Network
Pubblica i tuoi prodotti
Vai al prossimo articolo
Professionisti, slitta il pagamento di imposte, ritenute, Iva e contributi
PROFESSIONE Professionisti, slitta il pagamento di imposte, ritenute, Iva e contributi
RISTRUTTURAZIONE

Restauro, detrazioni Ires per possessori e proprietari

di Rossella Calabrese

Entrate: fissato al 10% e inferiore a 70 mila euro il limite della deducibilità dal reddito complessivo

Commenti 5913
22/01/2009 – La detrazione dalle imposte sui rediti per le spese di manutenzione di un bene artistico, storico o paesaggistico, sostenute con le risorse messe a disposizione da una fondazione, spetta nel caso in cui l’ente è tenuto a garantirne la conservazione. Un obbligo riconosciuto al privato dallo status giuridico di proprietario o possessore del bene. Lo ha stabilito l'Agenzia delle Entrate con la Risoluzione 10/E del 9 gennaio 2009.
 
Il quesito è stato posto da una Fondazione, che si qualifica come ente non commerciale, intenzionata a sostenere finanziariamente, da sola o in concorso con altri soggetti (persone fisiche o società), il recupero conservativo di un monumento dichiarato di notevole interesse storico-artistico con DM 25 novembre 1982 e sottoposto alla tutela della legge 1089/1939 (ora Codice dei Beni Culturali di cui al Dlgs 42/2004 ).
 
La Fondazione chiede se le risorse che essa metterà a disposizione possano essere detratte dalle imposte sui redditi ai sensi della lettera g) o delle lettere h) o h-bis) dell’art. 15, comma 1, del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR – Dpr 22 dicembre 1986, n. 917). In particolare, la Fondazione chiede se, per fruire della detraibilità, essa debba avere la disponibilità del bene, e fa presente che l’immobile in questione potrà esserle concesso in comodato dai proprietari per 30 anni, con l’obbligo di restaurarlo e destinarlo, senza fini di lucro, alla fruizione pubblica.
 
Gli oneri detraibili ai fini IRES da parte degli enti non commerciali – premette l’Agenzia delle Entrate – sono disciplinati dall’art. 147 del TUIR, che prevede una detrazione dall’imposta lorda del 19% degli oneri indicati alle lettere a), g), h), h-bis), i), i-bis), i-quater) e i-octies) del comma 1 dell'articolo 15 del TUIR. Le disposizioni che qui interessano sono quelle di cui alle lettere g), h) e h-bis) del suddetto art. 15, comma 1, del TUIR relative, rispettivamente, alle spese e alle erogazioni liberali destinate alla manutenzione, protezione o restauro delle cose dichiarate di notevole interesse storico-artistico e sottoposte alla tutela della legge 1089/1939 (ora Dlgs 42/2004, Codice dei Beni Culturali).
 
Inoltre, in forza dell'articolo 30, comma 3, dello stesso Dlgs 42/2004 , “i privati proprietari, possessori o detentori di beni culturali sono tenuti a garantirne la conservazione”. Ne consegue che, ai fini della fruibilità della detrazione, devono essere considerati “obbligati alla manutenzione, protezione o restauro” quei soggetti che vantano un titolo giuridico che attribuisca loro la proprietà, il possesso o la detenzione del bene oggetto dell'intervento conservativo.
 
Tornando al caso in esame, è necessario che la Fondazione - al momento del sostenimento delle spese - possa qualificarsi come soggetto obbligato alla manutenzione, protezione o restauro dell'immobile in base a un titolo giuridico idoneo. La Fondazione stessa riferisce che stipulerà con i proprietari dell’immobile un contratto di comodato che, attribuendo la detenzione di un bene per un tempo ed un uso determinato, può costituire titolo astrattamente idoneo a qualificare il soggetto quale obbligato a porre in essere gli interventi conservativi. In ogni caso, il contratto di comodato non dovrebbe limitarsi alla concessione in uso del bene per il tempo necessario all’esecuzione del lavori di recupero, ma deve permettere il perseguimento di un fine proprio del comodatario meritevole di tutela (che potrebbe essere rappresentato appunto, nel caso prospettato, dalla successiva messa a disposizione al pubblico del monumento).
 
L’Agenzia ricorda, inoltre, che la detrazione spetterebbe comunque “nella misura effettivamente rimasta a carico” del soggetto obbligato all'intervento. Pertanto, non potranno essere detratte le eventuali somme che il comodante corrisponda al comodatario (Fondazione) a titolo di rimborso spese, ai sensi dell'articolo 1808 del codice civile.
 
L’Agenzia ricorda, per completezza, l’agevolazione introdotta dall’art. 14, comma 1, del DL 14 marzo 2005, n. 35, convertito dalla legge 14 maggio 2005, n. 80, il quale prevede la deducibilità dal reddito complessivo del soggetto erogante (persona fisica o ente soggetto passivo IRES), nel limite del 10% del reddito complessivo dichiarato, e comunque nella misura massima di 70.000 euro annui, delle liberalità in denaro o in natura effettuate, fra l'altro, in favore di fondazioni e associazioni riconosciute aventi per oggetto statutario la tutela, la promozione e la valorizzazione dei beni di interesse artistico, storico e paesaggistico di cui al Dlgs 42/2004.

Partecipa alla discussione ( commenti) Utilizza il mio account Facebook Non hai un account Facebook? Clicca qui