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Superbonus, confermati i tempi più lunghi per condomìni, edifici plurifamiliari e case popolari
RISPARMIO ENERGETICO Superbonus, confermati i tempi più lunghi per condomìni, edifici plurifamiliari e case popolari
NORMATIVA

Detrazione 55%: inizia la conversione del decreto legge

di Rossella Calabrese

Si attende la cancellazione del silenzio-rifiuto e della retroattività delle norme sul bonus per il risparmio energetico

Vedi Aggiornamento del 09/01/2009
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09/12/2008 - Inizia oggi l’esame, da parte delle commissioni Bilancio e Finanze della Camera, della legge di conversione del DL 185/2008, il decreto anticrisi che, tra altre cose, modifica la procedura per la detrazione del 55% per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici.
 
In particolare l’art. 29 del DL prevede che:
- per le spese sostenute negli anni 2008, 2009 e 2010, occorre inviare un’istanza all’Agenzia delle Entrate (oltre che all’Enea), esclusivamente in via telematica;
- per le spese sostenute nel 2008, l’istanza potrà essere presentata dal 15 gennaio 2009 al 27 febbraio 2009. Per le spese sostenute nel 2009 e 2010, l’istanza andrà presentata dal 1° giugno e fino al 31 dicembre di ciascun anno;
- sono fissati limiti di spesa complessivi pari a 82,7 milioni di euro per il 2008, a 185,9 milioni di euro per il 2009, e 314,8 milioni di euro per il 2010;
- l’Agenzia delle Entrate esaminerà le istanze secondo l’ordine cronologico di invio e comunicherà, entro 30 giorni dalla ricezione dell’istanza, l’esito della verifica. In caso di accoglimento il contribuente potrà usufruire della detrazione. Decorsi 30 giorni dalla presentazione dell’istanza senza esplicito accoglimento da parte dell'Agenzia, l’assenso si intende non fornito (silenzio-rifiuto);
-  i contribuenti persone fisiche che, per le spese sostenute nel 2008, non presentano l’istanza alle Entrate o non ricevono l’assenso delle Entrate, beneficiano della detrazione del 36%. 
 
Immediatamente dopo l’entrata in vigore del provvedimento, si sono scatenate le proteste di cittadini, tecnici, associazioni e imprese , soprattutto contro la retroattività del provvedimento - che applica le nuove regole (istanza all’Agenzia delle Entrate e tetto di spesa) anche alle spese sostenute nel 2008 e contro i limiti di spesa complessivi fissati per ciascun anno ( leggi tutto ).
 
A seguito delle proteste, il Ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha annunciato che il Parlamento eliminerà la retroattività dell’art. 29( leggi tutto ), e che sarà modificata anche la procedura del silenzio-rifiuto.
 
Nelle stesse ore il Ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo , ha annunciato la presentazione di un emendamento per cancellare l’art. 29 del DL 185/2008 e ripristinare le norme sul bonus fiscale finora applicate ( leggi tutto )
 
 
Lo stralcio dell’art. 29 del DL 185/2008 è stato chiesto anche dalle maggiori associazioni del comparto delle costruzioni , con una lettera inviata al Governo e alle Commissioni Parlamentari.
 
Ance, Anima, Assistal, Cna, Confartigianato, Federlegno Arredo (Edilegno-Arredo, Assolegno, Assopannelli), Confindustria Federvarie, Finco (Acai, Andil, Anpe, Assites, Confindustria Ceramica, Confindustria Marmomacchine, Uncsaal) e Anit esprimono “stupore e gravissima preoccupazione” per le conseguenze sul comparto italiano delle costruzioni dell’articolo 29 del Decreto 185/2008, che arriva – si legge nella lettera – “mentre tutti i paesi dell’Unione Europea e gli Stati Uniti hanno approntato o stanno approntando provvedimenti destinati alle famiglie e alle imprese in grado, da un lato di fronteggiare il difficile momento congiunturale e dall’altro di rilanciare politiche improntate al risparmio energetico”.
 
“All’atto pratico – sottolineano le associazioni – il beneficio fiscale del 55%, anche per gli interventi eseguiti nell’anno solare in corso, sarà un privilegio di pochi fortunati che - presentando specifica istanza tra il 15 gennaio e il 27 febbraio 2009 per via telematica all’Agenzia delle Entrate - riusciranno ad arrivare primi nella “corsa” ai fondi stanziati.”
 
“È facile prevedere – si legge nella lettera – che le novità introdotte porteranno ad una forte riduzione degli interventi di risparmio energetico considerato che – soprattutto per le opere di maggiore rilievo e, quindi, di maggior costo – i contribuenti interessati difficilmente accetteranno il rischio di attivarsi senza la certezza di poter godere dell’agevolazione…Inoltre il decreto 185/2008 non disciplina nulla riguardo i soggetti IRES che hanno effettuato interventi nel 2008 e che, conseguentemente, non potranno neppure richiedere le agevolazioni del 36%.”
 
“Nei fatti – concludono le associazioni – questo provvedimento affossa quanto di buono le detrazioni del 55% avevano rappresentato nel 2007 e nel 2008 per le industrie, per i consumatori, per la riqualificazione del patrimonio immobiliare e conseguentemente per l’ambiente.”
 
Secondo le associazioni, questo provvedimento, che sovverte un programma triennale precedentemente deliberato dal governo, rischia di arrestare le riqualificazioni edilizie, comportare conseguenze disastrose sul piano occupazionale, incrementare l’economia sommersa, arrestare gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici con un aumento delle emissioni di CO2 nell’ambiente, danneggiare il 90% delle famiglie italiane che hanno realizzato interventi di riqualificazione edilizia nel 2008 e che ora rischiano di rimetterci migliaia di euro e, infine, minare seriamente la credibilità di tutti gli operatori (industrie, artigiani, professionisti).
 
Per questi motivi tutte le Federazioni e Associazioni firmatarie chiedono lo stralcio integrale dell’art. 29 dal decreto 185/2008.


Con un comunicato del 5 dicembre scorso, il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori ha chiesto al Governo di cancellare la riduzione degli incentivi fiscali a favore delle opere edilizie finalizzate al contenimento dei consumi energetici, contenuta nel DL 185/2008. Secondo il CNAPPC, tale provvedimento è contrario ai principi di salvaguardia ambientale stabiliti in sede europea dalla Carta di Lipsia, oltre ad arrecare danni alla ricerca, allo sviluppo economico e alla qualità della vita dei cittadini. La richiesta è stata inoltrato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, ai Ministri dell’Economia e dell’Ambiente, ai presidenti delle competenti Commissioni parlamentari e alle testate giornalistiche, con l’auspicio che, in occasione del dibattito parlamentare, vengano inseriti i necessari correttivi nella legge di conversione.

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