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NORMATIVA Superbonus 110%, la caldaia a condensazione permette il ‘salto di classe’?
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Piano Casa, per il Governo possibile emanazione di un DL

di Paola Mammarella

Trattative nella maggioranza, valutati i requisiti di necessità e urgenza dal Presidente della Repubblica<b><br><a href="http://www.edilportale.com/edilnews/sondaggio.asp?idsond=1" style="font-size:11px;">IL SONDAGGIO SUL PIANO CASA</a></b>

Vedi Aggiornamento del 27/03/2009
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17/03/2009 – È in dirittura d’arrivo il “Piano Casa”per l’aumento delle cubature e la riqualificazione degli edifici costruiti prima del 1989. Dopo il nulla di fatto registrato nel Consiglio dei Ministri dello scorso venerdì 13 marzo, il provvedimento potrebbe essere pronto per la discussione. Prima di approdare al nuovo CdM, fissato per il 20 marzo, il testo sarà analizzato durante il pranzo di oggi tra Silvio Berlusconi e il Presidente della Repubblica, per poi passare a metà settimana all’esame della Conferenza Stato-Regioni. Sono proprio le Regioni, come ha ricordato il Ministro Raffaele Fitto, ad avere la competenza sulle cubature.
 
Passaggi dai quali si può desumere che la forma assunta dal provvedimento sarà quella del decreto legge, che renderebbe il pacchetto immediatamente operativo. Il Quirinale dovrà infatti valutare l’esistenza dei requisiti di necessità e urgenza per il testo che farà da cornice all’attività normativa delle Regioni in materie di edilizia e con il quale inizierà la modifica del Testo Unico dell’Edilizia e del Codice dei Beni Culturali . Non è però escluso il ricorso al disegno di legge per gli argomenti maggiormente controversi.

Secondo indiscrezioni il colloquio col Capo dello Stato dovrebbe procedere su undoppio binario. Da una parte un DL in 6 articoli con misure straordinarie a tempo, la cui gestione vede protagoniste le Regioni. Dall'altra un disegno di legge per la modifica della normativa attuale.
 
Dopo il ritrovato accordo all’interno della maggioranza, Legambiente e Ance hanno trovato un punto di incontro nella necessità di abbinare il rinnovamento del patrimonio edilizio con la diffusione delle energie rinnovabili. La modernizzazione deve essere conciliata con gli obiettivi europei del 20-20-20. Aumento delle cubature e riedificazioni con finalità anticongiunturali a sostegno delle piccole e medie imprese devono quindi collocarsi in una politica industriale che migliori la qualità delle costruzioni e sostenga la professionalità.
 
Nonostante l’interesse di costruttori e progettisti per lo snellimento delle procedure, la velocizzazione nel rilascio dei permessi, assicura il Governo, deve essere contestualizzata nel quadro normativo e le autocertificazioni avallate dai Comuni.
 
Rimane critica l’opposizione, che nel piano di edilizia abitativa vede un’iniziativa demagogica. Secondo Vasco Errani , Presidente della Regione Emilia Romagna e della Conferenza delle Regioni, è importante non fare confusione tra i due provvedimenti racchiusi nel “Piano Casa”. Il CdM di venerdì prossimo deciderà in merito all’aumento delle cubature e alla sostituzione del permesso a costruire con una autocertificazione. Al contrario il piano di edilizia sociale, per cui il precedente Governo aveva stanziato 550 milioni di euro, è stato approvato in seguito all’accordo con le Regioni ( Leggi Tutto ).
 
Gli elementi in fase di discussione sono:
Ampliamento immobili : possibilità per i proprietari di ampliare del 20% la cubatura degli immobili a uso abitativo o la superficie di quelli destinati a uso diverso. Aumento del 30% in caso di demolizione e riedificazione per le costruzioni precedenti al 1989 con standard qualitativi inadeguati. Soglia innalzata al 35% se la ricostruzione è effettuata secondo le regole della bioedilizia e del risparmio energetico. È all’esame la possibilità di rendere inedificabile l’area originaria nel caso in cui si decida di costruire in una zona diversa.

IL SONDAGGIO DI EDILPORTALE SUL PIANO CASA
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Tutela Ambientale : vietato l’ampliamento degli immobili abusivi o sottoposti a vincolo storico e paesaggistico. Si potranno costruire nuove stanze o servizi in aderenza e continuazione alle case esistenti previste dal piano regolatore.
 
Sanzioni : Revisionate le pene. Gli abusi di minore entità come l’apertura di finestre o la chiusura di una veranda verranno puniti con sanzioni amministrative. Per quelli più gravi, comprendenti la costruzione di edifici non a norma, è previsto l’arresto da 2 a 3 anni. Allo studio il ravvedimento operoso, con la possibilità di estinguere l’illecito a seguito di un accertamento di conformità e compatibilità ambientale.
 
Autorizzazioni e procedure : Presentazione domande entro il 31 dicembre 2010. Si valuta la possibilità di autorizzare la realizzazione di un edificio separato avente carattere accessorio nel caso in cui non sia possibile costruirlo in contiguità a quello esistente. Il permesso di costruire (ex concessione edilizia) per ristrutturazioni, ampliamenti e nuove costruzioni sarà sostituito da una certificazione giurata del progettista, che dichiarerà sotto la propria responsabilità la piena regolarità delle opere realizzate. Sono ampliati i casi in cui si può ricorrere alla Dia (Denuncia di inizio attività) e all’edilizia libera. Per la soluzione degli eventuali contenziosi è prevista una Camera di Conciliazione. Le autorizzazioni sono rilasciate dai Comuni in deroga a piani regolatori e regolamenti edilizi a patto che non entrino in conflitto con i vincoli di conservazione ambientale, storica, paesaggistica architettonica e culturale. Si valuta anche la possibilità dell’autorizzazione in sanatoria per gli interventi già compiuti in area vincolata in assenza o difformità dall’autorizzazione paesaggistica. Anche nei condomini, previa autorizzazione dell’assemblea condominiale, sarà possibile aggiungere stanze, bagni e alzare tetti.
 
Riduzione contributi di costruzione : I Comuni possono decidere di ridurre il contributo di costruzione per l’ampliamento del 20%. Nel caso in cui ad essere ampliata sia la prima abitazione lo sconto può arrivare al 60%, fino al completo esonero per il ricorso alla bioedilizia.
 
Semplificazione : Per l’efficace e veloce ripresa dell’edilizia devono essere snelliti gli adempimenti burocratici per il rilascio delle autorizzazioni e fissati tempi certi per la conclusione dei procedimenti. Deve andare nello stesso tempo la legislazione regionale, concorrente in materia di edilizia con quella statale. Le associazioni di progettisti e costruttori chiedono di fissare tempi oltre i quali non si possa più impugnare i procedimenti autocertificati.
 
Qualche problema potrebbe emergere per la disomogeneità del quadro normativo regionale o per la difficoltà di conciliare la proprietà frazionata degli edifici. I Comuni potrebbero inoltre porre standard urbanistici onerosi per l’ampliamento, come parcheggi, contributi di concessione e coinvolgimento dei proprietari confinanti nelle assemblee condominiali.
 

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