesso agli incentivi, ma soprattutto pone limiti massimi di spesa. Ipotizzando che l’ammontare stanziato copra le minori entrate misurate come differenza tra le detrazioni al 36% e quelle al 55%, la somma prevista per il 2008 coprirebbe solo un quarto degli interventi effettuati. “È evidente – conclude Silvestrini – che un simile provvedimento presterebbe il fianco a una valanga di ricorsi per cui probabilmente verrà rivisto”.
 
Dura la replica del ministro ombra dell’Economia del Pd Pierluigi Bersani : “Leggendo il decreto anticrisi emergono decisioni che un governo imbroglione si è dimenticato di dire in conferenza stampa. Lo sconto fiscale del 55% era a sostegno all’economia e all’ambiente secondo priorità universalmente riconosciute da Kyoto in poi. Chi ha realizzato l’intervento sulla sua casa nel 2008 potrà rimetterci fino a 15 mila euro”.
 
 “Non si comprende – ha dichiarato Edoardo Zanchini, responsabile energia di Legambiente - la ragione per la quale si è deciso di cambiare un provvedimento che ha avuto un grande successo e che permetteva alle famiglie di risparmiare sulle bollette elettriche e termiche grazie alla possibilità di installare impianti solari termici, caldaie a condensazione, interventi di efficienza energetica. A meno di voler proprio limitare il ricorso a questo tipo di incentivi”. “Tutto questo – sottolinea Zanchini – scoraggerà i cittadini, confonderà le imprese sempre più interessate alle rinnovabili, con grave danno per il Paese e per la lotta ai cambiamenti climatici. Chiediamo quindi al Governo di mettere mano al provvedimento per tornare a una procedura semplice, trasparente e sicura. Per dare finalmente un segnale di voler recuperare i ritardi del nostro Paese rispetto al resto d’Europa”.

I commenti dei lettori di Edilportale
Poiché condividiamo i timori di tutti i soggetti coinvolti, mettiamo a disposizione dei nostri lettori uno spazio per i commenti sul DL 185/2008.

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