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Piano Casa, trattative ancora in corso nella maggioranza

di Paola Mammarella

Esposte le linee guida del pacchetto per l'edilizia, discussione rimandata al prossimo Consiglio dei Ministri<b><br><a href="http://www.edilportale.com/edilnews/sondaggio.asp?idsond=1" style="font-size:11px;">IL SONDAGGIO SUL PIANO CASA</a></b>

Vedi Aggiornamento del 19/03/2009
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13/03/2009 – “Il Presidente Berlusconi ha esposto al Consiglio dei Ministri le linee guida di un’iniziativa legislativa, attualmente allo studio del Governo, finalizzata ad un rilancio dell’attività edilizia e del tessuto urbanistico, nonché ad un incisivo miglioramento e rinnovamento del patrimonio edilizio non rispondente ai più aggiornati criteri tecnologici ed energetici. L’esame dell’iniziativa al quale hanno partecipato tutti i Ministri esprimendo consenso e suggerendo proposte, è sollecitato anche dall’esigenza di dare impulso al sistema economico. La discussione proseguirà nella prossima riunione del Consiglio”. E' quanto si legge nel comunicato stampa diramato al termine della seduta del Consiglio dei Ministri di oggi.

Rispondendo alle domande dei giornalisti il Ministro Sacconi ha manifestato dubbi sullo strumento legislativo da adottare. La regolamentazione del Piano straordinario di edilizia potrà assumere infatti la forma del decreto legge o del disegno di legge.
 
Il Piano Casa per l’edilizia residenziale, iniziato col DL 112/2008 , convertito dalla Legge 133/2008, non ha avuto sbocchi significativi nella riunione del CdM di oggi. Sono infatti ancora in corso le trattative all’interno della maggioranza. Il piano si arricchirà molto probabilmente di nuove misure, che accomunano la soluzione dell’emergenza abitativa alla possibilità di ampliamento data ai proprietari di immobili esistenti. Il testo all’esame del CdM riprende quello approvato dalla Giunta Regionale del Veneto, ma per la versione definitiva si dovrà attendere circa una settimana e la convocazione di un nuovo Consiglio dei Ministri. Quello di oggi è stato un avvio della discussione, che si avvarrà di successive consultazioni con le Regioni. In base alle dichiarazioni del post riunione l’intenzione sarebbe quella di votare e rendere operativo al più presto il piano di edilizia residenziale.
 
Gli argomenti su cui continuerà il confronto della maggioranza sono:
 
Alloggi a canone sostenibile : Il Governo si prefigge la costruzione di 20 mila nuovi alloggi prendendo in considerazione nuove realizzazioni, ricostruzioni e interventi di riqualificazione. Agli inquilini che vivono in case popolari è data la possibilità di riscattare l’immobile a canone sociale, in modo da diventare proprietari dell’alloggio occupato. Per questo obiettivo il precedente Governo aveva stanziato 550 milioni di euro. Attualmente il Cipe ha sbloccato 200 milioni, gli altri 350 saranno reperiti attraverso le prossime leggi finanziarie. L’innovazione rispetto al passato consiste nel coinvolgimento dei capitali privati attraverso la promozione del project financing e dei fondi immobiliari.
 
Ampliamento immobili : La recente proposta, avanzata dal Presidente del Consiglio e già approvata in Veneto, prevede la possibilità per i proprietari di ampliare del 20% la cubatura degli immobili a uso abitativo o la superficie di quelli destinati a uso diverso. Per le costruzioni precedenti al 1989, con standard qualitativi inadeguati, sarà possibile un aumento del 30% in caso di demolizione e riedificazione. La soglia di ampliamento sale al 35% se la ricostruzione è effettuata secondo le regole della bioedilizia e del risparmio energetico. È all’esame la possibilità di rendere inedificabile l’area originaria nel caso in cui si decida di costruire in una zona diversa.

