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Edilizia, il Governo annuncia l'aumento delle cubature

di Paola Mammarella

Allentamento dei vincoli burocratici e riduzione delle sanzioni, per l’opposizione è un condono camuffato

Vedi Aggiornamento del 03/04/2009
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10/03/2009 – Nuovi strumenti urbanistici per un'edilizia più elastica. In arrivo dal Governo misure che si affiancano al 'Piano Casa' per consentire l'aumento delle cubature con un allentamento dei vincoli burocratici, come annunciato dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
 
Il piano verrà discusso venerdì, nella prossima riunione del Consiglio dei Ministri, e consentirà un aumento del 20% nella cubatura degli immobili esistenti. Estensione che sale al 30% nel caso di abbattimento e ricostruzione degli edifici obsoleti e al 35% se il nuovo edificio è costruito secondo le regole della bioedilizia e del risparmio energetico.
 
Prevista anche la revisione e riduzione delle sanzioni, che saranno solo amministrative per gli abusi più lievi e aggravate per quelli riguardanti i beni sotto vincolo, oltre alla sostituzione del permesso a costruire con una autocertificazione di conformità, resa in forma giurata dal tecnico. Le disposizioni saranno applicate in via sperimentale nel Veneto, Regione che farà da apripista.
 
Secondo il Presidente Berlusconi e il Ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli si tratta di una riforma dell’edilizia, grazie alla quale le abitazioni potranno essere ampliate con nuove stanze e servizi senza abusi, dal momento che le realizzazioni saranno effettuate in aderenza e continuazione di case esistenti, quindi previste dal piano regolatore. Le liberalizzazioni sarebbero inoltre funzionali a un nuovo slancio dell’economia.
 
Di parere contrario opposizione e associazioni ambientaliste come Legambiente, che nella riduzione delle sanzioni vedono un condono anticipato e il rischio di cementificazione del Paese, col ritorno alle speculazioni che hanno creato in passato periferie squallide. L’autocertificazione a carico del progettista aprirebbe poi una nuova stagione di crolli per la mancata considerazione dei problemi di sicurezza statica. Per il segretario del Pd Franceschini il piano non terrebbe in considerazione la tipologia della maggioranza delle abitazioni italiane, che non hanno a disposizione ampi spazi, ma sono situate in condomini o centri storici.
 
Critiche da parte di molte Regioni, come Calabria, Lazio, Basilicata e Puglia, che prospettano soluzioni fatte di incentivi reali, senza un cambiamento delle regole basato su oneri istruttori a carico dei privati, approccio improvvisato e scarsa trasparenza.

Preoccupazioni per il peggioramento della qualità morfologica e urbanistica anche dall'Inu, Istituto nazionale di urbanistica. La materia trattata, precisa l'Inu, non è di competenza esclusiva dello Stato, essendo a riguardo costituzionalmente prevista la potestà legislativa delle Regioni. Che devono quindi attivarsi per il rispetto del territorio. Una volta approvate le disposizioni dovranno essere contenute in una legge quadro che indirizzi l'attività normativa degli enti locali. Mentre in Parlamento è ferma da tempo la legge sui principi fondamentali del governo del territorio.

Bocciatura da parte degli architetti Massimiliano Fuksas, Gae Aulenti e Vittorio Gregotti, che hanno promosso un appello cui hanno aderito anche gli urbanisti Pierluigi Cervellati, Vezio De Lucia, Italo Insolera e Edoardo Salzano. Secondo gli architetti la petizione, sostenuta da "La Repubblica", difende un'idea di città in cui territorio e architettura non dipendono dall'anarchia progettuale, irrispettosa del contesto, ma "dalla civiltà e dalle leggi della comunità".

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