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NORMATIVA

Bonus 55%: a breve il voto sulle modifiche all’articolo 29

di Rossella Calabrese

Via la retroattività. Nessuna traccia del modello per inviare l’istanza all’Agenzia delle Entrate

Vedi Aggiornamento del 03/03/2009
08/01/2008 - Riprende oggi, dopo la pausa natalizia, l’esame presso le Commissioni Bilancio e Finanze della Camera del disegno di legge di conversione del DL 185/2008 anticrisi, il cui articolo 29 subordina all’assenso dell’Agenzia delle Entrate la detrazione del 55% delle spese per la riqualificazione energetica degli edifici.
 
Nelle scorse settimane sono stati presentati numerosi emendamenti al DL, mentre oggi sono attesi gli emendamenti dei relatori: tra le modifiche quasi certe vi è l’eliminazione della retroattività e l’allungamento da 3 a 10 anni del periodo nel quale sarà possibile usufruire della detrazione; quasi certamente sarà confermata la percentuale del 55% dello sconto fiscale, accantonando quindi l'ipotesi della riduzione dello sconto al 40-45% ipotizzata nei giorni scorsi.

Conforta parzialmente la dichiarazione rilasciata oggi dal Ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, secondo la quale il bonus del 55% potrebbe essere ripristinato nell'arco di una settimana. L'unico nodo da sciogliere è infatti la copertura di bilancio, dovuta a una domanda di contributi troppo alta rispetto ai fondi stanziati.
 
Entro il 29 dicembre 2008 l’Agenzia delle Entrate avrebbe dovuto pubblicare sul proprio sito Internet il modello da utilizzare per presentare l’istanza di accesso alla detrazione del 55% delle spese sostenute nel 2008 per la riqualificazione energetica degli edifici. Tale modello non è stato ancora pubblicato, lasciando in una situazione di incertezza i contribuenti che hanno effettuato lavori nel 2008 e che, ad oggi, sono tenuti, ai sensi del DL 185/2008, ad inoltrare l’istanza alle Entrate.
 
Infatti, il DL 185/2008 prevede l’obbligo di inviare un’istanza all’Agenzia delle Entrate per detrarre le spese sostenute. L’istanza relativa alle spese del 2008 può essere presentata dal 15 gennaio al 27 febbraio 2009, mediante il modello che era atteso per il 29 dicembre 2008. Se il 15 gennaio il modulo non sarà ancora stato pubblicato, ai contribuenti non sarà data la possibilità di richiedere la  detrazione cui avrebbero diritto, perché l’amministrazione dello Stato non avrà fornito gli strumenti previsti da una legge dello Stato.
 
Le annunciate modifiche al DL – tra cui la modifica della procedura di accesso alla detrazione – sono all’esame del Parlamento, e saranno votate in questi giorni; occorrerà però aspettare l’entrata in vigore della legge di conversione perché diventino efficaci, e ciò non accadrà di sicuro prima del 15 gennaio.
 
Le novità introdotte da DL 185/2008
Il DL 185/2008 prevede l’obbligo di inviare un’istanza all’Agenzia delle Entrate per detrarre le spese sostenute negli anni 2008, 2009 e 2010.
L’istanza relativa al 2008 potrà essere presentata dal 15 gennaio al 27 febbraio 2009. Per le spese sostenute nel 2009 e 2010, l’istanza andrà presentata dal 1° giugno e fino al 31 dicembre di ciascun anno.
Le domande saranno esaminate in ordine di arrivo e accolte fino al raggiungimento dei limiti di spesa fissati a 82,7 milioni di euro per il 2008, a 185,9 milioni di euro per il 2009, e 314,8 milioni di euro per il 2010. Decorsi 30 giorni dalla presentazione dell’istanza senza esplicito accoglimento da parte dell'Agenzia, scatta il silenzio-rifiuto.
I contribuenti persone fisiche che, per le spese del 2008, non presentano l’istanza o non ricevono l’assenso, beneficiano della detrazione del 36%. 
 
Le reazioni e le contromisure del Governo
L’articolo 29 del DL anticrisi ha suscitato un coro di proteste da parte delle aziende del settore, dei cittadini che hanno visto mettere in forse la detrazione del 55% delle spese già sostenute, dei tecnici e delle associazioni. Immediatamente il Governo ha annunciato modifiche alla norma in sede di conversione, assicurando l’eliminazione degli effetti retroattivi (cioè dell’applicabilità alle spese sostenute nel 2008) e della procedura del silenzio-rifiuto.

L’esame del ddl di conversione è proseguito fino al 23 dicembre scorso, mentre oggi inizieranno le votazioni sugli emendamenti.


La proposta di eliminare la retroattività per il 2008, confermando il fondo ad esaurimento, non soddisfa l’ Uncsaal , Associazione dei produttori di serramenti, che fin dalla pubblicazione del DL 185/2008 ha chiesto al Governo e al Parlamento lo stralcio integrale dell’articolo 29.
 
Con una lettera inviata oggi al Sottosegretario Luigi Casero, il Presidente Uncsaal Libero Ravaioli ha ribadito la costante attenzione di Uncsaal sul DL 185/2008 e, in particolare, sul maxiemendamento che il Governo dovrebbe presentare alla Camera nel corso del dibattito in Aula che prenderà avvio il 12 gennaio prossimo.
 
Secondo indiscrezioni confermate da articoli sui principali quotidiani italiani – si legge nella lettera – emergerebbe un’ipotesi di stralcio totale dell’articolo 29 con un conseguente ritorno alla legislazione precedente al 29 novembre, data di entrata in vigore del DL 185/2008, e solo una nuova regolamentazione delle detrazioni che sarebbero obbligatoriamente spalmate non più in sole 3 annate fiscali bensì in 5 o 10.
 
Se questa ipotesi fosse confermata e riassunta dall’emendamento dell’Esecutivo – continua l’Uncsaal –, sarebbe abrogato l’inaccettabile principio del silenzio-rifiuto, sarebbero scongiurate le multe per gli esuberi di emissione di CO2, si limiterebbe il ricorso alla Cassa Integrazione da parte di numerose imprese e tornerebbe di certo chiarezza fra gli operatori del settore e fra i consumatori e gli effetti virtuosi del 55% potrebbero contribuire a mitigare i gravi effetti determinati dalla congiuntura internazionale. Con la dilazione delle detrazioni in più anni, il rigore di bilancio auspicato dal Ministro dell’Economia Tremonti sarebbe assicurato garantendo però il mantenimento virtuoso dell’effetto 55% per le imprese, per le famiglie, per l’ambiente e per il bilancio dello Stato stesso.
 
Uncsaal appoggerebbe quindi questa impostazione, auspicando parallelamente una proroga nel tempo delle detrazioni del 55% per un periodo congruo (magari cinque o dieci anni) a offrire, da un lato, programmazione per le imprese e dall’altro una incisiva riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare italiano.
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