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Big, Inaba, Mad, e Mass per la città di Ansan
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Big, Inaba, Mad, e Mass per la città di Ansan

di Rossella Calabrese

In corso la mostra ''Gyeonggi Moma@Ansan''

Vedi Aggiornamento del 03/06/2009
13/01/2009 – Non c’è dubbio, si tratta di un evento ben riuscito. “Divertente”, “inquietante”, “futuristica”, “inutile”, “geniale”, queste sono solo alcune delle definizioni con cui la stampa internazionale specializzata discute, ormai da diversi giorni a questa parte, della mostra “ Gyeonggi Moma @ Ansan ”.  
 
A organizzare l’esposizione, il Gyeonggi Museum of Modern Art di Ansan (città sud coreana nei pressi di Seoul), che ha convocato quattro noti studi di architettura del calibro di Big , Inaba , Mad , e Mass , invitandoli a immaginare un nuovo insediamento urbano all’interno di Ansan City. Il masterplan del progetto è stato disegnato congiuntamente dal quartetto, ogni team ha poi proceduto autonomamente nell’ideazione di un nuovo edificio. Fine ultimo: rivisitare radicalmente lo scenario cittadino.
 
A guidare il lavoro dei progettisti, il principio di “economia di scala”. “Il boom edilizio globale ha reso celebri gli architetti che hanno disegnato strutture iper-elaborate. L’attuale crisi economica lascia pensare che qualcosa debba cambiare. Si teme l’equivalenza tra tagli agli investimenti e tagli nella forma – spiega Jeffrey Inaba, curatore della mostra. Big, Inaba, Mad e Mass credono che le architetture non debbano essere meno complesse nella geometria, ma più funzionali nella forma. Con questo spirito abbiamo collaborato creando un proposta indicativa di cosa voglia dire l’espressione ‘costruito versatile’. Per rispondere all’instabilità dell’attuale congiuntura economica, proponiamo un’architettura “scalabile”, capace di adattare le sue dimensioni in base al capitale disponibile. Se questo diminuisce, il volume assume proporzioni ridotte, viceversa, in caso di copiosi finanziamenti, la struttura può essere ampliata. Un progetto deve restare “abitabile” anche se “ridotto” o “ingrandito” del 20, 30, o 40%”.
 
Con questo proposito, la mostra, allestita nella hall del museo, si serve di immagini ed animazioni, ma, soprattutto di quattro insoliti modelli in scala “site specific”, pensati non solo per illustrare le caratteristiche delle architetture progettate, ma per servire, al contempo da arredo nello spazio espositivo.
  
Il progetto di Mad, chiamato “Beautiful Minds”, è pensato come “risposta artificiale e intelligente all’ambiente naturale di Ansan. Su scala urbana, il progetto prende la forma di una piramide sormontata da tentacoli culminanti in grandi gusci che proiettano fasci di luce sui luoghi più belli della città. Il modello in scala del progetto esposto nel Museo diventa invece parte dell’arredamento, offrendo sedute dove poter leggere e imparare, illuminati dai ‘tentacoli-lampada’”, spiegano i progettisti del team.
 
Walk this Way”, progetto firmato da Inaba, “disegna una struttura tridimensionale in grado di fungere da indicatore di direzione. Nella sua versione urbana, l’edificio viene collocato ai margini della città. Le estremità del fabbricato, alla maniera di frecce puntate, sono ‘direzionate’ verso l’area cittadina destinata ad ospitare il maxi progetto creato dai quattro studi, come ad esaltarne la presenza. Le unità residenziali su questi lati della struttura si affacciano sul waterfront e sul centro cittadino, mentre gli alloggi collocati sui fronti esterni longitudinali godono di una vista sulle piazze pubbliche. Il modello in scala di Walk this Way si “trasforma” in reception dell’esposizione, indicando, con le sue due estremità, come raggiungere lo spazio mostra ed il punto informazioni. In dimensioni ancor più ridotte il modello diventa una lampada”.
 
 “Come in un puzzle tridimensionale, il progetto si compone di singole componenti che possono agire individualmente o collettivamente, creando un ampia gamma di programmi e forme”, asseriscono i progettisti di Mass a proposito del lavoro “Mutated Slabs and Robotic Towers”. “Le nuove forme producono nuove tipologie e nuove identità urbane per questa Ansan City/Futurama. Su scala urbana, le piastre mutanti (Mutated Slabs) sono ricavate dalla scomposizione di un unico blocco in più volumi eterogenei ma formalmente interrelati. La collocazione di nuovi edifici all’interno della rigida griglia residenziale preesistente crea un' ‘irregolarità organizzata'. Le Robotic Towers creano insolite combinazioni spaziali grazie al continuo movimento delle singole componenti attorno all’asse verticale del corpo. Dalla somma o dalla divisione delle parti deriva la configurazioni di ‘distretti urbani mutanti’ ed il costante ‘aggiornamento’ dello skyline cittadino. All’interno dell’esposizione, i modelli del progetto, variamente combinati ed orientati, diventano panche o tavoli. In dimensioni ancor più ridotte, le due architetture si trasformano in pezzi di un piccolo puzzle – souvenir, acquistabile nello shop del Museo”.
 
Urban Porosity” è un progetto firmato da BIG in risposta alla decisa preponderanza, nella pratica progettuale sud coreana, di due tipologie costruttive: l’edificio a torre e la piastra residenziale.  
 
“I recenti sviluppi urbani di Ansan hanno visto la ripetizione di progetti identici. Gli interni sono disegnati con cura e dimensionati secondo le statistiche di vendita; una volta rispettati i parametri di massima densità abitativa, razionalità costruttiva e minimo afflusso di luce naturale, a farne le spese è la progettazione degli esterni –commenta il team. La nostra proposta per Ansan si basa sulla volontà di reintrodurre all’interno del tessuto urbano le aree outdoor, pubbliche e private. Accettando l’idea per cui la città consta di entità private più o meno simili, abbiamo pensato a un nuovo quartiere composto da abitazioni unifamiliari dotate di giardino privato. Solitamente ci si trova davanti al binomio “giardino o panorama”, “verticale o orizzontale”, “fitto o aperto”, “urbano o suburbano”. I nuovi 'appartamenti porosi' di Ansan disporranno di entrambe le condizioni. Spostando leggermente le varie unità abitative, gli spazi ricavati si trasformano in terrazze verdi, ritmate dalle pareti verticali esterne dei caseggiati. In scala 1:20 i modellini delle abitazioni si trasformano in moduli espositivi del bookshop del Museo”.
 
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