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Piano Casa, le reazioni alle nuove proposte del Governo

di Paola Mammarella

Maggioranza ancora spaccata e in fase di trattativa, novità in arrivo con il prossimo Consiglio dei ministri<b><br><a href="http://www.edilportale.com/edilnews/sondaggio.asp?idsond=1" style="font-size:11px;">IL SONDAGGIO SUL PIANO CASA</a></b>

Vedi Aggiornamento del 30/03/2009
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16/03/2009 – Continua il confronto della maggioranza sul “Piano Casa”. Dopo l’avvio della discussione, iniziata con la riunione del Consiglio dei Ministri di venerdì scorso, i lavori proseguiranno in un tavolo con gli enti locali, per terminare probabilmente con il prossimo CdM, fissato per venerdì 20 marzo. E' previsto per martedì o mercoledì un colloquio con il Presidente della Repubblica, cui farà seguito una serie di incontri con le Regioni.

Secondo il Ministro Fitto, che ha proposto una Conferenza Stato-Regioni per la presentazione del Piano Casa, la competenza su housing sociale e aumento delle cubature spetta agli enti locali. Il punto di incontro per lo sblocco del Piano Casa è stato proprio incentrato su un percorso di scelte condivise ( Leggi Tutto ).
 
Il Governo è nel frattempo impegnato nella soluzione dei contrasti interni per la presentazione di un provvedimento sotto forma di decreto legge o disegno di legge e la redazione di una norma che faccia da quadro all’attività legislativa regionale. Nel piano straordinario di edilizia all’esame della maggioranza, oltre alla costruzione e riqualificazione di 20 mila nuovi alloggi da assegnare a canone agevolato, è compreso l’ampliamento di cubature e superfici degli immobili, con possibilità di rinnovo degli edifici.
 
Sarà infatti possibile, presentando domanda entro il 31 dicembre 2010, ampliare del 20% la cubatura degli immobili a uso abitativo o la superficie di quelli destinati a uso diverso. Per le costruzioni precedenti al 1989, con standard qualitativi inadeguati, si prevede un aumento del 30% in caso di demolizione e riedificazione. La soglia di ampliamento sale al 35% se la ricostruzione è effettuata secondo le regole della bioedilizia e del risparmio energetico. È all’esame anche la possibilità di rendere inedificabile l’area originaria nel caso in cui si decida di costruire in una zona diversa.

IL SONDAGGIO DI EDILPORTALE SUL PIANO CASA
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Alle accuse di scempio ambientale e “condono mascherato” il Governo risponde con l’inasprimento delle sanzioni per gli abusi edilizi più gravi. Sistema che dovrebbe compensare la liberalizzazione dell’edilizia e la sostituzione del permesso a costruire con un’autocertificazione redatta dal progettista. Previsti inoltre tempi certi per l’impugnazione degli atti autocertificati. Anche se i comuni potranno procedere alle autorizzazioni in deroga al piano regolatore, non sarà possibile effettuare interventi su fabbricati abusivi o sottoposti a vincolo storico, architettonico e paesaggistico ( Leggi Tutto ).
 
In base alle stime dell’ Agenzia del Territorio il 49,6% degli immobili da sottoporre ad ampliamento si trova al Nord, contro il 19,5% del Centro e il 30,9% del Sud. Le percentuali non si discostano di molto per le abitazioni. Gli interventi più diffusi riguarderebbero la chiusura di verande e terrazzini, oltre a box e cantine, il cui ampliamento del 20% non da luogo al cambiamento della destinazione d’uso. Non rientrano invece nel conteggio delle cubature tettoie e pensiline per l’installazione di pannelli fotovoltaici fino a 6 kw.
 
Le associazioni di progettisti e operatori del settore edile hanno accolto positivamente la proposta del Governo, considerandola ad alto impatto sociale e anticiclico. È di questo parere Fabrizio Marchi, presidente dell’ Aniem , associazione delle piccole e medie imprese edili, che mette però in guardia dal rischio di una eccessiva deregulation.
 
Diversi gli approcci degli enti locali, condizionati anche dal colore politico delle amministrazioni. Dopo il Veneto , che ha già approvato un testo di legge in materia, la Lombardia annuncia che sarà pronta ad attuare il Piano Casa entro l’estate. Ma anche la maggioranza regionale non è coesa. Secondo l’Assessore al Territorio Davide Boni la città avrebbe bisogno maggiormente di un piano di recupero delle aree dismesse.
 
Nettamente contraria Legambiente , soprattutto in merito alla procedura di conciliazione basata sul ravvedimento operoso. Dopo il sit-in organizzato in corrispondenza del Consiglio dei Ministri, l’associazione ambientalista promette nuove campagne di informazione e sensibilizzazione.

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