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FINANZIAMENTI

Urbanistica sostenibile, fondi dall’UE con Urbact II

di Paola Mammarella
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Mobilità, rinnovabili e riqualificazione per linee di intervento comuni

Vedi Aggiornamento del 06/09/2010
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18/02/2009 – Sensibile ai progetti ecosostenibili l’Unione Europea. Che sulla base della carta di Lipsia ha bandito il progetto Urbact II , cui sarà possibile iscriversi fino al 21 marzo. Dopo il vertice di Marsiglia dello scorso novembre va sempre di più affermandosi l’idea di una città duratura. Realizzabile grazie alla sostenibilità ambientale, dal momento che lo sviluppo economico passa attraverso i centri urbani.
 
I Paesi membri hanno infatti manifestato la necessità di individuare processi di intervento condivisi. Al progetto saranno ammessi circa trenta Comuni, che entro il 2010 dovranno presentare studi di rigenerazione urbana in grado di aumentare l’occupazione, sostenere lo sviluppo tecnologico, valorizzare il capitale umano, incrementare la qualità della vita nei quartieri a rischio e favorire l’utilizzo delle energie rinnovabili.
 
Il percorso intrapreso presenta delle novità, riscontrabili nella condivisione delle politiche urbane, in precedenza prerogativa esclusiva dei Comuni. Una nuova direzione salutata con favore da Anci Ideali, fondazione europea per il consolidamento della posizione occupata in Europa dai Comuni italiani.
 
Gli studi non verteranno tanto sulle singole azioni, ma sulla definizione e l’applicazione di una metodologia di lavoro per la creazione di una rete di città in continuo confronto reciproco. Saranno attivati 12 gruppi di lavoro, ognuno dei quali accederà a un finanziamento di 300 mila euro. Gli Stati firmatari dovranno poi applicare le strategie comuni, innovando la prassi che affida agli Enti Locali le competenze urbanistiche.
 
Tra gli argomenti oggetto di approfondimenti spiccano mobilità urbana, collegamenti tra quartieri periferici e centro, riduzione delle immissioni inquinanti e risparmio energetico. Le linee guida dei progetti di lavoro saranno elaborate sulla base delle esperienze virtuose di rigenerazione urbana già presenti in Europa.
 
Si dovrà tenere presente anche il cambiamento dei parametri generato dai forti flussi migratori che hanno portato al raddoppio della popolazione in molte città, ma anche alla necessità di riqualificare periferie ed ex quartieri industriali.
 
Nei centri europei sono già in atto prestiti agevolati per gli interventi di conversione. Una parte degli introiti realizzati ritornerà alle città per essere investito in servizi alla comunità.
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