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LAVORI PUBBLICI

Appalti, ricorso possibile solo per i partecipanti

di Paola Mammarella

CdS: è necessaria la lesione di un interesse legittimo tutelato

Vedi Aggiornamento del 10/10/2011
02/02//2009 – Novità in materia di appalti. È legittima l’impugnazione immediata del bando di gara solo se esistono clausole che determinano l’esclusione del partecipante. In questo caso è comunque necessaria la presentazione della domanda di partecipazione. Lo ha stabilito la quinta sezione del Consiglio di Stato , con la Decisione 102/2009 del 14 gennaio.
 
La questione è stata posta da una impresa che non aveva presentato domanda di partecipazione alla gara, ma sulla base di diverse considerazioni aveva proposto un ricorso su più punti che, se accolti, avrebbero potuto inficiare la stessa gara.
 
Il Consiglio di Stato ha confermato la decisione sull’inammissibilità del ricorso, già proposta dal Tribunale Amministrativo del Lazio. Nell’analisi del caso non è infatti stata individuata una lesione dell’interesse caratterizzata da immediatezza, concretezza e attualità.
 
Secondo il Consiglio di Stato solo con la presentazione della domanda l’impresa assume uno status giuridico differenziato rispetto alle altre aziende presenti sul mercato. L’impresa diventa infatti titolare di un interesse legittimo tutelato e può impugnare il bando di gara unitamente agli atti che ne costituiscono applicazione.
 
Il CdS però ammette anche l’impugnazione diretta del bando in presenza di clausole irragionevoli che non consentono una valida formulazione dell’offerta e non rendono possibili il calcolo di convenienza economica che ogni impresa deve poter effettuare nel momento in cui valuta se partecipare o meno a un bando di gara.
 
L’impugnazione immediata si giustifica quindi con la presenza di un ostacolo alla determinazione dell’offerta sulla base di dati certi e non aleatori.
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