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RISPARMIO ENERGETICO

Ambiente, 10 milioni per l'eco-energia in aree urbane

di Paola Mammarella

Per fonti rinnovabili, infrastrutture ed emissioni inquinanti i fondi della Finanziaria 2005

Vedi Aggiornamento del 25/02/2009
08/01/2009 – Nuove risorse per ricerca ed efficienza energetica. Sono in arrivo 10 milioni di euro dal Ministero dell’Ambiente e per la Tutela del Territorio e del Mare. I fondi, stanziati dalla Finanziaria 2005 , serviranno a sviluppare progetti di ricerca per l’uso e la diffusione di energie rinnovabili nelle aree urbane, la riduzione delle emissioni inquinanti, la produzione di idrogeno e gli interventi su infrastrutture e trasporti senza ulteriori costi per la finanza pubblica.
 
I progetti finanziati dovranno presentare una elevata replicabilità e la possibilità di un veloce trasferimento all’industria. Nel bando si fa infatti espressa menzione alla ricerca industriale, che mira a mettere a punto nuovi prodotti e processi per il miglioramento tecnologico.
 
Potranno beneficiare dei finanziamenti le imprese associate, anche in formula temporanea, purchè comprendano enti pubblici di ricerca la cui quota di partecipazione non sia superiore al 50%. L’associazione potrà comprendere anche organizzazioni di categoria, agenzie energetiche locali, Esco e istituti di comunicazione, informazione e formazione in materia ambientale.
 
Il costo complessivo ammissibile per ogni progetto non potrà essere inferiore ai 300 mila euro e superiore ai 3 milioni. Tra le spese ammissibili rientrano quelle per i ricercatori, la fornitura di strumentazioni, le competenze per la valutazione dell’impatto iniziale e la messa a punto di prototipi, oltre che le campagne per la diffusione dei risultati.
 
La percentuale massima di contributo è pari al 50% dei costi ammissibili, indipendentemente che essi si riferiscano alla ricerca industriale o allo sviluppo sperimentale. In caso di collaborazione tra una grande azienda e un organismo di ricerca il contributo relativo allo sviluppo sperimentale non può superare il 40% dei costi ammissibili.
 
La durata minima dei progetti sarà di 12 mesi, quella massima di 24. Solo nei casi in cui la ricerca prevede la realizzazione di prototipi, sperimentazione e validazione dei risultati si potrà arrivare a 36 mesi.
 
Ogni soggetto singolo o associato può presentare una sola domanda, che dovrà essere sottoscritta da un soggetto delegato a tale funzione. Il Ministero potrà richiedere chiarimenti o integrazioni alla documentazione e in caso di mancato invio entro 20 giorni dalla ricezione, il soggetto sarà considerato rinunciatario.
 
Per essere accettate le domande dovranno contenere la definizione del progetto di ricerca e il preventivo dettagliato dei costi, con la percentuale di contributo richiesta al Ministero dell’Ambiente. Il responsabile del progetto dovrà poi inoltrare una documentazione sullo stato di avanzamento dei lavori in cui emerga l’idoneità del contributo erogato in base ai costi effettivamente sostenuti e ai risultati raggiunti.
 
La mancata presentazione dello stato di avanzamento dei lavori, come la sopravvenuta impossibilità nella prosecuzione delle attività possono causare la revoca dei finanziamenti. Nella divulgazione dei risultati ottenuti è inoltre obbligatoria la citazione della percentuale di contributo ministeriale.
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