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Venezia: pronto l'edificio di Alvaro Siza alla Giudecca
ARCHITETTURA

Venezia: pronto l'edificio di Alvaro Siza alla Giudecca

di Roberta Dragone
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Grandi firme dell’architettura per l’edilizia popolare

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14/01/2009 - Linee semplici e ricorrenze marmoree, con ampie logge all’ultimo piano affacciate su una grande piazza sostituiscono a Venezia i vecchi casermoni dell’edilizia popolare. Il 23 dicembre scorso l’Ater ha consegnato al Comune un nuovo edificio con 32 alloggi di edilizia residenziale pubblica firmato da Alvaro Siza. L’intervento rientra nell’ambizioso progetto di riqualificazione architettonica e urbanistica dell’area di Campo di Marte nell’isola della Giudecca .
 
L’idea di realizzare per l’edilizia residenziale pubblica di Venezia nuove opere firmate dai più grandi nomi dell’architettura contemporanea risale al 1983 quando lo Iacp di allora, d’intesa con il Comune, decise di abbattere un consistente numero di vecchi edifici abitati e di dar vita a un nuovo complesso edilizio. Obiettivo di tale operazione, la rimodulazione del tessuto urbanistico e socio-economico di un’area particolarmente pregiata, posta alle spalle della Chiesa delle Zitelle, di fronte alla splendida cornice della Madonna della Salute e al bacino di San Marco.
Per ottenere un risultato degno della singolarità e unicità della città di Venezia e del particolare sito, Iacp e Comune indissero un concorso internazionale di progettazione su invito, interpellando una decina tra i più famosi architetti italiani e stranieri. La gara per il Progetto Urbanistico fu vinta dall’architetto portoghese Alvaro Siza Viejra, mentre la progettazione degli edifici fu affidata agli architetti Carlo Aymonino , Aldo Rossi , allo stesso Alvaro Siza Viejra e allo spagnolo Raphael Moneo .
 
L’edificio consegnato dall’Ater il mese scorso rappresenta il terzo stralcio dell’intervento programmato. Gli edifici di Aymonino e Rossi, per complessivi 51 alloggi, furono consegnati l’8 settembre del 2004. I 32 alloggi appena completati danno forma al primo braccio dell’edificio a forma di L rovesciata progettato da Siza, che prevede complessivamente 51 alloggi disposti su quattro piani. Si sta ora avviando la costruzione della seconda schiera di 19 alloggi che disegnerà un angolo retto con il braccio appena consegnato.
 
Il volume progettato da Siza presenta linee semplici e ricorrenze marmoree, come di marmorino è l’intonaco. Ampie logge all’ultimo piano, ricavate all’interno del volume, si affacciano sulla futura “piazza” del rinnovato Campo di Marte.
L’edificio si sviluppa su tre piani più il piano terra, ciascuno con ascensore. I 32 appartamenti presentano diverse metrature: sette con una sola camera da letto, ventidue con due camere da letto, ed i restanti tre con tre camere da letto. Tutti sono dotati di serramenti di legno, pavimenti di legno nelle camere, finiture di qualità, riscaldamento autonomo, e sono raggiungibili da persone diversamente abili. Tre, al piano terreno, sono appositamente progettati per le esigenze delle persone portatrici di handicap.
 
Dalla parte opposta è prevista la costruzione di un altro edificio, su progetto dell’architetto spagnolo Raphael Moneo. Una volta ultimate, le due ali disegnate da Siza e Moneo formeranno un grande cortile interno di cui Siza aveva previsto in parte la trasformazione in giardini destinati ai residenti del pian terreno.
All’angolo tra le due strutture è prevista una piazza che nella tipologia costruttiva e nell’arredo richiamerà i tradizionali “campielli” veneziani: una facciata in pietra estremamente semplice arricchita solo da uno zoccolo, anch’esso in pietra, che corre lungo l’edificio evocando la grande tradizione delle facciate veneziane a frontoni.
 
I lavori della prima schiera di alloggi progettati da Siza, per un importo di tre milioni di euro a cui vanno aggiunti altri 1,4 milioni per demolizioni, spese tecniche, oneri di urbanizzazione e imposte, sono stati diretti dai tecnici dell’Ater di Venezia e realizzati dalle imprese Vettore Costruzioni s.r.l. e Ettore Bortoli s.r.l. di Venezia.
 
Gli edifici progettati da Carlo Aymonino e Aldo Rossi, abitati dal 2004, accolgono rispettivamente 26 e 25 alloggi.
 
L’edificio di Aymonino, a forma di H, si sviluppa su quattro piani serviti da due entrate, due scale e due ascensori. Il volume è caratterizzato da una copertura centrale a piramide trasparente che consente di illuminare i corridoi, le scale, e lo spazio tra essi compreso che, a terra, si configura come un passaggio coperto semipubblico.
Tutti gli appartamenti dispongono di proprio magazzino; due sono attrezzati per persone disabili, mentre tutti sono adattabili e visitabili per persone con difficoltà motorie.
 
L’edificio progettato da Rossi presenta la forma di una U rovesciata, e si sviluppa su quattro piani abitabili e un piano sottotetto nel quale sono state ricavate le soffitte. È dotato di quattro accessi, quattro scale, e quattro ascensori. Tutti gli alloggi dispongono di soffitta.
Anche in questo edificio due alloggi sono attrezzati per persone disabili, mentre tutti gli appartamenti sono adattabili a persone con difficoltà motorie.
La copertura dei due corpi di fabbrica è a volta, ed è coperta con lastre metalliche curve espressamente progettate da Rossi. Gli elementi edilizi sono collegati fra loro da un sistema di terrazze praticabili che conferiscono al complesso la particolare forma.
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