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FINANZIAMENTI

Infrastrutture: obiettivo mancato per fondi insufficienti

di Paola Mammarella

Destinati a adeguamento prezzi, spese correnti e di gestione metà delle risorse stanziate dal Cipe

Vedi Aggiornamento del 06/03/2009
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26/01/2009 – Infrastrutture penalizzate con meno fondi a disposizione. Al momento non sembra attuabile il piano di concentramento delle risorse sulle opere di valore strategico. Il Cipe aveva infatti stanziato 4,8 miliardi di euro, ottenuti sottraendo agli originari 7,3 milioni le pre-assegnazioni concesse con il decreto anticrisi ( Leggi Tutto ).
 
Con il Decreto Legge 112/2008 è stata introdotta la riprogrammazione delle risorse nazionali per il periodo dal 2007 al 2013, appartenenti al Fas, Fondo per le aree sottoutilizzate, ed è stato introdotto il Fondo Infrastrutture. In base al testo di legge la riprogrammazione deve interessare i programmi Fas nazionali non approvati dal Cipe, come le reti per la mobilità nel mezzogiorno e le infrastrutture del Centro – Nord.
 
Il Decreto Legge anticrisi 185/2008 ha confermato l’intenzione di concentrare sulle infrastrutture una parte delle risorse derivanti dal Fas, così come la volontà di estendere la portata del fondo infrastrutture alla sicurezza delle scuole, risanamento ambientale e edilizia carceraria.
 
Il Cipe, nella riunione del 18 dicembre, ha assegnato al Fondo infrastrutture strategiche 7356 milioni di euro come prima parte delle risorse Fas. La quota deve suddividersi in 900 milioni per l’adeguamento dei prezzi e 2790 milioni ulteriormente ripartiti in 960 milioni per l’acquisto di materiale rotabile, 1440 milioni per i contratti di servizio Trenitalia e 390 milioni da destinare alla privatizzazione della compagnia Tirrenia.
 
Restano quindi disponibili 3666 milioni di euro, sui quali il Centro Studi dell’Ance, Associazione nazionale dei costruttori italiani, ha condotto una serie di considerazioni di riepilogo. Sono diminuite le risorse per gli investimenti infrastrutturali, che non ricoprono più una via prioritaria dal momento che più della metà è stata destinata a spese correnti e di gestione.
 
Incertezza anche sui fondi Fas, ancora non riprogrammati in chiave anticiclica. Non è finora stato attuato il piano di opere medio piccole e immediatamente cantierabili, trasmesso dall’Ance al Ministero per lo Sviluppo Economico per dare impulso al sistema locale.
 
Rimangono dubbi anche in merito al quadro generale della programmazione e alle risorse che possono essere assegnate successivamente. Secondo le stime del Ministero il fondo infrastrutture strategiche ammonta a 12,8 miliardi. Data l’opposizione delle regioni al ridimensionamento delle quote Fas regionali, esiste il rischio di tagli solo ai Fas nazionali, quindi al fondo infrastrutture, che scenderebbe a 11 miliardi.
 
Alla componente infrastrutture sono già stati assegnati 7,4 miliardi. Rimangono senza finanziamenti i settori energia e telecomunicazioni, cui deve provvedere il fondo infrastrutture strategiche. È quindi difficile ipotizzare un rifinanziamento delle infrastrutture.

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