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LAVORI PUBBLICI

Appalti: riparte il Regolamento attuativo del Codice

di Rossella Calabrese

Parere favorevole del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici sul testo modificato dopo i decreti correttivi

Vedi Aggiornamento del 17/12/2009
16/01/2009 – Nell’Assemblea Generale del 19 dicembre 2008, il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ha espresso Parere favorevole sul Regolamento attuativo del Codice dei contratti pubblici ( Dlgs 163/2006 ).

Il Regolamento è stato nuovamente sottoposto all’esame del CSLLPP (il 6 novembre 2008 il nuovo testo è stato trasmesso al CSLLPP dal Ministero delle Infrastrutture), dopo l’adeguamento al parere del Consiglio di Stato ( leggi tutto ), alle osservazioni dell’Autorità per la Vigilanza sui contratti pubblici e della Corte dei conti ( leggi tutto ) e alle disposizioni introdotte dal  secondo e dal terzo correttivo al Codice, che hanno ampliato le materie demandate al regolamento ( leggi tutto ).
 
Numerose sono tuttavia le osservazioni formulate dal Consiglio Superiore LLPP: viene proposto di inserire nel Regolamento tutte le norme del Capitolato Generale (di cui al DM 145/2000); viene segnalata la necessità di raccordare il Regolamento con le disposizioni in materia di sicurezza sul lavoro, di cui al Dlgs 81/2008, in particolare con quelle relative al Documento unico di valutazione dei rischi da interferenze” (DUVRI).
 
Poiché non risultano del tutto chiare le responsabilità del validatore rispetto a quelle del progettista (art. 56), il Consiglio ribadisce che, dall’analisi delle disposizioni relative ai contenuti dell’attività di verifica della progettazione, non si evince che il verificatore possa rispondere, seppur nei limiti della propria attività, per eventuali errori del progetto verificato. Ciò comporterebbe conseguenze concrete in quanto, ove si rendesse responsabile il verificatore degli errori progettuali:
- verrebbe estesa impropriamente l’attività del verificatore alla elaborazione progettuale;
- verrebbe automaticamente attenuata la responsabilità del progettista a fronte della responsabilità del verificatore;
- verrebbero incrementati i costi delle polizze assicurative e sarebbe necessario prevedere l’autonomia della compagnia assicuratrice del verificatore rispetto a quella del progettista;
- verrebbe estesa al verificatore la nozione di errore progettuale senza alcuna precisazione in merito.
Secondo il CSLLPP, la procedura di verifica – così come disciplinata – diluisce le eventuali responsabilità del progettista ripartendole, con inevitabili contenziosi tra responsabili del procedimento, eventuale soggetto o componenti degli uffici tecnici di supporto, soggetti incaricati delle verifiche e soggetti che hanno prestato le rispettive assicurazioni. Pertanto – suggerisce il Consiglio – la responsabilità del verificatore non dovrebbe essere uguale a quella del progettista; infatti per il primo esiste “l’obbligo di mezzi”, per il progettista “l’obbligo di risultato”.
 
Viene proposto di eliminare la norma (art. 61, seconda parte del comma 2) che stabilisce che le imprese che intendono associarsi o consorziarsi possono usufruire del beneficio dell’incremento del 20% soltanto se possiedono un requisito minimo pari al 20% dell’importo a base d’asta. Ciò crea una disparità con le imprese che si presentano da sole e penalizza le unità produttive minori.
 
Il Regolamento, nel disciplinare i requisiti di qualificazione per la categoria OG 11 (art. 79, comma 16), prevede che l’impresa debba essere in possesso dei requisiti speciali previsti per ciascuna delle categorie di opere specializzate OS3, OS5, OS28 e OS30, nella misura pari almeno ad una percentuale corrispondente rispettivamente al 40%, al 20%, al 70% e al 70%.
Il Consiglio, pur concordando sulla necessità di operare una maggiore selezione delle imprese da ammettere alla categoria OG 11, osserva che la percentuale minima stabilita per la categoria OS 5 (impianti pneumatici ed antintrusione) non sembra rispecchiare la reale incidenza percentuale di tali impianti rispetto all’insieme degli impianti tecnici. Inoltre, il sistema di qualificazione previsto per la OG 11, limitando notevolmente la possibilità di accedere alla qualificazione nella categoria, potrebbe produrre un effetto distorsivo sul mercato degli appalti pubblici, costituendo una limitazione della concorrenza, data la presenza sul mercato di uno scarso numero di imprese qualificate OG 11, rispetto al numero di appalti per i quali è richiesto il possesso in tale categoria.
Viene quindi proposto di escludere dall’insieme degli impianti tecnologici compresi nella categoria OG 11 gli “impianti pneumatici ed antintrusione” di cui alla categoria OS 5, che verrà pertanto a configurarsi come categoria a sé stante, alla stregua delle altre categorie di opere specializzate diverse dalla OS 3, OS 28 e OS 30.
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