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Subappalto, possibile vietarlo alle imprese di categoria OG11

di Paola Mammarella

Tar Lazio: divieto in presenza di lavorazioni speciali superiori al 15% del valore dell’appalto

Vedi Aggiornamento del 15/02/2011
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12/01/2009 – Non è più preclusa la possibilità per le amministrazioni appaltanti di individuare per le imprese munite di attestazione Soa nella categoria OG11 ‘impianti tecnologici’ opere riconducibili alle categorie speciali per cui il Decreto Legislativo 163/2006 (Codice Appalti) prevede il divieto di subappalto.
 
Lo ha stabilito il Tar Lazio di Roma , che con la sentenza 11692/2008 del 18 dicembre ha riconosciuto e posto l’accento sulla natura composita della categoria in questione.
 
Il Decreto Legislativo 163/2006 non sarebbe infatti applicabile alla categoria OG11, ma l’individuazione al suo interno di lavorazioni speciali può far prevalere l’esigenza del controllo sulla professionalità dell’esecutore in base al peso percentuale che le lavorazioni speciali ricoprono nell’appalto.
 
In presenza di determinati presupposti la stazione appaltante può quindi negare il subappalto per garantirsi il controllo diretto sui requisiti di carattere oggettivo e soggettivo dell’impresa aggiudicataria.
 
Nella specie, il bando di gara a cui la società ricorrente aveva partecipato indica quale oggetto dell’appalto “impianti elettrici”, categoria OG11. Questa categoria però, che qualifica i lavori di cui si tratta, raggruppa in sé varie tipologie di opere altamente specializzate che sono interconnesse tra loro e non eseguibili separatamente.

 
Il fatto che la sigla OG11 indichi una categoria generale di opere non può impedire il divieto di subappalto dal momento che è caratterizzata da un elevato contenuto tecnologico e  da una rilevante complessità tecnica.
 
L’Amministrazione per giustificare il divieto imposto avrebbe dovuto indicare nel bando quali opere speciali superano la soglia del 15% dell’importo dell’appalto. Nel caso in esame però tale indicazione non occorreva perchè la sola categoria specialistica con una incidenza superiore al 15% del valore dell’appalto, e cioè la OS 30 (impianti interni elettrici, telefonici, radiotelefonici e televisivi), assorbe la quasi totalità dell’importo dei lavori da eseguire, come è rilevabile dalla documentazione di gara.
 
Ne consegue che il divieto di subappaltare le opere oggetto di gara è stato legittimamente previsto dalla Stazione appaltante anche in relazione al bando di gara che, dopo aver richiamato il divieto di subappalto e precisato che le lavorazioni devono essere eseguite direttamente dai soggetti affidatari e non possono essere affidate in subappalto, rimanda a quelle lavorazioni che, nell’ambito del processo realizzativo dell’opera, necessitano di una particolare specializzazione e professionalità.

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