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LAVORI PUBBLICI

Infrastrutture, opere medio piccole per il rilancio

di Paola Mammarella

Italia, Spagna e Francia a confronto: effetti visibili con progetti ridotti

Vedi Aggiornamento del 29/06/2009
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23/02/2009 – Inadeguate per L’Ance le misure anticrisi italiane. L’Associazione nazionale costruttori edili ha tracciato un paragone con Spagna e Francia, altri Paesi colpiti dal calo della produttività nel settore dell’edilizia, con le conseguenti ricadute su occupazione e congiuntura economica.
 
Dalle prime avvisaglie di crisi l’Ance ha messo in atto una campagna di sensibilizzazione per incentivare il Governo a varare un piano di opere medio piccole immediatamente cantierabili, in grado di produrre effetti reali su reddito e occupazione ( Leggi Tutto ).
 
Durante l’incontro del 12 febbraio scorso tra il Ministro per le Infrastrutture Matteoli e i rappresentanti di Confindustria, Ance e Agi sono emerse discrepanze sulle cifre a disposizione per l’avvio di un efficace piano di opere pubbliche. Le associazioni del settore edile stimano infatti 650 milioni per il 2009, contro i 16,6 miliardi annunciati dal Governo ( Leggi Tutto ).
 
Il report dell'Ance, presentato in occasione dell'incontro col Ministro Matteoli, mostra come il 2009 ha segnato in Italia un peggioramento del 6,8% nei livelli produttivi, con particolare riferimento alle opere pubbliche. Gli investimenti del comparto sono calati del 7,3%, percentuale che arriva al 14,6% se si prende in considerazione l’ultimo triennio, colpendo il territorio nazionale con maggiore intensità nel Nord-Est.
 
Rispetto ai dati divulgati dal Governo bisogna considerare che 3,7 miliardi riguardano spese correnti e di gestione e 7 derivano da risorse private. Dei 6 miliardi rimanenti 2,3 sono destinati alla prosecuzione delle grandi opere previste dalla legge obiettivo e 3,7 potrebbero essere investiti. Non si tratta di risorse nuove, dal momento che appartengono ai fondi Fas, risultando inoltre diminuiti rispetto ai 4,8 miliardi menzionati dalla manovra d’estate col Decreto Legge 112/2008 ( Leggi Tutto ).
 
Immettere subito nel sistema i 3,7 miliardi resi disponibili dal Cipe con la delibera del 18 dicembre, che ha riprogrammato i fondi Fas, si tradurrebbe in 85 mila posti di lavoro, riducendo di un terzo il calo dell’occupazione.
 
L’Ance ha dimostrato l’efficacia di simili misure in Europa. La Spagna, con l’attivazione del “Plan E” da 8 miliardi di euro, sta finanziando opere medio piccole promosse dai Comuni. Tratto vincente dell’iniziativa le procedure snelle per la presentazione dei progetti, grazie a cui si riusciranno a realizzare 31 mila interventi assorbendo 280 mila lavoratori.
 
L’importo è stato distribuito tra gli 8112 Comuni spagnoli assegnando 177 euro per abitante. I progetti, finanziati al 100% dallo Stato, riguardano il rinnovo di spazi pubblici e edifici, la prevenzione da contaminazioni, efficienza energetica, barriere architettoniche, trattamento delle acque, turismo, mobilità urbana e sicurezza. I trasferimenti sono stati erogati a interventi da ultimare entro il 2009, con un costo inferiore ai 5 milioni di euro.
 
Simile il Piano di rilancio dell’economia francese, che ha stanziato 6,3 miliardi a favore di piccole e medie opere nel settore ferroviario, stradale, scolastico ed edile, in cui trova applicazione un piano carceri simile a quello proposto dall’Ance. Ai 3,8 miliardi di competenza statale vanno sommati i 2,5 miliardi aggiuntivi da trasferire ai comuni per piccoli interventi infrastrutturali.
 
Previsto in entrambi i casi un monitoraggio continuo che ha già dimostrato come piccoli e medi progetti abbiano ricadute positive e immediate in termini economici e sociali.

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