Network
Pubblica i tuoi prodotti
Vai al prossimo articolo
Sismabonus 110%, come si calcolano i limiti di spesa
RISTRUTTURAZIONE Sismabonus 110%, come si calcolano i limiti di spesa
RISPARMIO ENERGETICO

Detrazione 55%, i danni a edilizia e settore serramenti

di Paola Mammarella

Centro Studi Uncsaal: mercato delle riqualificazioni energetiche fermo a causa dell’incertezza legislativa

Vedi Aggiornamento del 30/12/2008
Commenti 9937
18/12/2008 – E’ ancora al centro delle polemiche il Decreto Legge 185/2008 del 29 novembre. Ad attaccare la norma anticrisi questa volta è il centro studi dell’Uncsaal, Unione nazionale costruttori serramenti acciaio alluminio leghe facente capo a Confindustria.
 
Sono state diffuse in una nota le stime dei danni provocati dal blocco delle detrazioni del 55% per i mesi dicembre 2008 e gennaio 2009. La perdita economica causata dal decreto si attesta sui 600 milioni di euro per il comparto edilizio, mentre scende a 216 milioni per il settore dei serramenti.
 
Secondo quanto affermato da Libero Ravaioli, presidente dell’Uncsaal, durante una riunione della Commissione Studi Economici, il danno si protrarrà per tutto il mese di gennaio a causa dell’incertezza legislativa che grava sul provvedimento. L’approvazione definitiva del testo di legge è infatti prevista per la fine di gennaio 2009.
 
Per Ravaioli il decreto anticrisi avrebbe ulteriormente aggravato la situazione dell’edilizia italiana, provata da crisi economica, recessione, rallentamento degli investimenti e difficoltà a reperire il credito.
 
L’attacco al 55% operato dal decreto e il blocco del mercato delle finestre stanno infatti causando un effetto psicologico negativo sulle famiglie che avevano intenzione di effettuare interventi di riqualificazione energetica nel proprio appartamento.
 
Il dilatarsi dei tempi per l’iter di conversione in legge del decreto anticrisi farà restare fermi gli investimenti anche nel mese di gennaio, rendendo difficile il recupero della fiducia nell’effettività degli sgravi nonostante la possibilità che vengano apportate modifiche ed emendamenti al testo di legge.
 
Il Direttivo dell’Uncsaal ha intanto presentato una mozione al Parlamento in esprime la totale contrarietà all’abolizione delle agevolazioni sulle riqualificazioni. Le oltre 10 mila piccole e medie imprese del settore, che fatturano circa 2,75 miliardi di euro e occupano 30 mila lavoratori, verrebbero pesantemente danneggiate, con conseguenze negative anche sulle emissioni di anidride carbonica.
 
Secondo l’Uncsaal non può bastare dichiarazione del ministro Tremonti, che ha annunciato l’intenzione di eliminare la retroattività al 2008 delle nuove norme perché la sostanza del provvedimento non cambia. Il governo sta decidendo di fatto di annullare un incentivo che in due anni di operatività ha permesso più di 200.000 interventi per una spesa di circa 1.950 milioni di euro con un conseguente notevole gettito fiscale e che invece, già a partire dal 2009, per effetto dei limiti di spesa imposti dall’articolo 29, non darebbe vita a più di 35.000 investimenti.
 
L’impegno da parte di Governo e Parlamento di stralciare completamente l’articolo 29 del decreto darebbe invece ad imprese e investitori un segnale positivo, con un conseguente impulso alla spesa e un allineamento dell’Italia agli standard europei.

Partecipa alla discussione ( commenti) Utilizza il mio account Facebook Non hai un account Facebook? Clicca qui