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MERCATI

Ance e Civita promuovono gli Hotel della Cultura

di Rossella Calabrese

Restaurare gli edifici storici per destinarli ad alberghi ‘fuori dagli schemi’

Vedi Aggiornamento del 29/05/2009
27/02/2009 - È stato presentato nei giorni scorsi a Roma, presso il museo dell’Ara Pacis, il progetto “Hotel della cultura” , promosso da Ance e Civita con il sostegno di Arcus .
 
L’iniziativa nasce dalla volontà di dare una risposta efficace alla crisi che sta attraversando il settore turistico del Paese, puntando sulle peculiarità e sulle eccellenze che i nostri territori sono in grado di esprimere valorizzandone il patrimonio storico spesso inutilizzato. Obiettivo del progetto è quello di dare vita a un nuovo sistema di ricettività alberghiera, da un lato fortemente connessa al territorio e dall’altro legata al turismo culturale, che sia in grado di far fronte all’incremento qualitativo e quantitativo dei visitatori nelle città d’arte.
 
Avendo a riferimento i Paradores spagnoli, le Pousadas portoghesi ed altre iniziative presenti nel panorama internazionale, il punto di partenza del progetto di costituzione di un network di Hotel della Cultura ( HdC ) consiste nel restauro di edifici storici suscettibili alla trasformazione, destinandoli ad alberghi di standard elevato, per rispondere alle esigenze di un turista in cerca di un albergo“fuori dagli schemi”, capace di riflettere l’architettura, i costumi e lo stile di vita locali.
 
Nel corso del convegno sono stati illustrati gli scenari attuativi e l’impatto economico e occupazionale dell’iniziativa, che mira alla creazione, attraverso il recupero e il riuso di edifici storici, di una rete di 150 strutture con il brand HdC su tutto il territorio nazionale, e che a regime potrebbe generare una spesa turistica pari a 278.500.000 euro all’anno consentendo la creazione di 14.000 posti di lavoro.
 
Sono stati presentati inoltre i primi 4 progetti pilota di Hotel della cultura: la Cavallerizza Reale a Torino, la Caserma Monti a Forlì, la Villa Favorita a Ercolano (Na) e il Collegio dei Gesuiti a Noto(Sr).
 
All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, il presidente dell’Ance Paolo Buzzetti e il vicepresidente Giorgio Gallesio , il segretario generale di Civita Gianfranco Imperatori , il presidente di Arcus Salvatore Italia e il consigliere del ministero per i Beni e le attività culturali Mario Resca .
 
Nella competizione globale di oggi – ha affermato Paolo Buzzetti – , in cui si è accresciuta la competizione tra location turistiche, l’Italia continua a recitare un ruolo di leader, nonostante la diminuzione della sua quota di mercato rispetto agli anni scorsi. Eravamo i primi a livello mondiale negli anni 70, oggi siamo al quinto posto, e le previsioni dell’Organizzazione Mondiale del Turismo indicano che l’Italia perderà ulteriori posizioni entro il 2020. È chiaro – secondo Buzzetti – che il sistema turistico italiano potrà rimanere competitivo solo se saprà proporsi sui mercati internazionali con una strategia unitaria, facilmente riconoscibile. Serve quindi una politica che promuova un indirizzo generale e comune a tutto il Paese e secondo l’Ance, il potenziamento delle infrastrutture è fondamentale per valorizzare al meglio le potenzialità del territorio, soprattutto al Sud. Da queste considerazioni nasce il progetto Hotel della Cultura che valorizza le realtà locali in un’ottica di rete, assegnando un ruolo centrale al patrimonio immobiliare a disposizione degli enti locali, un patrimonio di grande pregio che, al momento, rappresenta solo un costo. Nel restituire prestigio a questi luoghi, i privati vogliono ricoprire un ruolo primario.
 
Anche secondo Giorgio Gallesio l’Ance potràdare un contributo importante, in virtù del suo legame con il territorio. Il ruolo che le imprese di costruzione possono ricoprire può essere efficacemente illustrato mediante l’immagine di due vasi comunicanti. Il primo è quello della finanza privata che, nonostante le attuali difficoltà, possiede ancora una capacità di investimento; il secondo vaso è quello della finanza pubblica che, al contrario, non ha più risorse sufficienti per compiere in proprio gli investimenti di valorizzazione ma dispone di assett pubblici, tantissimi dei quali potrebbero essere oggetto di valorizzazione e di sviluppo. La sfida che le imprese di costruzioni hanno di fronte – ha proseguito Gallesio – è quella di connettere i due vasi allo stesso modo di un rubinetto, agendo da trait d'union tra il mondo della finanza e quello delle istituzioni, dando luogo ad un travaso di risorse dalla finanza privata a quella pubblica. Indispensabile, inoltre, il contributo dei costruttori nella fase realizzativa dell'intervento, la parte più critica, quella cioè in cui si concentrano i maggiori rischi. In questa prospettiva di sviluppo e progettazione immobiliare, Ance e Civita hanno scelto proprio il mercato alberghiero, che rappresenta un elemento importante per il rilancio del sistema turistico italiano.
 
Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega al Turismo, Michela Brambilla , ha assicurato “pieno appoggio” istituzionale all’iniziativa.
 
 
Fonte: Ance
© Riproduzione riservata

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