Network
Pubblica i tuoi prodotti
Vai al prossimo articolo
Bonus fiscali sulla casa e sulle pertinenze, le indicazioni delle Entrate
RISPARMIO ENERGETICO Bonus fiscali sulla casa e sulle pertinenze, le indicazioni delle Entrate
LAVORI PUBBLICI

Piano Casa, non si placano le tensioni Governo - Regioni

di Paola Mammarella

Scontro sulla forma legislativa da adottare, per Berlusconi gli enti locali non possono tirarsi indietro<br> <a href="http://www.edilportale.com/edilnews/sondaggio.asp?idsond=1" style="font-size:11px;"><b>IL SONDAGGIO SUL PIANO CASA</b></a>

Vedi Aggiornamento del 02/04/2009
Commenti 10062
27/03/2009 – È iniziato all’insegna della tensione il confronto Governo – Regioni, che terminerà martedì prossimo con un Piano Casa condiviso. Al tavolo tecnico nella sede del Ministero degli Affari Regionali oltre ai rappresentanti degli enti locali stanno partecipando il Ministro dell’Interno Roberto Maroni, quello per la Semplificazione Roberto Calderoli, i sottosegretari Davico per gli enti locali e Brancher per la semplificazione, il Presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani , il Governatore della Regione Umbria Maria Rita Lorenzetti , l’Assessore al Bilancio della Regione Lombardia Mario Colozzi e il presidente dell’Anci Leonardo Domenici .
 
C’è poca chiarezza sullo strumento legislativo da adottare. Da una parte le Regioni hanno bocciato il decreto legge non solo per i possibili conflitti di competenza che potrebbero derivarne, ma anche perché, essendo applicabile in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale, priverebbe di fatto i Comuni della possibilità di escludere alcune aree dagli aumenti di cubatura.
 
Durante la Conferenza delle Regioni il DL è stato infatti accantonato anche nella sua forma ridimensionata per motivi di merito e metodo. Dall’altro lato il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha dichiarato che non c’è nessuna frenata sul Piano Casa e che le Regioni non potranno tirarsi indietro visto l’interesse suscitato dalla proposta anche in termini di occupazione. L’ipotesi di ripresentare un decreto legge ha rischiato di far saltare il tavolo tecnico. Il Piano Casa è stato inoltre cancellato dall’ordine del giorno del Consiglio dei Ministri, lasciando il posto a un breve riassunto dei lavori in corso.
 
Entro martedì bisognerà redigere un piano condiviso per il rilancio delle costruzioni. Secondo gli enti locali, attenti a legalità e costituzionalità, potrebbe assumere la forma di un disegno di legge o di una legge quadro, cui dovrebbero far seguito specifiche norme regionali subito operative.
 
Le Regioni, favorevoli alle semplificazioni conformi ai piani regolatori, mirano al miglioramento della qualità degli edifici attraverso la demolizione degli immobili obsoleti e il miglioramento di prestazioni energetiche, statiche e impiantistiche. Un iter che dovrebbe rispettare i tempi parlamentari e l’esito del confronto con gli enti locali.
 
Giancarlo Galan, governatore del Veneto , ha annunciato che indipendentemente dall’iter dei lavori la sua Regione continuerà ad andare avanti con prudenza, ma anche con decisione. Il rallentamento subito dal piano dovrebbe inoltre fugare gli ultimi dubbi di speculazione e abusivismo. La Giunta Regionale ha infatti votato un testo di legge che anticipa quello dell’Esecutivo.
 
Per il consigliere regionale del Pd, ed ex governatore della Sardegna , Renato Soru, gli aumenti di cubatura dal 20 al trenta per cento potrebbero avere gravi effetti se si considera che esistono circa 400 mila seconde case sulle coste.
 
Categorico anche il Presidente della Liguria Burlando, che chiede di ristabilire la dotazione di 550 milioni di euro per la costruzione di alloggi a canone sostenibile, cifra sottratta alle Regioni per compensare il minor gettito da Ici. Giudicato pericoloso per mancanza di risorse umane anche il silenzio-assenso delle Soprintendenze in caso di interventi nei centri storici. Secondo il Governatore prima della trasformazione di vecchi capannoni in condomini o centri commerciali, bisogna pensare agli strumenti urbanistici, come allacciamenti di gas, luce, acqua e fogne.
 
Preoccupata dallo stop al decreto la maggioranza trasversale del Lazio , che ha proposto il recupero dei sottotetti. Sulle stesse posizioni Paolo Buzzetti, presidente dell’ Ance , che pur comprendendo le preoccupazioni delle Regioni sulle competenze in materia di edilizia e urbanistica, chiede al Governo tempi rapidi per il rilancio delle costruzioni. Il decreto legge sarebbe quindi l’unico strumento per evitare la paralisi dell’edilizia. Le stime del Cresme confermano infatti un giro di affari di 60 miliardi di euro per un’adesione agli ampliamenti pari al 10% pur coinvolgendo solo le abitazioni mono e bifamiliari.

IL SONDAGGIO DI EDILPORTALE SUL PIANO CASA
Favorevoli o contrari al Piano Casa del Governo?
Vota adesso!  
E scopri come hanno già votato gli altri lettori di Edilportale!

Nel settore edile è previsto un calo del 6,8%, contro l’1,5% ipotizzato a ottobre 2008. Contrariamente a quanto dovrebbe essere attuato durante una crisi simile si sta assistendo a una manovra restrittiva. L’Anas ha visto ridurre le risorse a disposizione del 23%, mentre FS del 33%. Secondo Buzzetti bisogna trasformare le risorse in cantieri, operazione difficile con la stretta creditizia e il clima di sfiducia nelle attività imprenditoriali, aggravato dal ritardo nei pagamenti della Pubblica Amministrazione.
 
Secondo le stime dell’Ance e la delibera del Cipe del 6 marzo 1150 milioni di euro possono essere considerati disponibili per finanziare il Programma di opere medio-piccole richiesto dall’Ance. Il resto dei fondi stanziati dal Cipe sono stati convogliati verso grandi opere o la copertura di spese correnti. L’impegno sulla destinazione degli ultimi fondi è stato preso durante il Tavolo sistematico di Confronto del 18 marzo tra il Ministro delle Infrastrutture Matteoli e il Presidente dell’Ance Buzzetti.

Partecipa alla discussione ( commenti) Utilizza il mio account Facebook Non hai un account Facebook? Clicca qui