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Atti di indirizzo del Governo : Incertezze sul mezzo legislativo da adottare, che potrà assumere la forma del disegno di legge o del decreto legge, nonostante precedenti dichiarazioni avevano escluso il ricorso a quest’ultimo strumento. Potrebbe quindi essere redatta una legge quadro per l’indirizzo dell’attività normativa regionale. Uno strumento preferibile rispetto ad un atto di indirizzo, che potrebbe rimanere inapplicato. Il rilancio dell’edilizia si avvarrà di un percorso di scelte condivise, nel rispetto delle competenze regionali, che erano state messe in pericolo dalla modifica del DL 112/2008 operata dal DL Anticrisi 185/2008 . L’apertura del Governo ha infatti portato all’accordo definitivo con le Regioni, siglato il 5 marzo scorso, cui fa seguito la pronuncia dell’Anci in Conferenza Unificata. Si prevede anche la modifica del Codice dei Beni Culturali e del Testo Unico dell’Edilizia
 
Tutela Ambientale : Il provvedimento vieta l’ampliamento degli immobili abusivi o sottoposti a vincolo storico e paesaggistico. Si potranno costruire nuove stanze o servizi in aderenza e continuazione alle case esistenti previste dal piano regolatore.
 
Sanzioni : Revisionate le pene. Gli abusi di minore entità come l’apertura di finestre o la chiusura di una veranda verranno punite solo con sanzioni amministrative, mentre per quelli più gravi, comprendenti la costruzione di edifici non a norma, è previsto l’arresto da 2 a 3 anni. È allo studio anche il ravvedimento operoso, con la possibilità di estinguere l’illecito a seguito di un accertamento di conformità e compatibilità ambientale.
 
Autorizzazioni e procedure : Le domande di ampliamento devono essere presentate entro il 31 dicembre 2010. Si sta valutando la possibilità di autorizzare la realizzazione di un edificio separato avente carattere accessorio nel caso in cui non sia possibile costruirlo in contiguità a quello esistente. Il permesso di costruire (ex concessione edilizia) per ristrutturazioni, ampliamenti e nuove costruzioni sarà sostituito da una certificazione giurata del progettista, che dichiarerà sotto la propria responsabilità la piena regolarità delle opere realizzate. Sono ampliati i casi in cui si può ricorrere alla Dia (Denuncia di inizio attività) e all’edilizia libera. Per la soluzione degli eventuali contenziosi è prevista una Camera di Conciliazione. Le autorizzazioni sono rilasciate dai Comuni in deroga a piani regolatori e regolamenti edilizi a patto che non entrino in conflitto con i vincoli di conservazione ambientale, storica, paesaggistica architettonica e culturale. Si valuta anche la possibilità dell’autorizzazione in sanatoria per gli interventi già compiuti in area vincolata in assenza o difformità dall’autorizzazione paesaggistica. Anche nei condomini, previa autorizzazione dell’assemblea condominiale, sarà possibile aggiungere stanze, bagni e alzare tetti.
 
Riduzione contributi di costruzione : I Comuni possono decidere di ridurre il contributo di costruzione per l’ampliamento del 20%. Nel caso in cui ad essere ampliata sia la prima abitazione lo sconto può arrivare al 60%, fino al completo esonero per il ricorso alla bioedilizia.
 
Semplificazione : Per l’efficace e veloce ripresa dell’edilizia devono essere snelliti gli adempimenti burocratici per il rilascio delle autorizzazioni e fissati tempi certi per la conclusione dei procedimenti. Deve andare nello stesso tempo la legislazione regionale, concorrente in materia di edilizia con quella statale. Le associazioni di progettisti e costruttori chiedono di fissare tempi oltre i quali non si possa più impugnare i procedimenti autocertificati.
 
Lo sblocco del Piano Casa è stato annunciato dal Ministro per i Rapporti con le Regioni Raffaele Fitto durante l’interrogazione dell’11 marzo alla Camera dei Deputati, dopo un percorso concluso con lo stanziamento di 200 milioni e l'attribuzione di competenze condivise in materia di edilizia. Critiche da parte dell’opposizione che, oltre a vedere nel provvedimento un condono camuffato, teme il progressivo depotenziamento della Soprintendenza. Il suo parere in merito ai beni tutelati potrebbe non essere più considerato vincolante.

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