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RISTRUTTURAZIONE

Architettura rurale: indirizzi MiBac per valorizzarla

di Rossella Calabrese

Bandi per l’assegnazione di contributi a soggetti pubblici e privati

10/12/2008 - Valorizzare l’architettura rurale, garantendo la conservazione degli elementi tradizionali e delle caratteristiche storiche, architettoniche e ambientali degli insediamenti. È questa la finalità della Direttiva del 30 ottobre 2008 emanata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
 
Il provvedimento definisce tipologie di architettura rurale gli insediamenti agricoli, edifici o fabbricati rurali, presenti sul territorio nazionale, realizzati tra il XIII ed il XIX secolo e che costituiscono testimonianza significativa, nell’ambito dell'articolazione e della stratificazione storica, antropologica ed urbanistica del territorio, della storia delle popolazioni e delle comunità rurali, delle rispettive economie agricole tradizionali, dell’evoluzione del paesaggio.
 
Rientrano nelle predette tipologie gli elementi tipici degli insediamenti rurali specificati all’art. 1, commi 2 e 3 del Decreto MiBAC 6 ottobre 2005 .
 
La Direttiva prevede che le regioni e le province autonome, nell’ambito delle proprie competenze di pianificazione e programmazione territoriale, individuano nel proprio territorio, sentita la competente Soprintendenza, gli insediamenti di architettura rurale meritevoli di attenzione, e predispongono appositi programmi triennali, definendo le forme di intervento e le modalità di incentivazione atte a consentire la realizzazione degli obiettivi della Direttiva stessa.
 
I programmi regionali definiscono le politiche generali per la tutela e la valorizzazione delle tipologie di architettura rurale anche sotto il profilo paesaggistico e ambientale, provvedendo a:
- stabilire le linee di azione, le procedure e le modalità di approvazione degli interventi da promuovere, attraverso l’assegnazione, a soggetti pubblici o privati, dei benefici finanziari previsti dalla legge;
- definire i requisiti di ammissibilità delle richieste di contributo e le percentuali massime di finanziamento ammissibili.
 
Le Regioni e le province autonome, nel corso dell’elaborazione del programma regionale, possono concludere intese con altre amministrazioni pubbliche, con fondazioni bancarie e altri soggetti privati, allo scopo di coordinare e integrare le misure regionali con le iniziative dei medesimi soggetti. Nell’ambito di questi accordi, può essere stabilito il co-finanziamento degli interventi con risorse di altri soggetti pubblici o privati.
 
Le risorse assegnate al Fondo nazionale per la tutela e la valorizzazione dell’architettura rurale sono ripartite tra le regioni e le province autonome sulla base dei programmi regionali, proporzionalmente alle richieste di finanziamento relative agli interventi effettivamente approvati e in rapporto alla quota di risorse messe a disposizione dalle singole regioni e province autonome.
 
Per l’attuazione del programma regionale, le regioni e le province autonome predisporranno, nel corso del triennio, i bandi secondo il modello allegato alla Direttiva (allegato A), per la selezione degli interventi da ammettere a finanziamento. Le domande di contributo dovranno essere corredate da uno studio di fattibilità.
 
La concessione dei contributi è subordinata alla non trasferibilità degli immobili per almeno un decennio, all’avvenuto rilascio dei permessi per la realizzazione delle opere e alla redazione del preventivo di spesa. Il mancato inizio dei lavori entro sei mesi dal rilascio delle autorizzazioni o la difformità dei lavori rispetto ai progetti approvati comporta la revoca dei contributi.
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