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TOPOGRAFIA

‘Immobili in Italia’, è l'Ici la prima fonte di entrata fiscale

di Paola Mammarella

Collaborazione tra Agenzia del Territorio, Dipartimento Finanze e Sogei per la conoscenza del territorio

Vedi Aggiornamento del 03/06/2009
19/01/2009 – Utilizzazione degli immobili e gettito relativo ai tributi gravanti sui cespiti immobiliari. È il risultato dello studio condotto dall’Agenzia del Territorio in collaborazione con Dipartimento delle Finanze e Sogei per lo sviluppo di una nuova politica abitativa anti evasione.
 
I dati, raccolti nel volume “Gli immobili in Italia, dialoghi tra banche dati: conoscere per decidere”, presentato alla Camera, rilevano entrate per il Fisco pari a 36,6 miliardi di euro nel 2007. Al primo posto si posiziona l’Ici, con il 31,26% del gettito, seguita dal 20,6% dell’Iva e dal 20,53% dell’Irpef. Di minore importanza l’imposta di registro, col 14,58% delle entrate, l’imposta ipotecaria e catastale con il 9,87%, l’Ires con l’1,7% e l’imposta sostitutiva dei mutui con l’1,05%. Si collocano agli ultimi posti l’imposta di successione, con lo 0,29% e l’Irap, con lo 0,12%.
 
Lo studio ha coinvolto 55 milioni di unità immobiliari presenti nella banca dati catastale, suddivise in base alle categorie. Il 56,94% degli immobili è utilizzato come prima abitazione, mentre il 39,94% è destinato ad usi commerciali. Opifici, alberghi e teatri occupano l’1,69%, seguiti da uffici e studi privati con l’1,03%, immobili di destinazione pubblica con lo 0,29% e di destinazione particolare (aeroporti, stazioni, edifici di culto) con lo 0,11%.
 
Le modalità di utilizzo, acquisite sulla base delle dichiarazioni dei redditi per gli anni 2006 e 2007, mostrano che il 45 per cento degli immobili è utilizzato come abitazione principale o sue pertinenze, il 9 per cento è a disposizione dei proprietari e che il 9,5 per cento risulta locato. Altri utilizzi si riscontrano nel 14,4 per cento dei casi, mentre non si è pervenuti alla ricostruzione dell’utilizzo per il 10,9 per cento degli immobili, in quanto prevalentemente riconducibili a diverse fattispecie per le quali non sussiste l’obbligo di dichiarazione.
 
Secondo i rappresentanti delle istituzioni si tratta di una impostante iniziativa, dal momento che la lotta all’evasione fiscale parte dalla conoscenza del territorio. Che, in modo sempre più approfondito e con l’aggiornamento dei dati, torna utile per le valutazioni in merito al federalismo fiscale.
 
La naturale evoluzione del progetto sarà una banca dati statistica fruibile ad ogni livello di governo del territorio.
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