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NORMATIVA

Umbria, parametri certi per l’attività edilizia

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Col nuovo regolamento fissate le dimensioni delle edificazioni

Vedi Aggiornamento del 07/04/2009
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01/12/2008 - Nuovi criteri per la regolamentazione dell’attività edilizia in Umbria. Il Regolamento Regionale n.9 del 3 novembre 2008 applica la Legge Regionale 1/2004 , ponendo criteri per la regolamentazione dell’attività edilizia, il calcolo delle superfici, le volumetrie, le altezze e le distanze relative all’edificazione.
 
Il Regolamento chiarisce i concetti di superficie territoriale, terreno agricolo e potenzialità edificatoria, calcolabile applicando l’indice di utilizzazione territoriale alla superficie. Sono riprese dalla vecchia normativa anche le opere di urbanizzazione primaria, che includono strade locali e urbane, percorsi pedonali, aree di sosta e parcheggio, fognature, reti idriche, illuminazione, verde attrezzato e piazzole per la raccolta differenziata.
 
Con le nuove disposizioni le aree di soste devono misurare 2,50 per 5,50 metri, mentre le corsie di manovra devono essere lunghe 3,50 metri lineari per la sosta longitudinale e 6 per quella perpendicolare. I marciapiedi di loro pertinenza non possono invece avere una larghezza inferiore a 1,50 metri.
 
Con opere di urbanizzazione secondaria si intendono invece asili nido, scuole, mercati, chiese, impianti sportivi e centri sanitari, le cui superfici sono determinate dal piano comunale dei servizi o dagli strumenti urbanistici.
 
Sono molti gli approfondimenti introdotti. Nel caso di intervento edilizio diretto la superficie fondiaria corrisponde alla superficie edificabile del lotto. Le aree asservite ad un edificio possono restare di proprietà diversa o essere cedute a terzi, purché nell’atto pubblico di trasferimento risulti l’obbligo della loro in edificabilità.
 
Se si interviene su di un edificio esistente con aggiunta di un nuovo corpo di fabbrica, o si realizzano nuovi edifici nelle superfici territoriale o fondiaria, per determinare la superficie da asservire al nuovo intervento devono essere considerati anche gli edifici già esistenti.
 
In caso di ristrutturazioni si può intervenire sull’area di sedime, quella ottenuta con la proiezione delle murature portanti sul piano orizzontale, a patto che resti un punto di contatto con quella originaria.
 
Le ristrutturazioni possono anche modificare la sagoma degli edifici nel rispetto del piano urbanistico e tenendo in considerazione che i regolamenti comunali stabiliscono, in base alle pendenze, limitazioni negli scavi ai fini della realizzazione della quota di spiccato, la parte di terreno che si trova nel punto di contatto con la parete del prospetto edilizio.
 
Secondo la norma regionale non costituisce incremento della superficie utile coperta l’inserimento di nuovi piani all’interno di edifici esistenti a destinazione artigianale e industriale, dove per superficie utile si intende la somma delle superfici coperte di ogni piano dell’edificio.
 
Definite anche le altezze utili dei locali di nuova costruzione, le opere pertinenziali e le distanze tra edifici, che non possono essere inferiori a quelle preesistenti. Caratteristiche che, se discrepanti dalle precedenti disposizioni, saranno trasferite nelle normative tecniche di attuazione sei piani regolatori generali.
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