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Piano Casa, rallentata anche la vendita degli alloggi Iacp

di Paola Mammarella

Da Napolitano considerazioni di natura istituzionale per evitare un conflitto di competenze Stato-Regioni<b> <br><a href="http://www.edilportale.com/edilnews/sondaggio.asp?idsond=1" style="font-size:11px;">IL SONDAGGIO SUL PIANO CASA</a></b>

Vedi Aggiornamento del 24/03/2009
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19/03/2009 – Lo slittamento del Piano Casa investe anche la dismissione degli alloggi popolari Erp e Iacp. Il Governo, attraverso incentivi, mira alla trasformazione dell’affitto in mutuo agevolato. Un percorso da strutturare necessariamente su un piano di scelte condivise con gli Enti locali, dal momento che gli alloggi popolari sono di proprietà delle Regioni.

Secondo le stime del Governo dalla vendita degli alloggi popolari, a un prezzo che abbia il rendimento effettivo come parametro di riferimento, potrebbero essere movimentati 25 miliardi in valori catastali, che nella situazione attuale sono invece considerati capitale morto.

Il rallentamento, dovuto all'incontro del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi con il Capo dello Stato Giorgio Napolitano, ha fatto emergere la necessità di effettuare altri approfondimenti sul testo del decreto legge predisposto dal Governo.
 
Al centro degli accertamenti proprio il possibile conflitto di competenza con le Regioni e le condizioni di necessità e urgenza in cui versa il settore delle costruzioni, motivo senza il quale non avrebbe senso il varo di un decreto legge. L'esame del Presidente della Repubblica ha dato luogo a considerazioni di carattere istituzionale di cui la prossima stesura dovrà tenere conto.
 
C’è condivisione da parte del Presidente della Repubblica sulle questioni di merito del DL, strutturato in 6 articoli. Gli approfondimenti toccheranno invece gli aspetti dell’urgenza, delle competenze e del raccordo con il quadro normativo generale. Il Testo Unico dell’Edilizia del 2001 non può essere modificato da un decreto legge, i cui effetti sono per natura circoscritti nel tempo. L’atto non può agire neanche sulle competenze condivise tra Stato e Regioni, la cui attribuzione è garantita dalla Costituzione. Le modifiche all’ordinamento andranno invece inserite in un disegno di legge separato.
 
Alla luce dei chiarimenti presidenziali il DL , di immediata applicazione, dovrebbe contenere l’abolizione del permesso di costruire e l’incentivo del ricorso alla Dia, Dichiarazione di inizio attività. Nel disegno di legge dovrebbero essere trattati aumento delle cubature, deregulation del settore e revisione dei reati contro la tutela del paesaggio.
 
Fondamentale la collaborazione con le Regioni, che nella riunione di oggi valuteranno l'iter del piano di edilizia abitativa. Per consentire un confronto più articolato con gli enti locali la discussione sul Piano Casa, precedentemente fissata durante la riunione del Consiglio dei Ministri del 20 marzo, sarà rimandata alla prossima settimana.
 
Secondo Napolitano il Presidente Berlusconi deve farsi carico di approfondire tutti gli interessi concorrenti. È infatti preferibile investire del tempo per giungere a un testo coordinato ed evitare lo scontro con le Regioni, che offrono risposte diverse alle proposte del Governo. Dopo il Veneto, che ha già approvato un testo di legge su riqualificazione degli immobili e aumento delle cubature, anche Torino ha suggerito di alzare di un metro i sottotetti a condizione che siano usati materiali ecocompatibili. 
 
Questi gli argomenti al centro delle revisioni:
Aumento cubature : possibilità per i proprietari di ampliare del 20% la cubatura degli immobili a uso abitativo o la superficie di quelli destinati a uso diverso. Aumento del 30% in caso di demolizione e riedificazione per le costruzioni precedenti al 1989 con standard qualitativi inadeguati. Soglia innalzata al 35% se la ricostruzione è effettuata secondo le regole della bioedilizia e del risparmio energetico. Possibile anche rendere inedificabile e destinata a verde pubblico l’area originaria nel caso in cui si decida di costruire in una zona diversa.

IL SONDAGGIO DI EDILPORTALE SUL PIANO CASA
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Riduzione contributi di costruzione : I Comuni possono decidere di ridurre il contributo di costruzione per l’ampliamento del 20%. Nel caso in cui ad essere ampliata sia la prima abitazione lo sconto può arrivare al 60%, fino al completo esonero per il ricorso alla bioedilizia.
 
Autorizzazioni e procedure : Presentazione domande entro il 31 dicembre 2010. Si valuta la possibilità di autorizzare la realizzazione di un edificio separato avente carattere accessorio nel caso in cui non sia possibile costruirlo in contiguità a quello esistente. Il permesso di costruire (ex concessione edilizia) per ristrutturazioni, ampliamenti e nuove costruzioni sarà sostituito da una certificazione giurata del progettista, che dichiarerà sotto la propria responsabilità la piena regolarità delle opere realizzate. Sono ampliati i casi in cui si può ricorrere alla Dia (Denuncia di inizio attività) e all’edilizia libera. Per la soluzione degli eventuali contenziosi è prevista una Camera di Conciliazione. Le autorizzazioni sono rilasciate dai Comuni in deroga a piani regolatori e regolamenti edilizi a patto che non entrino in conflitto con i vincoli di conservazione ambientale, storica, paesaggistica architettonica e culturale. Si valuta anche la possibilità dell’autorizzazione in sanatoria per gli interventi già compiuti in area vincolata in assenza o difformità dall’autorizzazione paesaggistica. Anche nei condomini, previa autorizzazione dell’assemblea condominiale, sarà possibile aggiungere stanze, bagni e alzare tetti.
 
Tutela Ambientale : vietato l’ampliamento degli immobili abusivi o sottoposti a vincolo storico e paesaggistico. Si potranno costruire nuove stanze o servizi in aderenza e continuazione alle case esistenti previste dal piano regolatore.
 
Sanzioni : Revisionate le pene. Gli abusi di minore entità come l’apertura di finestre o la chiusura di una veranda verranno puniti con sanzioni amministrative. Per quelli più gravi, comprendenti la costruzione di edifici non a norma, è previsto l’arresto da 2 a 3 anni. Allo studio il ravvedimento operoso, con la possibilità di estinguere l’illecito a seguito di un accertamento di conformità e compatibilità ambientale.
 
Alloggi a canone sostenibile : 20 mila nuovi alloggi prendendo in considerazione nuove realizzazioni, ricostruzioni e interventi di riqualificazione. Agli inquilini che vivono in case popolari è data la possibilità di riscattare l’immobile a canone sociale, in modo da diventare proprietari dell’alloggio occupato. Per questo obiettivo il precedente Governo aveva stanziato 550 milioni di euro. Attualmente il Cipe ha sbloccato 200 milioni, gli altri 350 saranno reperiti attraverso le prossime leggi finanziarie. L’innovazione rispetto al passato consiste nel coinvolgimento dei capitali privati attraverso la promozione del project financing e dei fondi immobiliari.

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